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Richiesta del dipendente pubblico di autorizzazione per apertura di partita Iva





Buongiorno, ho già avuto modo di richiedere le vostre consulenze e sono sempre state molto utili. La situazione ora è questa. Sono dipendente pubblica.
A causa di un burn out che mi ha portato a pensare seriamente di licenziarmi, ho chiesto il part time al 50%. Il part time mi è stato accordato. Il tipo di lavoro mi è comunque pesante e, su consiglio di chi segue la mia salute mentale, ho impiegato il tempo che mi si è liberato nelle attività che mi gratificano, che sono di natura intellettuale e totalmente differenti dal settore di cui mi occupo per il ministero. Ho finito di scrivere il mio saggio, ho curato le mie pagine social (tramite le quali diffondevo i miei messaggi senza monetizzare nulla) e mi stanno arrivando moltissime soddisfazioni: inviti a parlare a conferenze in Italia e all'estero, eventi letterari, pubblico interessato a lavorare con me e che mi chiede corsi. Non vorrei aumentare le ore di lavoro presso la mia amministrazione, la mia preoccupazione è di natura economica, ma solo l'idea mi fa tornare il panico. Allora vorrei sul serio considerare l'idea di organizzare corsi e prodotti digitali sulla mia nicchia e legalizzare questo secondo reddito.
Quindi, valutando l'apertura della partita IVA.
I miei dubbi sono: -so che il part time 50% ha solitamente libertà di fare un secondo lavoro, ma devo comunque comunicare l'eventuale apertura della partita iva alla mia amministrazione? O posso aprirla tranquillamente quando il mio futuro commercialista lo consiglierà?

RISPOSTA

La richiesta del dipendente pubblico di autorizzazione per apertura di partita Iva deve essere presentata contestualmente alla richiesta di part time al 50%, ai sensi dell'articolo 1 comma 58 della legge 23 dicembre 1996, n. 662:
Art. 1 comma 58. La trasformazione del rapporto di lavoro da tempo pieno a tempo parziale può essere concessa dall'amministrazione entro sessanta giorni dalla domanda, nella quale è indicata l'eventuale attività di lavoro subordinato o autonomo che il dipendente intende svolgere.
L'amministrazione, entro il predetto termine, nega la trasformazione del rapporto nel caso in cui l'attività lavorativa di lavoro autonomo o subordinato comporti un conflitto di interessi con la specifica attività di servizio svolta dal dipendente ovvero, nel caso in cui la trasformazione comporti, in relazione alle mansioni e alla posizione organizzativa ricoperta dal dipendente, pregiudizio alla funzionalità dell'amministrazione stessa. La trasformazione non può essere comunque concessa qualora l'attività lavorativa di lavoro subordinato debba intercorrere con un'amministrazione pubblica. Il dipendente è tenuto, inoltre, a comunicare, entro quindici giorni, all'amministrazione nella quale presta servizio, l'eventuale successivo inizio o la variazione dell'attività lavorativa. Fatte salve le esclusioni di cui al comma 57, per il restante personale che esercita competenze istituzionali in materia di giustizia, di difesa e di sicurezza dello Stato, di ordine e di sicurezza pubblica, con esclusione del personale di polizia municipale e provinciale, le modalità di costituzione dei rapporti di lavoro a tempo parziale ed i contingenti massimi del personale che può accedervi sono stabiliti con decreto del Ministro competente, di concerto con il Ministro per la pubblica amministrazione e l'innovazione e con il Ministro dell'economia e delle finanze.
(comma così modificato dall'articolo 73 della legge n. 133 del 2008)

Il dipendente pubblico non può chiedere dapprima il part time al 50% e successivamente l'autorizzazione all'apertura della partita Iva. Le due richieste devono essere contestuali, giacché il part time al 50% deve essere giustificato in ragione dell'attività professionale oppure dell'attività imprenditoriale.
Anche se in part time non superiore al 50%, il dipendente pubblico non deve svolgere alcuna attività in conflitto d'interesse con il datore di lavoro.
Il comma 6 dell’art. 53 del D.lgs. esclude dal vincolo della richiesta di autorizzazione il dipendente con rapporto di lavoro a tempo parziale con prestazione lavorativa non superiore al 50% di quella tempo pieno; tuttavia tale attività non deve comportare un conflitto di interessi con la specifica attività di servizio del dipendente, pregiudicando l’esercizio imparziale delle funzioni attribuite al dipendente.



Avendo chiesto il part time per certificate ragioni di salute, l'eventuale apertura della partita iva potrebbe far revocare il part time?
L'ultima cosa che vorrei, in questo momento, è avere ancora guai con la mia amministrazione.
Grazie mille!

RISPOSTA

Non soltanto la richiesta di autorizzazione alla partita Iva sarà rigettata dal Ministero, in quanto non presentata contestualmente alla richiesta di part time al 50%, ma ti sarà revocato il part time in precedenza concesso per ragioni di salute.
Confermo che sussiste questo rischio.
A disposizione per chiarimenti.
Cordiali saluti.

Fonti: