Novazione contratto di lavoro subordinato superminimo





Buona sera, vi scrivo per avere una consulenza su un problema in ambito lavorativo. Nel 2010 ho accettato una novazione oggettiva (articolo 1230 del codice civile) del contratto di lavoro subordinato, dove mi veniva riconosciuto una determinata retribuzione lorda mensile e un determinato superminimo. Il tutto comprensivo di straordinari prestati dal lunedì alla domenica. Fin qui a tutto ok, inoltre mi veniva riconosciuta un'ulteriore retribuzione variabile, prima a cadenza trimestrale poi a cadenza mensile, sulla base di una valutazione discrezionale della direzione. L'ultima novazione firmata nel 2015 con scadenza 2016, con retribuzione lorda mensile e un tale superminimo fisso, più la retribuzione variabile di 170 euro lordi.
Alla scadenza non mi è stato chiesto di firmare una nuova novazione, ma la cifra variabile di 170 euro lordi mi è stata erogata regolarmente ogni mese fino al mese di dicembre 2019. Oggi mi è stato detto a voce che non mi erogheranno più tale cifra. Senza alcun motivo. Ho letto che ci sono state sentenze che sanciscono l'illegittimità di questa procedura. Prima di intraprendere una causa vorrei avere conferma della fattibilità!
Allego copia ultima novazione e ultima busta paga dove si evince la dicitura premio.
Grazie

 

RISPOSTA

 

Confermo, nel modo più assoluto, l'opportunità di adire le vie legali nei confronti del datore di lavoro, alla luce di quanto statuito dalla giurisprudenza consolidata della cassazione.
Ipotizziamo paradossalmente che si tratti di somme di denaro elargite al dipendente, senza titolo giuridico, ossia giuridicamente non dovute. Sia chiaro, si tratta soltanto di un paradosso logico!

Secondo la corte di cassazione, la corresponsione continuativa di un assegno al dipendente è generalmente sufficiente a farlo considerare, salvo prova contraria, come elemento della retribuzione. In altri termini, nell'ambito del lavoro privato (ma non nel pubblico impiego) la somma non deve essere restituita dal dipendente, se erogata in via continuativa per più mesi, anche se non dovuta. Ciò per tutelare l’affidamento che il dipendente ha ormai fatto su tale disponibilità economica per via della sua reiterata erogazione (Cass. 13/09/2018, n. 22387 - Cass. 9 maggio 2003, n. 7154). Attenzione alla parola chiave della presente consulenza: “legittimo affidamento del dipendente in ragione di un elemento della retribuzione erogato in via continuativa per più mesi”. Si tratta esattamente del tuo caso!

Anzi, nel tuo caso, le somme sono giuridicamente dovute in quanto, sebbene alla scadenza non sia stata firmata una novazione, l'elemento retributivo del “premio” è stato corrisposto in busta paga, con espressa indicazione della dicitura nel prospetto paga, ed è stato incassato dal dipendente.

Tacito accordo? Direi assolutamente sì!

Tanto premesso, se le somme non dovute non dovrebbero essere restituite dal dipendente, figuriamoci le somme dovute in ragione di un tacito accordo che emerge con tutta evidenza dal prospetto paga.

A disposizione per chiarimenti.

Cordiali saluti.

Fonti: