Datore di lavoro deve controllare green pass ma non può imporre al dipendente l'obbligo di vaccinazione





Buongiorno, lavoro in un'azienda come estetista con contratto a tempo indeterminato al III livello full time. Quindi lavoro 40 ore settimanali. Non mi sono ancora vaccinata, e il mio datore di lavoro date le nuove disposizioni che ci saranno dal 15 ottobre per accedere nel luogo di lavoro, ieri mi ha parlato e dato 3 opzioni: 
- vaccinarmi entro questa settimana  - farmi licenziare così da poter percepire la disoccupazione
o farmi mettere in sospensione fino a gennaio.

RISPOSTA

Per licenziare un dipendente occorre una giusta causa oppure un giustificato motivo.
Considerato che il rifiuto di sottoporsi alla vaccinazione anti-covid19 non può giustificare alcun provvedimento disciplinare, non comprendo come il tuo datore di lavoro possa licenziarti … salvo il caso di licenziamento illegittimo ovviamente …



Non sono disposta ad accettare nessuna di queste opzioni, la mia intenzione era nei primi giorni di accedere nel luogo di lavoro tramite green pass facendo il tampone rapido e successivamente con calma quando deciderò di vaccinarmi entrare sempre con green pass.

RISPOSTA

E' un tuo diritto.
L'effettuazione di tampone molecolare ti consentirà di ottenere un green pass avente efficacia temporale limitata a 72 ore.
Il datore di lavoro non ha diritto di essere informato in merito alla vaccinazione del suo dipendente. Ha il dovere di controllare che al momento dell'accesso in azienda, il dipendente abbia il green pass. Così facendo, al momento dell'accesso in azienda avrai il green pass … quindi il datore di lavoro non avrà nulla da eccepire …
Ai sensi degli articoli 1, 2, 3 del Decreto Legge 21 Settembre 2021, n. 127 (normativa transitoria fino al 31/12/2021) i lavoratori sia pubblici che privati, privi al momento dell’accesso al luogo di lavoro di green pass sono da considerarsi, fino alla presentazione della predetta certificazione e comunque non oltre il 31 Dicembre 2021, assenti ingiustificati, fermo il divieto di sanzioni disciplinari nei loro confronti e con diritto alla conservazione del rapporto di lavoro.



Il datore non accetta che io presti la mia attività lavorativa con green pass facendo il tampone. vuole farmi entrare a lavoro dal 15 ottobre solo se non mi vaccino entro questa settimana, mi ha chiesto di fargli sapere cosa avevo intenzione di fare perché se decidessi di non farmi il vaccino le opzioni rimanenti sono il licenziamento o la sospensione.

RISPOSTA

Il datore di lavoro ha il diritto nonché il dovere di passare allo scanner il tuo green pass al momento dell'ingresso in azienda.
… che si tratti di green pass ottenuto tramite tampone molecolare oppure tramite vaccinazione … il lavoratore non è tenuto a fornire queste informazioni al suo datore di lavoro.
Devi comunicare al datore di lavoro ti presenterai in azienda dotata di green pass … senza aggiungere altro e senza che il datore di lavoro abbia diritto di conoscere altri particolari di carattere sanitario …



Volevo sapere se può fare una cosa del genere e soprattutto che risposta devo dargli.  Grazie

RISPOSTA

Non può ricattarti in questo modo, visto che non c'è obbligo vaccinale previsto da una legge dello Stato.
Ecco cosa rispondere al datore di lavoro: “mi presenterò in azienda dotata di green pass, non sono tenuta a fornirti altre informazione che riguardano il mio stato di salute, giacché i dati sanitari sono tutelati ai fini privacy.
Tu non farai altro che controllare la regolarità del green pass con lo scanner, o meglio con lo smartphone … . Non puoi imporre un obbligo di vaccinazione che nemmeno il Governo ha imposto.
Diversamente, impugnerò con ricorso al tribunale del lavoro sia il licenziamento che l'illegittima decisione di considerarmi assente ingiustificata, impedendomi l'ingresso in azienda”.
A disposizione per chiarimenti.
Cordiali saluti.
PS. ti conviene prenotarti già da oggi in farmacia per fare il tampone per il giorno 15 ottobre, giacché le farmacie sono già al “tutto esaurito” …

Fonti: