Incompatibilità secondo lavoro impiegato part time amministrativo contabile scuola





buonasera sono amministratore unico di una srl che si occupa di forniture ad enti pubblici, tra cui scuole.
Nel 2020 abbiamo effettuato quattro forniture per un totale di 25.000 euro nella scuola PIPPO e l'incasso del credito della srl è regolarmente avvenuto nel mese agosto 2020.
Il 03.10.2020 sono convocata dalle graduatorie di terza fascia della stessa scuola PIPPO per una supplenza part time 18 ore (quindi il 50% dell'orario ordinario che è di 36 ore settimanali) come amministrativo - contabile sino al 30.06.2021; facendo riferimento a quanto previsto dall'art. 53 D.Lgs. 30-3-2001 n. 165 ho ritenuto legalmente accettabile la supplenza, in quanto pur essendo amministratore della società, la mia supplenza sarebbe stata part time e tempo determinato, inoltre la mia società, ha avuto disposizioni di non avere più alcun rapporto di natura commerciale con la scuola PIPPO a conferma di quanto detto, nonostante la scuola PIPPO avesse inviato alla società delle richieste di preventivo, la società non ha risposto.
Inoltre all'atto della presa di servizio, basandomi su quanto previsto nella circolare del MIUR 18074 del 3/12/2014 che si pronunciata in materia, e dalla quale si evince che quando si è presenza di contratti part time al 50% non si è tenuti a chiedere autorizzazione al dirigente, non ho dichiarato la mia carica di amministratore e non ho chiesto autorizzazione al dirigente. Ora è saltato fuori il tutto, e il dirigente afferma che non posso conservare il posto di lavoro in quanto a suo parere essendo amministratore di società commerciale non posso lavorare nella pubblica amministrazione, rilevando anche il conflitto di interesse, cosa mi pare infondata considerato che la società non ha più alcun rapporto commerciale con la scuola e la sottoscritta non ricopre alcun ruolo decisionale.
Avrei necessità urgente di un vostro parere in merito supportato da riferimenti normativi, al fine di poter far valere le corrette argomentazioni. In attesa di un vostro cortese sollecito riscontro Cordiali saluti

 

RISPOSTA

 

I commi 7 e 10 dell'articolo 508 del decreto legislativo 297 del 1994 si applicano al personale docente, educativo, direttivo ed ispettivo.
Nota bene cosa prevede il comma 10: Il personale di cui al presente titolo non può esercitare attività commerciale, industriale e professionale, ne può assumere o mantenere impieghi alle dipendenze di privati o accettare cariche in società costituite a fine di lucro, tranne che si tratti di cariche in società od enti per i quali la nomina è riservata allo Stato e sia intervenuta l'autorizzazione del Ministero della pubblica istruzione.

ATTENZIONE: IL PERSONALE DI CUI AL PRESENTE TITOLO!
QUALE TITOLO?
PARTE III – PERSONALE, TITOLO I PERSONALE, DOCENTE, EDUCATIVO, DIRETTIVO E ISPETTIVO, ossia gli articoli dal 395 e seguenti.

Non mi risulta che tu faccia parte del personale docente, educativo, direttivo o ispettivo.
Nel tuo caso, si applica esclusivamente l'art. 53 D.Lgs. 30-3-2001 n. 165.
Cosa prevede la normativa in materia di incompatibilità desinata al personale docente, educativo, direttivo ed ispettivo?

L'impossibilità di svolgere attività commerciale e di ricoprire cariche in società costituite a fini di lucro (art. 508 d.lgs. 297/1994).
Successivamente, l'articolo 1 comma 58 della legge n. 662 del 23/12/1996 ha previsto che il personale docente con rapporto di lavoro part time non superiore al 50%, può svolgere un secondo lavoro, previa autorizzazione del dirigente scolastico, in assenza di conflitto di interessi.
Successivamente, l'articolo 53 del testo unico pubblico impiego ha escluso il vincolo della preventiva richiesta dell'autorizzazione al datore di lavoro, per svolgere una seconda attività, relativamente al personale part time con orario non superiore al 50%.
Nel tuo caso quindi, non sussiste obbligo di richiedere una preventiva autorizzazione al dirigente scolastico, in ragione della normativa più recente, ossia il decreto legislativo n. 165 del 2001.

Sussiste nel tuo caso un conflitto di interessi?

Cosa dobbiamo intendere per conflitto di interessi, secondo la Funzione Pubblica?
Circa 7 anni fa c'è stato un tavolo tecnico a cui hanno partecipato il Dipartimento della funzione pubblica, la Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, l'ANCI e l'UPI, in attuazione di quanto previsto dall'intesa sancita in Conferenza unificata il 24 luglio 2013, che ha formalmente approvato il documento contenente "Criteri generali in materia di incarichi vietati ai pubblici dipendenti".

Secondo tale documento, sussiste conflitto di interessi nelle seguenti ipotesi:

Gli incarichi che si svolgono a favore di soggetti nei confronti dei quali la struttura di assegnazione del dipendente ha funzioni relative al rilascio di concessioni o autorizzazioni o nulla-osta o atti di assenso comunque denominati, anche in forma tacita.
2. Gli incarichi che si svolgono a favore di soggetti fornitori di beni o servizi per l’amministrazione, relativamente a quei dipendenti delle strutture che partecipano a qualunque titolo all’individuazione del fornitore.
3. Gli incarichi che si svolgono a favore di soggetti privati che detengono rapporti di natura economica o contrattuale con l’amministrazione, in relazione alle competenze della struttura di assegnazione del dipendente, salve le ipotesi espressamente autorizzate dalla legge.
4. Gli incarichi che si svolgono a favore di soggetti privati che abbiano o abbiano avuto nel biennio precedente un interesse economico significativo in decisioni o attività inerenti all’ufficio di appartenenza.
5. Gli incarichi che si svolgono nei confronti di soggetti verso cui la struttura di assegnazione del dipendente svolge funzioni di controllo, di vigilanza o sanzionatorie, salve le ipotesi espressamente autorizzate dalla legge.
6. Gli incarichi che per il tipo di attività o per l’oggetto possono creare nocumento all’immagine dell’amministrazione, anche in relazione al rischio di utilizzo o diffusione illeciti di informazioni di cui il dipendente è a conoscenza per ragioni di ufficio.
7. Gli incarichi e le attività per i quali l’incompatibilità è prevista dal d.lgs. n. 39/2013 o da altre disposizioni di legge vigenti.
8. Gli incarichi che, pur rientrando nelle ipotesi di deroga dall’autorizzazione di cui all’art. 53, comma 6, del d.lgs. n. 165/2001, presentano una situazione di conflitto di interesse.
9. In generale, tutti gli incarichi che presentano un conflitto di interesse per la natura o l’oggetto dell’incarico o che possono pregiudicare l’esercizio imparziale delle funzioni attribuite al dipendente. La valutazione operata dall’amministrazione circa la situazione di conflitto di interessi va svolta tenendo presente la qualifica, il ruolo professionale e/o la posizione professionale del dipendente, la sua posizione nell’ambito dell’amministrazione, la competenza della struttura di assegnazione e di quella gerarchicamente superiore, le funzioni attribuite o svolte in un tempo passato ragionevolmente congruo. La valutazione deve riguardare anche il conflitto di interesse potenziale, intendendosi per tale quello astrattamente configurato dall’art. 7 del d.P.R. n. 62/2013.

Presti forse servizio in un settore che si occupa dell'individuazione dei soggetti fornitori di beni o servizi per l’amministrazione scolastica?
In questo caso, si configurerebbe un conflitto di interessi anche soltanto potenziale, idoneo a giustificare la risoluzione del tuo contratto di lavoro.
Soltanto in questa ipotesi, avrebbe ragione il tuo dirigente.

A disposizione per chiarimenti.

Cordiali saluti.

Fonti: