Calcolo incentivo dimissioni dipendenti studio professionale





Sono unico titolare di uno studio odontoiatrico con due dipendenti, tra un anno raggiungerò i limiti pensionabili e cederò lo studio ai miei due figli che lo trasformeranno in studio associato.

Quesito: posso licenziare le due dipendenti oppure esse dovranno essere necessariamente prese come dipendenti dai miei figli e se procedo al licenziamento illegittimo, quale sarà il dovuto risarcimento?
Le due dipendenti hanno rispettivamente 58 e 60 anni, senza figli a carico e sono assunte da 8 anni.

 

RISPOSTA

 

Le due dipendenti dovrebbero essere assunte dai tuoi figli, ai sensi e per gli effetti dell'articolo 2112 del codice civile.
Si tratta infatti, a tutti gli effetti, di una cessione di azienda, considerato l'insieme dei beni strumentali organizzati all'interno dello studio dentistico. Il quinto comma dell’articolo 2112 del codice civile prescrive quanto segue in materia di trasferimento d’azienda: “si intende per trasferimento d’azienda qualsiasi operazione che, in seguito a cessione contrattuale o fusione, comporti il mutamento nella titolarità di un’attività economica organizzata, con o senza scopo di lucro, preesistente al trasferimento e che conserva nel trasferimento la propria identità a prescindere dalla tipologia negoziale o dal provvedimento sulla base dei quali il trasferimento è attuato ivi compresi l’usufrutto o l’affitto di azienda.”.
La norma a tutela dei dipendenti, in caso di cessione di azienda, si applica non all’azienda intesa in senso stretto, ma ad ogni “attività economica organizzata con o senza scopo di lucro”; ed è quel “senza scopo di lucro” che apre anche ai trasferimenti fra soggetti non imprenditori. … non al “trasferimento della proprietà”, ma al “mutamento della titolarità”, cioè al mutamento del soggetto che gestisce quell’attività economica. L’applicabilità dell’art. 2112 del codice civile, ai casi in cui i soggetti coinvolti non siano imprenditori, è quindi desumibile oltre che dal dettato del secondo comma dell’art. 2238 di cui sopra, anche dal testo dello stesso articolo 2112. Per quanto riguarda il TFR della dipendenti, la giurisprudenza (Cass. 2015 nr. 9464, 2013 nr. 20837) ritiene che il datore di lavoro cedente rimane obbligato in solido con il nuovo datore al pagamento della quota del trattamento di fine rapporto maturata dal lavoratore prima del trasferimento, mentre il cessionario rimane il solo obbligato per la quota maturata nel periodo successivo (Cass. 2013 nr. 20837, 2013 nr. 11479). Il “passaggio” dei dipendenti dal vecchio al nuovo datore di lavoro, seppur “automatico” ai sensi dell’art. 2112 del codice civile, non libera pure automaticamente il vecchio datore dalle obbligazioni di TFR fino a quel momento maturate. A meno che gli sia concessa espressa “liberazione” da parte del lavoratore trasferito.

In caso di licenziamento illegittimo delle dipendenti, si tratterebbe di un licenziamento per giustificato motivo oggettivo illegittimo, presso un'azienda con meno di 15 dipendenti. Le lavoratrici sono state assunte prima della riforma Renzi, ossia ben prima del decreto legislativo 23/2015; ad esse si applica la riforma Fornero, per le aziende con meno di 15 dipendenti che non abbiano mai superato tale soglia numerica.

A scelta del datore di lavoro, le dipendenti possono essere riassunte oppure “liquidate” con un'indennità pari ad un importo compreso tra 2,5 e 6 mensilità. Non sussiste la tutela reale di cui all'articolo 18 dello statuto dei lavoratori, nei confronti delle dipendenti in questione, trattandosi di datore di lavoro con meno di 15 dipendenti.
Consiglio di proporre alle dipendenti un incentivo alle dimissioni volontarie pari a circa 4 mensilità … non avrebbero ragionevole motivo per rifiutare la vostra offerta!

A disposizione per chiarimenti.

Cordiali saluti.

Fonti: