Ricercatore presso ente pubblico ricerca incarichi extraistituzionali per ricerca scientifica





Attività di ricercatore presso Ente pubblico di Ricerca ed incarichi extraistituzionali: incompatibilità e partita IVA.
Premessa Sono un ricercatore a tempo pieno presso un Ente Pubblico di Ricerca (EPR), pertanto sono sottoposto alla disciplina generale delle incompatibilità infatti il contratto prevede: "Il Dipendente non può intrattenere altri rapporti di impiego pubblico o privato, né può trovarsi in alcuna delle situazioni di incompatibilità individuate dall'art. 53, D.Lgs. 30.03.2001, n. 165. [...]". Lo stesso art. 53 al comma 6 prevede alcune cause di esclusione tra cui i compensi derivanti: a) dalla collaborazione a giornali, riviste, enciclopedie e simili; b) dalla utilizzazione economica da parte dell'autore o inventore di opere dell'ingegno e di invenzioni industriali; c) dalla partecipazione a convegni e seminari; d) da incarichi per i quali è corrisposto solo il rimborso delle spese documentate; e) da incarichi per lo svolgimento dei quali il dipendente è posto in posizione di aspettativa, di comando o di fuori ruolo; f) da incarichi conferiti dalle organizzazioni sindacali a dipendenti presso le stesse distaccati o in aspettativa non retribuita; f-bis) da attività di formazione diretta ai dipendenti della pubblica amministrazione nonché di docenza e di ricerca scientifica. (lettera aggiunta dall'art. 7-novies della legge n. 43 del 2005, poi così modificata dall'art. 2, comma 13-quinquies, legge n. 125 del 2013).
Inoltre, il Contratto collettivo applicato dall'Ente di appartenenza è il CCNL Istituzioni e degli Enti di Ricerca e Sperimentazione del 21.2.2002, che prevede per i Ricercatori e Tecnologi una ulteriore deroga, in particolare all'art. 58 comma 4 del CCNL prevede il così detto istituto dell'arricchimento professionale: "I ricercatori e tecnologi possono impiegare fino a 160 ore annue aggiuntive rispetto all'orario di lavoro indicato al punto 1) in attività destinate ad arricchimento professionale quali ricerca libera utilizzando le strutture dell'Ente, attività di docenza, organizzazione di seminari e convegni, collaborazioni professionali, perizie giudiziarie per le quali l'autorizzazione da parte dell'Ente, ove richiesta, è sostituita dalla preventiva comunicazione all'Ente medesimo da parte dell'interessato".
L'ente non ha ad oggi un regolamento specifico sulla disciplina delle incompatibilità per gli incarichi extraistituzionali.
Quesito Volendo svolgere prestazioni per attività di ricerca scientifica (D.Lgs. 165/2001 - Art. 53 comma 6 – lettera f-bis) senza incorrere in eventuali sanzioni:
- è necessario comunque chiedere l'autorizzazione all'Ente?
- è possibile essere titolare di partita IVA (Codice Ateco 72.20.00) per lo svolgimento delle attività di cui all'art. 53 co. 6 lett. f-bis del D.Lgs. 165/2001 anche senza preventiva autorizzazione?
Volendo svolgere attività comunicate/autorizzate di cui all'art. 58 co. 4 del CCNL è possibile essere titolare di partita IVA senza incorrere in sanzioni? Grazie.

RISPOSTA

Una premessa di carattere giuridico-terminologico.
Lo svolgimento di un incarico di docenza e di ricerca scientifica è qualcosa di giuridicamente differente dalla libera attività professionale (con partita iva).
L'incarico di ricerca scientifica viene retribuito con un compenso, mentre l'attività professionale con partita iva è finalizzata alla realizzazione di ricavi e quindi dell'utile per il professionista.
Il dipendente in questione non rientra nella categoria dei dipendenti pubblici (essendo assunto a tempo pieno) “ai quali è consentito da disposizioni speciali lo svolgimento di attività libero-professionali”.
Per aprire una partita iva quindi, occorre chiedere la preventiva autorizzazione che ti sarà negata con tutta evidenza, giacché sei un dipendente pubblico a tempo pieno, mentre dovresti essere un dipendente a tempo parziale con orario non superiore al 50%.

A seguito dell'entrata in vigore del decreto legge n. 101/2013 convertito con modificazioni dalla legge n. 125/2013 è stato modificato il testo dell’art. 53 comma 6 del d.lgs. n.165/2001, con l’inserimento alla lettera f-bis) delle seguenti parole: “nonché di docenze e ricerca scientifica”, stabilendo, quindi, con tali modifiche, che le attività di docenza e di ricerca scientifica non siano più considerate quali incarichi, ancorché eventualmente retribuiti, sottesi ad apposita autorizzazione. La preventiva comunicazione alla pubblica amministrazione di appartenenza? E' necessaria? Soltanto se tale adempimento è previsto dal regolamento interno dell'ente pubblico. La legge 190/2012 ha modificato anche il regime dello svolgimento di incarichi da parte dei dipendenti pubblici, prevedendo l’adozione di appositi regolamenti.

Considerato che la pubblica amministrazione dovrebbe comunque valutare “l'insussistenza di situazioni di incompatibilità o ipotesi di conflitto di interessi, anche potenziali, che possono pregiudicare l’imparziale esercizio delle pubbliche funzioni”, consiglio cautelativamente di inoltrare al datore di lavoro pubblico la preventiva “comunicazione di svolgimento attività”, al fine anche di consentire, alle stesse Amministrazioni, valutazioni previste direttamente dalla legge.
La preventiva “comunicazione di svolgimento attività” deve essere inoltrata anche al fine di consentire all'Amministrazione di appartenenza di accertare l'eventuale interferenza tra l'incarico di ricerca scientifica con l´attività ordinaria svolta dal dipendente pubblico “in relazione al tempo, alla durata, all´impegno richiestogli, tenendo presenti gli istituti del rapporto d’impiego o di lavoro concretamente fruibili per lo svolgimento dell'attività”.

Tanto premesso e considerato, sebbene l'ente non abbia adottato apposito regolamento, consiglio la massima cautela, ossia di inviare comunque la preventiva “comunicazione di svolgimento attività al datore di lavoro pubblico".
L'apertura della partita iva dovrà essere sempre e comunque autorizzata preventivamente dall'Amministrazione di appartenenza.

A disposizione per chiarimenti.

Cordiali saluti.

Fonti: