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Onere della prova infortunio sul lavoro colf badante





Egr. avvocato, vorrei chiederle una consulenza in materia di infortunio della badante colf, in casa della persona da assistere e della conseguente responsabilità del datore di lavoro.
Premetto che la badante è assunta regolarmente a tempo pieno, per assistere mia madre di 90 anni, non autosufficiente. Abito nello stesso appartamento, con mia madre e la sua badante.
La scorsa settimana, mentre ero fuori per motivi di lavoro, senza che le avessi chiesto nulla, la badante ha deciso di prendere una scala piuttosto obsoleta, poggiarla su di un tappeto in camera da letto molto instabile, salire sulla scala per togliere le tende, perché secondo lei dovevano essere portata in lavanderia.
La badante è caduta dalla scala a causa della sua imperizia e del suo peso corporeo eccessivo, è finita al pronto soccorso e adesso, tramite il suo avvocato, mi chiede un risarcimento danni. Premesso che ho già provveduto ad inoltrare la comunicazione all'INAIL entro 48 ore dalla notizia dell'infortunio, rischio una condanna ad un risarcimento danni per non avere adottato in casa le misure prescritte in materia di sicurezza sul lavoro?
Anche se nel contratto individuale di lavoro, firmato dalla badante, non è scritto nulla di tutto questo?
Resto in attesa della sua consulenza.
Grazie avvocato!

RISPOSTA

Il datore di lavoro, anche in caso di lavoro domestico, sia che si tratti di una colf che di una badante, deve farsi carico di dotarsi di tutte le misure di sicurezza previste dalla legge, ossia dal testo unico sulla sicurezza sul lavoro. Secondo l'articolo 1374 del codice civile, il contratto della badante risulta integrato di diritto, dalle norme che impongono l'obbligo di sicurezza in capo al datore di lavoro: “Il contratto obbliga le parti non solo a quanto e' nel medesimo espresso, ma anche a tutte le conseguenze che ne derivano secondo la legge, o, in mancanza, secondo gli usi e l'equità”.

Secondo la granitica giurisprudenza di Cassazione, in caso di infortunio della badante – colf, in casa, durante l'espletamento delle sue mansioni, l'onere della prova di cui all'articolo 2697 del codice civile, è ripartito come segue:

RIPARTIZIONE ONERE PROBATORIO INFORTUNIO SUL LAVORO BADANTE

Onere del datore di lavoro Il datore di lavoro deve dimostrare di aver ordinato alla badante di non provvedere a quella mansione in sua assenza e con un tappeto sotto la scala; deve inoltre dimostrare di averla dotata di una scala idonea in quanto rispondente a tutte le prescrizioni di sicurezza (caratteristiche intrinseche, posizionamento e le modalità di utilizzo).
Onere del lavoratore (colf, badante) Il lavoratore deve dimostrare la lesione all’integrità psicofisica, il nesso di causalità tra questo evento dannoso e l’espletamento della prestazione lavorativa.


Questo sistema probatorio si applica ovviamente soltanto nel caso in cui il lavoratore abbia posto in essere un'attività lavorativa inerente e pertinente al suo contratto di lavoro.

Questo capovolgimento dell'onere della prova in capo al datore di lavoro, trova il suo referente normativo nell'articolo 2087 del codice civile: il datore di lavoro è tenuto ad adottare nell'esercizio dell'impresa le misure che, secondo la particolarità del lavoro, l'esperienza e la tecnica, sono necessarie a tutelare l’integrità fisica e la personalità morale dei prestatori di lavoro.

Per questi motivi, grava sempre sul datore di lavoro l’obbligo di dimostrare di avere adottato tutte le misure cautelari necessarie a evitare il danno, a condizione che la badante abbia subito l’infortunio lavorando e senza alcun comportamento abnorme.
Se ad esempio, sei in possesso di un messaggio, email etc etc inviata alla dipendente, con il quale comunichi alla badante che le tende saranno tolte per portarle in lavanderia, soltanto con il tuo aiuto (ci sarai tu a mantenere ferma la scala, mentre la badante sale … ), nessuna responsabilità ti potrà essere addebitata al termine del processo.

A disposizione per chiarimenti.

Cordiali saluti.

Fonti: