Cassa integrazione in deroga sospensione Coronavirus





A proposito del coronavirus le aziende e studi professionali che si trovano in difficoltà o addirittura hanno dovuto chiudere (Pubblici esercizi ecc) possono usufruire della Cassa integrazione in deroga?

 

RISPOSTA

 

La cassa integrazione in deroga viene estesa all’intero territorio nazionale, a tutti i dipendenti, di tutti i settori produttivi, compreso quello agricolo e della pesca.
I datori di lavoro, comprese le aziende con meno di 5 dipendenti, che sospendono o riducono l’attività a seguito dell’emergenza epidemiologica, possono ricorrere alla cassa integrazione guadagni in deroga con la nuova causale “COVID-19” per la durata massima di 9 settimane. Tale possibilità viene estesa anche alle imprese che già beneficiano della cassa integrazione straordinaria; tali azienda possono presentare domanda di trattamento ordinario entro un limite di spesa di 338 milioni.
In sintesi, la cassa integrazione in deroga si applica a tutti i datori di lavoro del privato, anche con un solo dipendente, inclusi quelli agricoli, della pesca e del terzo settore compresi gli enti religiosi (Diocesi, parrocchie), con la sola esclusione del lavoro domestico.



Se si come procedere per richiederla?

 

RISPOSTA

 

Dipende dalle modalità operative di ciascun regione. La gestione della CIGD è affidata alle regioni e province autonome, che possono riconoscere la Cigd per periodi massimi di nove settimane in conseguenza dell'emergenza, previo accordo sindacale, soltanto in caso di azienda con più di 5 dipendenti (che può essere concluso anche in via telematica con i sindacati più rappresentativi a livello nazionale). Le domande, pertanto, si presentano a regioni e province autonome, mentre è l'Inps a procedere al pagamento diretto ai lavoratori (è la sola modalità prevista dal decreto legge). Sarà necessario attendere le istruzioni operative INPS che chiariranno le modalità di richiesta. Sarà necessario attendere le deliberazioni delle Giunte regionali, relativamente alla cassa integrazione in deroga per i datori di lavoro con meno di 5 dipendenti.



Alcune aziende hanno meno di 5 dipendenti altre più.

 

RISPOSTA

 

Riguardo le aziende con più di 5 dipendenti, il decreto legge prevede un fondo di integrazione salariale rafforzato appunto per aziende con piu di 5 dipendenti, escluse dalla CIGO, anche per chi utilizza assegni di solidarietà.

Le aziende invece che al 23 febbraio hanno in corso periodi di Cigs, il decreto legge dà possibilità di fare domanda per la nuova cigo (trattamento ordinario), per un massimo di nove settimane, in sostituzione della cigs in corso che viene sospesa. La richiesta può avvenire anche per gli stessi lavoratori beneficiari della Cigs a zero ore.
Il trattamento ordinario deve essere riferito a periodi ricadenti dal 23 febbraio al 31 agosto fino ad un massimo di nove settimane. Occorre seguire una procedura semplificata che prevede la dispensa dai vincoli sui termini, sui limiti alla fruizione e su informazione e consultazione sindacale. La domanda va presentata entro la fine del quarto mese successivo a quello di inizio della sospensione o riduzione attività.



Inoltre da quando è possibile richiederla?

 

RISPOSTA

 

Riportiamo di seguito gli articoli 19, 20 e 21 del decreto legge “cura Italia”.
Considera che la cassa integrazione ordinaria dovrà essere richiesta entro la fine del quarto mese successivo a quello in cui ha avuto inizio il periodo di sospensione o di riduzione dell’attività lavorativa e non è soggetta alla verifica dei requisiti.
Il termine per la cassa integrazione in deroga sarà stabilito dalle singole regioni con deliberazione di Giunta. Ad ogni modo, dovrebbe essere pur sempre un termine di quattro mesi dalla sospensione dell'attività.

NUOVA CASSA INTEGRAZIONE ORDINARIA (art. 19)
• I datori di lavoro che nell’anno 2020 sospendono o riducono l’attività lavorativa per l’emergenza COVID-19, possono presentare domanda di trattamento ordinario di integrazione salariale o di accesso all’assegno ordinario con causale “emergenza COVID-19”, per periodi decorrenti dal 23 febbraio 2020 al mese di agosto 2020 per il personale in forza alla data del 23 febbraio 2020, anche privo del requisito dei 90 giorni di anzianità aziendale.
• Sono dispensati dall’osservanza del d.lgs 148/2015 per quanto riguarda le contribuzioni addizionali e il termine per la richiesta , fatta salva l’informazione, la consultazione e l’esame congiunto che possono essere svolti in via telematica.
• La domanda andrà presentata entro la fine del quarto mese successivo a quello in cui ha avuto inizio il periodo di sospensione o di riduzione dell’attività lavorativa e non è soggetta alla verifica dei requisiti.

CASSA INTEGRAZIONE ORDINARIA IN SOSTITUZIONE DELLA STRAORDINARIA (Art 20)
• Le aziende che alla data del 23 febbraio 2020 avevano in corso un trattamento di integrazione salariale straordinario, possono presentare domanda di concessione del trattamento ordinario che sospende e sostituisce il trattamento di integrazione straordinario già in corso.
• Non si applica il contributo addizionale previsto dall’art. 5 d.lgs 148/2015

FONDO INTEGRAZIONE SALARIALE assegno ordinario in sostituzione di trattamenti di assegni di solidarietà (Art 21)
• I datori di lavoro, iscritti al Fondo di integrazione salariale, che alla data del 23 febbraio 2020 hanno in corso un assegno di solidarietà, possono presentare domanda di concessione dell’assegno ordinario che sospende e sostituisce l’assegno di solidarietà già in corso La concessione può riguardare anche i lavoratori dell’assegno a totale copertura dell’orario di lavoro.
• I periodi in cui vi è coesistenza tra assegno di solidarietà e assegno concesso ai sensi dell’art 19 del decreto 18-2020, non sono conteggiati ai fini dei limiti di legge.

CASSA INTEGRAZIONE IN DEROGA (Art. 22)
• Le Regioni e Province autonome possono riconoscere per i datori di lavoro privati di tutti i settori non coperti dalle disposizioni di sostegno al reddito precedenti, tranne il lavoro domestico, trattamenti di cassa integrazione salariale in deroga, per la durata della sospensione del rapporto di lavoro previo accordo sindacale che può essere concluso anche in via telematica. L’accordo non è richiesto per le aziende che occupano meno di 5 dipendenti.
• Il trattamento può essere concesso solo con pagamento diretto della prestazione da parte dell’INPS (art. 44 dlgs 148/2015) a cui Regioni e provincie autonome invieranno i decreti di concessione e le liste dei beneficiari.



Quali sono i requisiti per porre i dipendenti in CIG?

 

RISPOSTA

 

A quanto pare, soltanto i lavoratori che assunti successivamente alla data del 23 febbraio 2020, risulteranno esclusi dalla norma.



Devono aver usufruito di tutte le ferie e permessi pregressi?

 

RISPOSTA

 

Non è previsto nulla di tutto questo; escludo che le deliberazioni delle Giunte regionali possano prevedere un simile requisito.



Una Farmacia ha un reparto di estetica che ha dovuto chiudere ed ha una dipendente a tempo determinato, cosa può fare?

 

RISPOSTA

 

Ipotizzare il collocamento presso altro funzioni, se possibile.



È possibile licenziarla anticipatamente per giustificato motivo oggettivo anche perchè non è possibile collocarla in altre funzioni?
grazie

 

RISPOSTA

 

Certamente sì, diciamo che la chiusura del reparto estetica è configurabile giuridicamente come cessione di ramo d'azienda, presupposto del licenziamento per giustificato motivo oggettivo.

A disposizione per chiarimenti.

Cordiali saluti.

Fonti: