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Patto di non concorrenza, aziende concorrenti stesso codice ateco





Buonasera, vi contatto per una consulenza in merito al mio attuale patto di non concorrenza. Ho sottoscritto questo accordo con la mia attuale azienda otto mesi fa; la ditta opera nella commercializzazione di materie prime per mangimi e sono inquadrato al terzo livello del ccnl commercio.
Sto valutando una proposta di un'azienda che opera nel mio settore (alimentazione animale), con prodotti simili ma non direttamente concorrenti rispetto a quelli su cui opera la mia attuale ditta. Volevo una vostra opinione in questo senso: come viene stabilito se un'attività è direttamente concorrente? Il mio patto parla di attività simili.

RISPOSTA

Si tratta delle attività che hanno lo stesso codice Ateco del tuo datore di lavoro, ossia Codice Ateco: 46.21 - Commercio all’ingrosso di cereali, tabacco grezzo, sementi e alimenti per il bestiame (mangimi).
L'unico punto fermo in ragione del quale stabilire le attività simili a quelle del datore di lavoro, ai fini del patto di non concorrenza, è il codice Ateco 46.21



Non risulta eccessivo, nel caso in cui interrompessi il mio rapporto lavorativo, il dover corrispondere, oltre alla cifra fino ad ora percepita anche 500 € mensili per 3 anni?

RISPOSTA

Il presente patto di non concorrenza è valido, ai sensi dell'articolo 2125 del codice civile, essendo stati previsti limiti relativi all'oggetto dell'attività, vincoli temporali (tre anni), nonché limiti territoriali (il territorio nazionale).
Premesso che nessuno ti ha costretto a sottoscrivere questo patto, il datore di lavoro ti ha riconosciuto un congruo compenso mensile per un importo pari a 500 euro per tutta la durata del rapporto di lavoro.
Facciamo due calcoli … se il tuo stipendio netto è pari a 1500 euro mensili, in tre anni sabbatici, perderesti circa 60.000 euro nette.
Considerato che d'ora in avanti percepirai mensilmente un compenso aggiuntivo mensile pari a 500 euro, se lavorerai presso questo datore di lavoro per almeno dieci anni … avrai fatto un affare!
In caso di violazione degli accordi, dovrai restituire tutti i compensi percepiti in ragione del patto di non concorrenza, oltre ad una penale pari a 18.000 euro.
Non si tratta di una penale eccessiva, poiché essendo tu nato nel 1997, se trascorressi la tua intera vita lavorativa presso quest'azienda, percependo mensilmente il compenso aggiuntivo di 500 euro, avresti fatto un vero e proprio affare!
Prova a fare due calcoli …

Fonti: