Diritto di conservazione del posto di lavoro durante lo svolgimento del periodo di prova





Buongiorno, il quesito è il seguente: ero un dipendente di un Comune a tempo indeterminato. Scorrendo una graduatoria dove ero utilmente collocato, sono stato assunto a tempo indeterminato presso un'altra Amministrazione di diverso comparto, nella fattispecie un Ministero. Ho accettato ed ho presentato volontarie dimissioni al Comune, facendo riferimento all'art. 20, comma 10, del CCNL del 2018 delle Funzioni Locali che prevede la conservazione del posto senza retribuzione presso l'ente di provenienza al dipendente, a tempo indeterminato, che sia vincitore di concorso presso un altro ente o amministrazione, per un arco temporale corrispondente alla durata del periodo di prova stabilita dal CCNL applicato presso l'ente o amministrazione di destinazione. Attualmente sono in servizio presso il Ministero, ma per vari motivi vorrei tornare in servizio presso l'Ente di provenienza (Comune), avvalendomi del diritto alla conservazione del posto, essendo ancora in periodo di prova. Non riesco a capire con certezza se il fatto, che le due Amministrazioni appartengano a comparti diversi, può essere di impedimento alla conservazione del posto.

RISPOSTA

A prescindere dalla prassi amministrativa e dagli orientamenti giurisprudenziali, è stato fornito riscontro alla tua richiesta di aspettativa ex art. 20, comma 10, del CCNL del 2018 delle Funzioni Locali, riservata ai vincitori di concorso a tempo indeterminato?
Hai ottenuto l'aspettativa dal tuo comune?



Ho trovato un orientamento ARAN, il CFL53, che sembrerebbe avvalorare questa ipotesi. Secondo questo orientamento, il diritto alla conservazione del posto tra amministrazioni di diverso comparto opererebbe solo a condizione di reciprocità, nel senso che esiste solo se, nell'ambito della contrattazione collettiva dell'ente di diverso comparto, sia prevista una clausola di contenuto analogo che riconosca ai dipendenti vincitori di concorso in un altro comparto di contrattazione, il diritto alla conservazione del posto nell'ente di provenienza.

RISPOSTA

Il caso prospettato nell'orientamento ARAN, esclude l'applicazione della disciplina del citato art.20, comma 10, del CCNL del 21 maggio 2018, dato che il personale della carriera prefettizia, ai sensi dell’art. 3 del D. Lgs. n. 165/2001, rientra tra i dipendenti delle amministrazioni ancora assoggettate a regime pubblicistico per gli aspetti concernenti il trattamento giuridico ed economico del proprio personale. Non si tratta di personale pubblico privatizzato … un caso davvero particolare.



Nel contratto Funzioni Locali questa previsione sembrerebbe essere dettata dal c.12 dell'art. 20, anche se non è di chiarissima interpretazione.

RISPOSTA

Confermo. Ovviamente il comma 12 articolo 20 del contratto collettivo nazionale disciplina la fattispecie del dipendente di differente comparto che risulta vincitore di un concorso presso un ente locale; in questo caso si applicherebbe la condizione di reciprocità.



Nel contratto del Ministero, che è Il CCNL Funzioni Centrali 2018, questa clausola sembra mancare. All'art. 14 è prevista la conservazione del posto per chi svolge un periodo di prova presso un'altra Amministrazione, ma sembrerebbe mancare la clausola di reciprocità che nel CCNL Funzioni Locali è prevista dal c.12 art. 20. Prendendo solo il dato letterale del Contratto Funzioni Locali, che è poi quello della mia amministrazione di provenienza dove io dovrei mantenere il mio posto di lavoro, la conservazione di tale posto è palese e certa.

RISPOSTA

Ma il contratto funzioni locali disciplina il caso inverso rispetto alla tua fattispecie. L'articolo 14 comma 10 non prevede la clausola di reciprocità.
10. Il dipendente a tempo indeterminato, vincitore di concorso, durante il periodo di prova, ha diritto alla conservazione del posto, senza retribuzione, presso l’amministrazione di provenienza per un arco temporale pari alla durata del periodo di prova formalmente prevista dalle disposizioni contrattuali applicate nell’amministrazione di destinazione. In caso di mancato superamento della prova o per recesso di una delle parti, il dipendente stesso rientra, a domanda, nella area o categoria e profilo professionale di provenienza.
Quando il contratto collettivo nazionale funzioni centrali 2018 ha previsto un'estensione anche ai comparti di contrattazione differenti, lo ha indicato esplicitamente, come nel comma 2 del summenzionato articolo 14:
2. Sono esonerati dal periodo di prova, con il consenso dell’interessato, i dipendenti che lo abbiano già superato nel medesimo profilo professionale oppure in corrispondente profilo di altra amministrazione pubblica, anche di diverso comparto. Sono, altresì, esonerati dal periodo di prova, con il consenso degli stessi, i dipendenti che risultino vincitori di procedure selettive per la progressione tra le aree o categorie riservate al personale di ruolo, presso la medesima amministrazione, ai sensi dell’art. 22, comma 15 del d. lgs. n. 75/2017.
Se il CCNL avesse previsto la clausola di reciprocità, avrebbe formulato il seguente comma 10:
10. Il dipendente a tempo indeterminato, vincitore di concorso, durante il periodo di prova, ha diritto alla conservazione del posto, senza retribuzione, presso l’amministrazione di provenienza [anche di diverso comparto] per un arco temporale pari alla durata del periodo di prova formalmente prevista dalle disposizioni contrattuali applicate nell’amministrazione di destinazione [anche di diverso comparto]. In caso di mancato superamento della prova o per recesso di una delle parti, il dipendente stesso rientra, a domanda, nella area o categoria e profilo professionale di provenienza.



Mi sorgono dubbi però leggendo il parere ARAN CFL53 e il CCNL funzioni centrali, dove sembra non esserci una espressa previsione di mantenimento del posto reciprocamente per chi proviene da altro comparto.

RISPOSTA

Confermo: non c'è nessun riferimento alla condizione di reciprocità, nel CCNL Funzioni Centrali 2018.



Io vorrei recedere dal contratto con l'amministrazione dove sono ora in servizio (Ministero) e tornare nella mia amministrazione di provenienza (Comune), avvalendomi del diritto alla conservazione del posto. Concludendo il quesito è: lo posso fare con sicurezza?

RISPOSTA

No. Ad ogni modo, è sufficiente inviare una pec all'ufficio personale del comune in questione, per chiedere se l'aspettativa ex art. 20, comma 10, del CCNL del 2018 delle Funzioni Locali, richiesta al momento delle dimissioni, è stata concesso o meno.



E poi che valenza ha questo orientamento ARAN che stabilisce la reciprocità?

RISPOSTA

La valenza di una circolare interna alle pubbliche amministrazioni, nei confronti della quale ci si deve attenere.



Non posso avvalermi del diritto alla conservazione del posto, anche se questo è previsto con certezza dal contratto della mia Amministrazione di Provenienza? In attesa di riscontro Vi ringrazio e saluto cordialmente.

RISPOSTA

Il pubblico dipendente è tenuto ad applicare gli orientamenti ARAN o meglio, è tenuto ad interpretare i contratti collettivi secondo le indicazioni dell'ARAN.
A mio parere è prevalente l'orientamento ARAN anche in questo caso.
Tanto premesso, si tratta di un falso problema: quale interpretazione ha adottato il tuo comune?
Basta chiederlo con una pec inviata all'ufficio personale oppure al segretario generale.
Se il comune si è discostato dal parere ARAN … non sarà un tuo problema, visto che potrai avvalerti dell'aspettativa per tornare in servizio come dipendente comunale.
Se l'aspettativa ad oggi non ti è stata comunicata … temo che non ti sia stata concessa …
A disposizione per chiarimenti.
Cordiali saluti.

Fonti: