2 Consulenze:

1 - Decadenza e sospensione NASPI





Buonasera avrei bisogno di una consulenza legale in merito alla Naspi, di seguito descrivo il problema.
Premessa: sono una lavoratrice non autonoma, no partita iva ma sempre con contratti a tempo determinato, perciò per sua natura precaria. Avevo una disoccupazione Naspi dal agosto 2018, che mi veniva pagata nei momenti di disoccupazione tra un lavoro e l'altro fino a dicembre 2019. Finisco il mio ultimo contratto di lavoro il 22 febbraio 2020, e nel mese di marzo comincio a chiedere alla mia sede Inps notizie sulla Naspi di cui ancora avevo a disposizione 195 giorni.
Nel ordine prima mi dicono di dichiarare il reddito presunto, poi mi dicono di averlo superato e perciò la Naspi è decaduta, spiego che non sono una lavoratrice autonoma perciò non concorro al limite reddituale di € 4.800,00 così come narra la circolare.
Poi mi dicono che devono fare delle verifiche e passano i mesi, mi viene anche chiesto un contratto di un lavoro di 6 giorni del 2018, mando il CUD di quel lavoro. Infine scrivo oggi e mi dicono che la mia Naspi è decaduta in data 21.01.19 perchè risultano più contratti di lavoro NON continuativi superiori a 6 mesi.
Facendo attenzione alle date che vi sottopongo, vi chiedo se sia stato giusto far decadere la suddetta Naspi.
-21.01.19 dicono che sia decaduta la Naspi, io continuo a percepirla nei periodi di disoccupazione fino al 31.12.19
Il periodo di contratti a cui fanno riferimento si compone in questo modo, un primo contratto con una società che va dal 21.01.19 al 23.02.19 e un secondo contratto con altra società che va dal 25.02.19 al 11.08.19
Essendo 2 contratti diversi e 2 società diverse, vale sempre la regola dei 6 mesi?
Perchè se decaduta come dicono mi continuano a pagare fino al 31.12.19?
Cosa succede dei 195 giorni che ho perso?
Vi ringrazio anticipatamente, vorrei fare chiarezza perchè conosco molto bene i meccanismi che regolano la Naspi e mi sembra ci sia stato qualche errore, ma potrei sbagliarmi.
Grazie

 

RISPOSTA

 

Ricapitoliamo i presupposti della decadenza NASPI:
Si decade dal diritto alla prestazione se il lavoratore beneficiario:
● perde lo stato di disoccupazione;
● inizia un’attività di lavoro subordinato, di durata superiore a 6 mesi o a tempo indeterminato senza comunicare all’INPS il reddito presunto che ne deriva; la comunicazione deve essere mandata entro il termine di un mese dall’inizio del rapporto di lavoro o dalla data di presentazione della domanda se il rapporto lavorativo era preesistente alla domanda medesima (termine eccezionalmente ampliato da 30 a 60 giorni con il Decreto Legge Cura Italia n. 18/2020);
● non comunica, entro un mese dalla domanda della NASpI (termine eccezionalmente ampliato a 60 giorni con il Decreto Cura Italia), il reddito annuo che presume di trarre da uno o più rapporti di lavoro subordinato part-time rimasti in essere all’atto di presentazione della domanda di NASpI conseguente alla cessazione di altro rapporto di lavoro di cui era titolare;
● inizia un’attività lavorativa autonoma o parasubordinata senza comunicare all’INPS il reddito annuo presunto entro un mese dal suo inizio o dalla data di presentazione della domanda se l’attività lavorativa autonoma era preesistente alla domanda medesima;
● raggiunge i requisiti per il pensionamento di vecchiaia o anticipato;
● acquisisce il diritto all’assegno ordinario di invalidità e non opta per l’indennità NASpI;
● nei casi previsti dall’articolo 21, comma 7, decreto legislativo 150/2015, ossia la mancata partecipazione, in assenza di giustificato motivo, alle iniziative di orientamento predisposte dai centri per l’impiego
Quali sono le sanzioni per chi viola le regole di condizionalità per beneficiare dell'indennità NASPI?
L’articolo 21 del decreto legislativo 14 settembre 2015 n. 150 rubricato “Rafforzamento dei meccanismi di condizionalità e livelli essenziali delle prestazioni relative ai beneficiari di strumenti di sostegno al reddito” ha ampliato e specificato i meccanismi di condizionalità che erano stati previsti dalle disposizioni dell’articolo 7, decreto legislativo del 4 marzo 2015 n. 22 e gli obblighi che deve rispettare il beneficiario delle indennità di disoccupazione per continuare a beneficiare della NASpI. Secondo il comma 7 dell’articolo 21 del d. lgs. n. 150/2015, l’inosservanza degli obblighi suddetti comporta l’erogazione di sanzioni ovvero:
a. in caso di mancata presentazione alle convocazioni ovvero agli appuntamenti con il Centro per l’Impiego e mancata partecipazione alle iniziative di orientamento per il rafforzamento delle competenze nella ricerca attiva di lavoro, in assenza di giustificato motivo si applica la sanzione della:
◗ decurtazione di un quarto di una mensilità per la prima mancata presentazione;
◗ la decurtazione di una mensilità, per la seconda mancata presentazione;
◗ la decadenza dalla prestazione per la ulteriore mancata presentazione;
b. in caso di mancata partecipazione alle iniziative di carattere formativo o di riqualificazione o altra iniziativa di politica attiva o di attivazione, nonché alle iniziative di pubblica utilità a beneficio della comunità territoriale di appartenenza, sotto la direzione e il coordinamento di amministrazioni pubbliche si applica la sanzione della:
◗ decurtazione di un quarto di una mensilità per la prima mancata presentazione;
◗ la decurtazione di una mensilità, per la seconda mancata presentazione;
◗ la decadenza dalla prestazione per la ulteriore mancata presentazione;
c. in caso di mancata partecipazione, in assenza di giustificato motivo, alle iniziative di carattere
formativo o di riqualificazione o altra iniziativa di politica attiva o di attivazione e di pubblica utilità si applica la sanzione, come modificato dall’art. 4, comma 1, lett. l), n. 2), d.lgs. 24 settembre 2016, n. 185 della:
◗ decurtazione di una mensilità, alla prima mancata partecipazione;
◗ decadenza dalla prestazione e dallo stato di disoccupazione, in caso di ulteriore mancata presentazione;
d. in caso di mancata accettazione, in assenza di giustificato motivo, di un’offerta di lavoro congrua, si applica la sanzione della decadenza dalla prestazione e dallo stato di disoccupazione ai sensi dell’art. 4, comma 1, lett. l), n. 2), d.lgs. 24 settembre 2016, n. 185.
Quando la NASPI è invece sospesa?
La prestazione NASPI è SOSPESA in caso di:
a) rioccupazione con contratto di lavoro subordinato di durata non superiore a 6 mesi. In questo caso, a meno che il beneficiario della prestazione non effettui la comunicazione del reddito annuo presunto ai fini del cumulo e sempre che il reddito sia inferiore a € 8.145,00, l’indennità è, infatti, sospesa d’ufficio per la durata del rapporto di lavoro sulla base delle comunicazioni obbligatorie;
b) nuova occupazione in paesi dell’UE o con cui l’Italia ha stipulato convenzioni bilaterali in tema di assicurazione contro la disoccupazione o in paesi extracomunitari.



TANTO PREMESSO RISPONDO ALLE TUE DOMANDE.
Essendo 2 contratti diversi con 2 società diverse, vale sempre la regola dei 6 mesi?

 

RISPOSTA

 

L'ente pubblico ha considerato un unico contratto dal 21 gennaio al 11 agosto 2019 … quindi un contratto di durata superiore a sei mesi, con tutte le conseguenze del caso …
In realtà, si tratta di due contratti differenti, tra l'altro nemmeno continuativi visto che il 24 febbraio non risulti in servizio per nessun datore di lavoro.



Perchè se decaduta come dicono mi continuano a pagare fino al 31.12.19?

 

RISPOSTA

 

Perché non sei decaduta, a maggior ragione se mi scrivi che non sei una lavoratrice autonoma, quindi non si applica il suindicato limite reddituale di cui alla circolare INPS.



Cosa succede dei 195 giorni che ho perso?

 

RISPOSTA

 

… ma in realtà non avresti perso questi giorni!!!
In teoria dovrebbero procedere con il recupero della NASPI non dovuta, versata al richiedente. Consiglio di procedere con ricorso amministrativo e poi eventualmente con ricorso al tribunale. A disposizione per chiarimenti.
Cordiali saluti.

2 - Sospensione riduzione naspi, contributi figurativi, decurtazione naspi 80% contratto di lavoro a tempo determinato di durata inferiore a sei mesi e reddito inferiore a 8.145,00 euro.





Buongiorno,
avrei bisogno di una vostra consulenza in merito alle seguenti questioni :
dal mese di Maggio 2020 è iniziato il mio periodo di NASPI ( x 24 mesi ) e mi è stato proposto un lavoro subordinato a tempo determinato per un periodo di 2 mesi con un corrispettivo totale lordo di 10.000 euro; prima di accettare tale lavoro vorrei sapere :
1 - se accetto tale lavoro la mia NASPI decade o viene sospesa x 2 mesi e poi riattivata?

 

RISPOSTA

 

La prestazione NASPI è SOSPESA in caso di:
a) rioccupazione con contratto di lavoro subordinato di durata non superiore a 6 mesi. In questo caso, a meno che il beneficiario della prestazione non effettui la comunicazione del reddito annuo presunto ai fini del cumulo e sempre che il reddito sia inferiore a € 8.000, l’indennità è, infatti, sospesa d’ufficio per la durata del rapporto di lavoro sulla base delle comunicazioni obbligatorie;
b) nuova occupazione in paesi dell’UE o con cui l’Italia ha stipulato apposita convenzioni bilaterali
La NASPI sarà quindi sospesa per due mesi, ma non ci sarà decadenza dalla NASPI per i seguenti motivi:
-contatto a tempo determinato di durata inferiore a sei mesi
-reddito superiore a 8000 euro
Devi provvedere ad effettuare le dovute comunicazioni all'INPS, relativamente al nuovo lavoro a termine. Ti ricordo che la Naspi decade inoltre, anche nel caso in cui venga superato il limite reddituale di 8.145 euro, fatta eccezione però del caso in cui la durata del contratto sia inferiore a 6 mesi; in tale ipotesi l'INPS applica sulla base delle comunicazioni obbligatorie del lavoratore, la sospensione dell'indennità per tutta la durata del contratto. Una volta concluso, l'erogazione della prestazione riprende per i mesi ancora spettanti.



2 - In caso di sospensione e riattivazione la durata totale dei vari periodi di NASPI è sempre di 24 mesi?

 

RISPOSTA

 

Una volta concluso il rapporto di lavoro a termine, l'erogazione della prestazione riprende per i mesi ancora spettanti.



3 - Dopo la riattivazione l'importo residuo della NASPI ( ovvero la differenza fra quanto percepito prima della sospensione e il totale lordo per i 24 mesi della NASPI ) verrà ridotto dell'80% del corrispettivo lordo percepito nel periodo di lavoro subordinato?

 

RISPOSTA

 

Attenzione: a seguito dell'instaurazione di un nuovo rapporto di lavoro subordinato compatibile con la disoccupazione, la misura dell'indennità viene ridotta, per tutto il periodo intercorrente tra la data di inizio della nuova attività e la fine della Naspi.
In tale periodo l'importo dell'indennità viene ridotto dell'80% e calcolata d'ufficio in sede di presentazione della dichiarazione dei redditi.
Questa regola si applica soltanto in caso di rapporto di lavoro a termine compatibile con la disoccupazione, ossia con reddito che non supera il limite di 8.145 euro.
La decurtazione si applica nel caso in cui il dipendente possa continuare a percepire la NASPI anche durante il rapporto di lavoro a termine.
L’importo dell’indennità si riduce nel caso di…
● Attività svolta in forma autonoma che genera un reddito annuo corrispondente a un’imposta lorda pari o inferiore alle detrazioni spettanti ai sensi dell’articolo 13 del Testo Unico delle Imposte sui Redditi (TUIR) dPR 22 dicembre 1986, n. 917, ovvero pari a € 4.800.
L’indennità viene ridotta dell’80% dei redditi previsti, rapportato al periodo di tempo intercorrente tra la data di inizio dell’attività e la data di fine dell’indennità o, se antecedente, la fine dell’anno. Il soggetto beneficiario deve informare l’INPS tramite modulo SR161 entro un mese dall’inizio dell’attività o dall’invio della domanda di NASpI, se l’attività preesisteva, dichiarando il reddito annuo che prevede di trarne. La mancata comunicazione del reddito presunto entro il suindicato termine (anche se pari a 0) comporta decadenza dalla NASpI.
● Nuova occupazione con contratto di lavoro subordinato o parasubordinato che genera un reddito annuo corrispondente a un’imposta lorda pari o inferiore alle detrazioni spettanti ai sensi dell’articolo 13 del TUIR e cioè pari a € 8.000. L’indennità viene ridotta dell’80% dei redditi previsti, rapportato al periodo di tempo intercorrente tra la data di inizio dell’attività e la data di fine dell’indennità o, se antecedente, la fine dell’anno. In questo caso, la prestazione ridotta può essere mantenuta se ricorrono le seguenti condizioni:
◗ che il soggetto beneficiario comunichi all’INPS entro un mese dall’inizio dell’attività o dall’invio della domanda di NASpI, se antecedente, il reddito annuo presunto;
● Se il titolare di due o più rapporti di lavoro subordinato a tempo parziale cessa da uno dei rapporti (a seguito di licenziamento, dimissioni per giusta causa, o di risoluzione consensuale del rapporto di lavoro intervenuta nell’ambito della procedura di cui all’articolo 7, legge 15 luglio 1966, n. 604, come modificato dall’articolo 1, comma 40, legge 28 giugno 2012, n. 92) ha diritto alla indennità di disoccupazione, ricorrendone tutti gli altri requisiti, sempre che il reddito percepito dal rapporto di lavoro rimasto in essere corrisponda a un’imposta lorda pari o inferiore alle detrazioni spettanti ai sensi dell’articolo 13 del TUIR (pari a € 8.000), e che il percettore comunichi all’INPS entro un mese dalla domanda di prestazione il reddito annuo previsto derivante dal o dai rapporti rimasti in essere, anche se pari a 0. In questo caso, la NASpI è ridotta di un importo pari all’80% del reddito previsto, rapportato al periodo di tempo intercorrente tra la data di inizio del contratto di lavoro subordinato e la data di fine dell’indennità o, se antecedente, la fine dell’anno.
● Rioccupazione con contratto di lavoro intermittente, con o senza obbligo di risposta alla chiamata.



4 - La sospensione del periodo di NASPI và ad influire sui contributi previdenziali figurativi previsti da tale istituto ? La mia principale preoccupazione è quella di non vedere ridotta la mia pensione futura a causa della sospensione della NASPI per un periodo limitato di lavoro
Attendo vostro cortese riscontro e vi ringrazio anticipatamente

 

RISPOSTA

 

I contributi versati durante il periodo di sospensione sono utili per determinare la durata della NASPI in caso di una nuova richiesta di disoccupazione.
A fini pensionistici sono accreditati d'ufficio, senza specifica domanda, i contributi figurativi per i periodi durante i quali il lavoratore ha usufruito di NASPI.
Se la NASPI viene sospesa quindi, anche i contributi figurativi accreditati d'ufficio sono sospesi. Durante il rapporto di lavoro a tempo determinato (causa della sospensione NASPI), sarà comunque versata l'ordinaria contribuzione previdenziale prevista dalla legge.
A disposizione per chiarimenti.
Cordiali saluti.

Fonti: