Obbligo di aggiornamento DVR con misure di prevenzione del contagio da Coronavirus





Gentile avvocato, sono un imprenditore, titolare di un piccola-media azienda.
Vorrei chiederLe quali sono le misure di prevenzione del contagio da Covid-19 (coronavirus) che i datori di lavoro devono inserire nel Dvr (documento di valutazione rischi).
L'emergenza legata alla diffusione del coronavirus sta infatti condizionando pesantemente l'operatività delle aziende italiane che si trovano a fronteggiare anche la corretta gestione del personale e degli accessi di soggetti terzi negli stabilimenti, negli uffici o nelle sedi delle imprese. Quali sono le adeguate procedure per ridurre al minimo il rischio di contagio dei lavoratori?

 

RISPOSTA

 

Tutti i datori di lavoro hanno l'obbligo di verificare se il documento dì valutazione dei rischi aziendali prende in considerazione l'esposizione dei lavoratori al contagio e in caso negativo devono predisporre le procedure adeguate.

Come per ogni altro tipo di rischio, l'aggiornamento del Dvr o delle procedure dovrebbe prevedere le misure adeguate per azzerare o ridurre al minimo il rischio per il lavoratore di contrarre il virus Covid 19. Deve essere prevista anche una adeguata formazione per i lavoratori, in relazione a queste procedure e agli eventuali dispositivi di protezione individuale da utilizzare sul posto di lavoro.

Il datore di lavoro potrà avvalersi di consulente per delegare il compito di aggiornamento del DVR. Mi riferisco al medico aziendale competente; in alcuni casi specifici sarà necessario l'aggiornamento della valutazione del rischio biologico, quindi saranno coinvolti anche i laboratori specializzati per le analisi in questo campo.

Quali sono concretamente queste misure da prevedere nel DVR? Si tratta di misure da apprestare in un luogo di lavoro, che non sono dissimili da quelle adottate nei confronti del resto della popolazione e che sono state sostanzialmente condivise nel protocollo sottoscritto da pochi giorni fra Governo e parti sociali.

Ad esempio c'è la possibilità per il datore di lavoro di misurare la temperatura corporea del lavoratore, al quale potrà essere inibito l'ingresso sul posto di lavoro se è superiore a 37,5°.

Occorre poi considerare i fattori di rischio e l'uso dei dispositivi di protezione individuale. Il datore di lavoro deve analizzare tutti i fattori di pericolo per aggiornare periodicamente il Dvr, come previsto dall'articolo 28 del Dlgs. n. 81/2008, in stretta collaborazione con il medico competente; quest'ultimo deve anche considerare le condizioni di salute riscontrate a carico dei singoli lavoratori in sede di visita di idoneità alla mansione: si pensi ad esempio alla presenza sul posto di lavoro di una persona con particolari patologie che la rendono più vulnerabile agli effetti del virus. Il contenuto dell'aggiornamento o che cosa debbano prevedere le procedure è rimesso alla discrezionalità del datore di lavoro, ma le disposizioni contenute nei provvedimenti emanati dalle autorità pubbliche in queste settimane sono una base di lavoro utile. Anche sul posto di lavoro, dunque, bisognerà attuare le misure di distanziamento sodale (ove non sia possibile, obbligo di usare le mascherine di protezione, come previsto nel protocollo), il posticipo di tutti i viaggi non strettamente indispensabili e provvedere perché i lavoratori abbiano a disposizione soluzioni idroalcoliche per il lavaggio delle mani.
Oltre a ciò, il Dpcm dell'11 marzo 2020, espressamente, raccomanda che si assumano protocolli di sicurezza anti-contagio: laddove non fosse possibile rispettare la distanza interpersonale di un metro come principale misura di contenimento, devono usarsi dispositivi di protezione individuale; si prevede che siano incentivate le operazioni di sanificazione dei luoghi di lavoro e che siano limitati al massimo gli spostamenti all'interno dei siti e contingentato l'accesso agli spazi comuni.

Relativamente ai contatti con il pubblico, deve essere prestata particolare attenzione. I lavoratori che hanno contatti con il pubblico devono rispettare quanto previsto dal ministero della Salute, con la circolare 3190 del 3 febbraio 2020; il Ministero della salute ha precisato che si ritiene sufficiente adottare le comuni misure preventive della diffusione delle malattie trasmesse per via respiratoria.

Non dimentichiamo poi l'aggiornamento dei modelli 231, alle attenzioni da prestare nei confronti del personale che si reca presso altre aziende per eseguire lavori in appalto (pulizie o manutenzioni), per i quali sarà indispensabile l'aggiornamento del documento di valutazione dei rischi interferenziali contenente le procedure necessarie ad evitare che la presenza di lavoratori di diverse aziende possa portare ad incrementare le occasioni di contagio.

Tutte le nuove procedure adottate devono essere trasfuse e considerate anche nell'ambito dei modelli organizzativi ex Dlgs 231/2001, posto che i reati di lesioni gravi o gravissime e omicidio colposo commesso con violazione della normativa sulla sicurezza sui luoghi di lavoro costituiscono reato presupposto per l'applicazione delle sanzioni amministrative di cui al predetto decreto legislativo.

A disposizione per chiarimenti.

Cordiali saluti.

Fonti: