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Domanda concorso pubblico remissione querela carichi pendenti autocertificazione esclusione dalla graduatoria





Buongiorno, in data 27.06.2020 ho presentato domanda di partecipazione al concorso pubblico per titoli ed esami per il ruolo di Docente presso il Ministero dell'istruzione superando con esito positivo sia la prova scritta (sostenuta nell'anno 2021), sia la prova orale (sostenuta nell'anno 2022), collocandomi in posizione utile nella graduatoria per l'assegnazione del ruolo a decorrere dal 1 settembre 2023.
In data 10.01.2023 mi veniva notificata (a mia insaputa) tramite raccomandata A/R un Decreto penale di condanna per percosse (art. 581 del codice penale) per un episodio avvenuto 4 anni prima per la lite in un parcheggio di un supermercato, per la quale era stata presentata una querela il 10.03.2019 e una successiva remissione di querela con contestuale accettazione della parte offesa in data 22.04.2019 (un mese dopo) presso gli stessi uffici della Polizia di Stato. Per me l'episodio si era concluso con la remissione, come anche detto dai funzionari della polizia di stato. In realtà dopo 4 anni mi veniva notificato il decreto penale. Successivamente alla notifica mi recavo immediatamente in tribunale richiedendo un estratto dei carichi pendenti (dove appariva il decreto penale) e comunicando agli uffici competenti l'anomala procedura di emissione. Infatti, in data 30 aprile 2023 il G.I.P. titolare del fascicolo provvedeva immediatamente e emettere sentenza di revoca del decreto penale con formula "di non doversi procedere per intervenuta remissione di querela con rituale accettazione".
Ora mi chiedo se la domanda da me presentata in data 27.06.2020 in cui mi richiedeva di dichiarare di "non aver precedenti penali pendenti in Italia e all'estero" può essere motivo di esclusione dal concorso per dichiarazioni mendaci.

RISPOSTA

Assolutamente no.
In data 27 giugno 2020, non avevi nessun carico pendente, né in termini di sentenze di condanna/decreti penali di condanna, né in termini di procedimenti penali in essere di cui avevi conoscenza giuridica (ad esempio, a seguito di notifica di un avviso di garanzia oppure del decreto di rinvio a giudizio).
In quella data avevi conoscenza giuridica esclusivamente di una remissione di querela, ai sensi dell'articolo 152 del codice penale: “la remissione della querela estingue il reato a causa del venir meno dell'interesse statale alla punibilità del colpevole in seguito alla rinuncia della persona offesa”.



Premetto che non ero assolutamente al corrente del procedimento in corso ed ero convinto che il procedimento si fosse conclusione naturalmente all'atto della remissione di querela.

RISPOSTA

Si tratta di una convinzione ragionevole, basata sulla regolare remissione di una querela.



Il mio legale d'ufficio, riconoscendo l'errore da parte del GIP, mi comunica che non essendoci l'elemento soggettivo non può ravvisarsi nessun reato di dichiarazioni mendaci, e di stare tranquillo.

RISPOSTA

Ma ti dirò di più!
Manca la conoscenza giuridica, da parte tua, del carico pendente in essere, non avendo ricevuto nessun avviso di garanzia, né tanto meno nessun avviso penale di condanna.



Le chiedo un sua sua consulenza e se secondo lei avrò delle conseguenze in fase di controllo delle dichiarazioni rese nella presentazione della domanda. Grazie

RISPOSTA

Assolutamente no.
Se avessi dichiarato di non avere carichi pendenti, dal 10 gennaio 2023 al 30 aprile 2023, avresti commesso un reato e saresti stato escluso dalla graduatoria concorsuale.
Nel tuo caso invece, l'autocertificazione contenuta nella domanda di partecipazione al concorso, non è contestabile.
A disposizione per chiarimenti.
Cordiali saluti.

Fonti: