Falsa autocertificazione al momento dell'assunzione nell'azienda pubblica





Premetto che dal 2015 ho subito una querela da un mio parente; si tratta di una causa familiare che ancora oggi non è giunta al termine.
Ma venendo al dunque, l'anno scorso sono risultato vincitore di concorso pubblico e nella dichiarazione effettuata all'atto della firma del contratto ho dichiarato di non aver riportato condanne penali (poiché non ho nessuna condanna accertata), tuttavia ho anche riportato di non essere a conoscenza di essere sottoposto a procedimenti penali.
Con quest'ultima dicitura io intendevo una misura cautelare o una qualche limitazione nei miei confronti. In tal modo ho commesso un falso involontariamente.
Tuttavia l'azienda pubblica per la quale lavoro ora dovrà effettuare segnalazione alla procura della repubblica.
A cosa vado incontro?
Il reato può essere scontato con il pagamento di una penale?
Grazie

 

RISPOSTA

 

Si tratta di una falsa autocertificazione, in particolare il reato in questione è quello di falsità ideologica commessa dal privato in atto pubblico.
L’autocertificazione infatti viene esibita al fine di sostituire una documentazione pubblica. È quanto chiarito dalla Cassazione con una recente sentenza (Cass. sent. n. 25927/17 del 24.05.2017).
Il codice penale dedica un apposito articolo al reato di «falsità ideologica commessa dal privato in atto pubblico». La norma punisce con la reclusione fino a due anni chiunque attesta falsamente al pubblico ufficiale, in un atto pubblico, fatti dei quali l’atto è destinato a provare la verità. Secondo la Cassazione tale norma si applica anche alle false autocertificazioni quando tale atto ha lo scopo di provare i fatti descritti dal dichiarante al pubblico ufficiale.

Si applica pertanto l'articolo 483 I comma del codice penale, per come richiamato dall’art. 76 d.P.R. n. 445/2000:

“Chiunque attesta falsamente al pubblico ufficiale, in un atto pubblico, fatti dei quali l'atto è destinato a provare la verità, è punito con la reclusione fino a due anni”.

Art. 76 d.P.R. n. 445/2000:
«1. Chiunque rilascia dichiarazioni mendaci, forma atti falsi o ne fa uso nei casi previsti dal presente testo unico è punito ai sensi del codice penale e delle leggi speciali in materia. 2. L’esibizione di un atto contenente dati non più rispondenti a verità equivale ad uso di atto falso».

Se la pena non sarà superiore ai sei mesi di reclusione (molto probabile), ti sarà notificato il decreto penale di condanna (condanna alla pena pecuniaria sostitutiva della pena detentiva).
Presupposti del decreto penale di condanna sono:
- che si tratti di reati perseguibili d'ufficio;
- che sia stata sporta validamente querela, nei reati perseguibili a querela di parte.
- che debba applicarsi una pena pecuniaria, anche se in sostituzione di una pena detentiva.
Tale procedimento non è in ogni caso consentito qualora debba applicarsi una misura di sicurezza personale. Se il giudice accoglie la richiesta del PM, emette decreto penale di condanna.
E' molto probabile che ti sia notificato decreto penale di condanna (condanna pecuniaria in sostituzione di pena detentiva non superiore a sei mesi di detenzione.

Le sanzioni sostitutive delle pene detentive brevi, nel diritto penale italiano, sono pene, previste dal capo III della legge 689/1981, che possono essere comminate al reo in sostituzione di una pena detentiva comunque inferiore ai due anni.
In particolare, ex art. 53 della suindicata legge, il giudice, nel pronunciare la sentenza di condanna, quando ritiene di doverla determinare entro il limite di sei mesi, può sostituirla altresì con la pena pecuniaria della specie corrispondente.
L'applicazione delle sanzioni sostitutive è affidata quindi al potere decisorio del giudice che può concederle d'ufficio o su istanza di parte e che possono essere revocate o convertite nel caso in cui il reo violi le prescrizioni previste dalle pene stesse.

Non rischi invece il licenziamento alla luce della sentenza n. 18699 del 11.07.2019, della Cassazione: “la falsa dichiarazione resa dal dipendente in occasione dell’accesso al pubblico impiego comporta la decadenza immediata dal servizio solo se riguardante dati decisivi per l’instaurazione del rapporto”.

Anche se avessi dichiarato il procedimento penale a tuo carico, avresti avuto comunque diritto di partecipare al concorso ed a sottoscrivere il contratto individuale di lavoro con l'azienda pubblica. Pertanto, a mio parere, in caso di notifica del decreto penale di condanna, dovresti fare opposizione entro 15 giorni dalla notifica.
Trattandosi di un'omissione irrilevante ai fini dell'assunzione, risulta assente il dolo, ossia l'elemento psicologico fondamentale per il configurarsi del reato.

A disposizione per chiarimenti.

Cordiali saluti.

Fonti: