Termine di preavviso di sei mesi per collocamento a riposo con QUOTA 100





Buongiorno, sono un dipendente comunale, ho 39 anni di contributi ed il 19 febbraio prossimo compirò 62 anni di età, maturando così il diritto ad accedere alla pensione anticipata “Quota 100”. Tenuto conto che per i dipendenti che intendono avvalersi del pensionamento anticipato, secondo le disposizioni dell'art. 14 del D.L. n. 4/2019, c.d. "quota 100", la norma richiamata dispone espressamente in materia di preavviso, che "la domanda di collocamento a riposo deve essere presentata all'amministrazione di appartenenza con un preavviso di sei mesi"; -che, stante il silenzio del Dipartimento della Funzione Pubblica, l'ARAN con l'orientamento applicativo CFC27, pubblicato in data 02.09.2019, in merito alla gestione del preavviso, si è espressa nel senso che la disciplina del preavviso regolamentata dalla contrattazione collettiva (art. 67 del CCNL Funzioni centrali) del 12.02.2018 non sembrerebbe automaticamente estensibile al più ampio periodo di preavviso con il quale deve essere presentata all'amministrazione la domanda di collocamento a riposo ai sensi dell'articolo. 14, c. 6, lett. c, del D.L. 28.1.2019 n. 14, stante le diverse funzioni delle due tipologie di preavviso e della specialità della previsione di legge; Ritenendo che, pertanto, alla medesima conclusione si dovrebbe giungere anche per quanto attiene alla contrattazione collettiva relativa agli Enti Locali (CCNL Funzioni locali del 21.05.2018 - art. 12 - Termini di preavviso- del CCNL del 09.05.2006);
Considerato che dal 1.9.2019 sono in aspettativa non retribuita (art.4, c. 3, L. 53/00) per assistere mia suocera, portatrice di handicap grave;
- che tale aspettativa terminerebbe il 19.05.2021;
Poiché accedendo alla pensione anticipata eviterei, peraltro, di rimanere senza retribuzione per un periodo molto più lungo, volevo sapere se:
1. posso presentare la domanda di collocamento a riposo e dare il preavviso di sei mesi senza riprendere servizio;
2. in caso di risposta affermativa alla domanda di cui al punto 1., se la penalità massima nella quale posso incorrere corrisponde a quella prevista dal comma 4, dell'art. 12, del CCNL del 09.05.2006, quantificabile, salvo la facoltà di rinuncia da parte dell'Ente (ai sensi del c. 5 del citato articolo 12), nell'importo massimo corrispondente a due mensilità.
Confidando in un chiaro, approfondito e cortese riscontro, ringrazio e porgo distinti saluti.

 

RISPOSTA

 

1 - La risposta è affermativa.
La domanda di collocamento a riposo corrisponde ad un diritto che non viene compromesso dallo status di dipendente in aspettativa non retribuita.
La domanda di collocamento a riposo prescinde dagli eventi sospensivi del sinallagma giuridico posto a base del rapporto di lavoro pubblico.
Su questo punto non possono sorgere dubbi, diversamente dal prossimo punto che si presta ad interpretazioni divergenti …

2 - Il termine di preavviso di sei mesi è inderogabile e deve essere assolutamente rispettato dal dipendente che intende essere collocato a riposo con “quota 100”, per i seguenti motivi:

a)il tenore letterale della norma: “la domanda di collocamento a riposo deve essere presentata all'amministrazione di appartenenza con un preavviso di sei mesi”. Il legislatore ha utilizzato il termine DEVE … dovere è sinonimo di obbligo inderogabile!

b)la “ratio” normativa della previsione del legislatore: il decreto “quota 100” specifica che la finalità dei 6 mesi, è quella di garantire la continuità e il buon andamento delle amministrazioni. Quindi, tale obbligo deve essere considerato tassativo, altrimenti si legittimerebbe la cessazione in massa dei dipendenti pubblici creando serie problematiche a livello nazionale. (circolare Inps 11/2019). A maggior ragione se consideriamo quanto possa essere farraginoso e dispendioso, organizzare un concorso pubblico per l'assunzione anche soltanto di un semplice agente di polizia locale …

c)i canoni interpretativi generali dell'ordinamento giuridico, in particolare il principio “Ubi lex voluit dixit, ubi noluit tacuit” (Dove la legge volle, parlò; dove non volle, tacque).
L'articolo 12 CCNL economico 2004 – 2005, al comma 4, prevede la specifica sanzione applicabile in caso di mancato rispetto del preavviso (indennità di mancato preavviso): La parte che risolve il rapporto di lavoro senza l'osservanza dei termini di cui ai commi 1 e 2 è tenuta a corrispondere all'altra parte un'indennità pari all'importo della retribuzione spettante per il periodo di mancato preavviso. L'amministrazione ha diritto di trattenere su quanto eventualmente dovuto al dipendente, un importo corrispondente alla retribuzione per il periodo di preavviso da questi non dato, senza pregiudizio per l'esercizio di altre azioni dirette al recupero del credito.
Il legislatore di quota 100 invece, avrebbe potuto prevedere una specifica sanzione anche in caso di mancato preavviso per il pensionamento, ma non lo ha fatto … di conseguenza la logica conclusione del ragionamento è quella di considerare il preavviso di sei mesi di cui alla norma di legge speciale, inderogabile da parte del dipendente.

Non è necessario rientrare in servizio, al fine di rispettare il termine di preavviso di sei mesi. Del resto, la prassi fino ad oggi adottata dalle pubbliche amministrazione, ha confermato il suindicato discorso interpretativo.

A disposizione per chiarimenti.

Cordiali saluti.

Il dipendente in questione non deve necessariamente rientrare in servizio; la norma speciale (perché trattasi di norma speciale, rispetto a quella generale prevista dal contratto collettivo) recita quanto segue: “la domanda di collocamento a riposo deve essere presentata all'amministrazione di appartenenza con un preavviso di sei mesi”.
Attenzione, la sola domanda di pensionamento deve essere presentata con sei mesi di preavviso, per consentire al datore di lavoro di programmare i concorsi pubblici per l'assunzione dei sostituti ... è questo il senso della norma speciale di legge.
Il legislatore non parla di semestre di lavoro "effettivo" sospeso dalla malattia, infortunio, maternità etc etc ... tale argomentazione si applicherebbe ivnece al preavviso contrattuale, ossia alla norma generale.

Fonti: