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Dipendente pubblico a tempo indeterminato full time può vendere i suoi quadri senza autorizzazione





Buongiorno, mi chiamo Giorgio e sono un infermiere a tempo indeterminato full time presso la asl. Considerato che da circa un anno, fuori orario di servizio creo e dipingo quadri, tutti opere uniche e considerato che vorrei vendere i miei lavori, vi pongo i seguenti quesiti: 1)i quadri dipinti a mano sono opere dell'ingegno?

RISPOSTA

Confermo: sono opere dell'ingegno.
Secondo l'articolo 2 comma 1 numero 4 della legge del 22 aprile 1941, n. 633, sono comprese nella protezione del diritto d'autore:
...
"4) le opere della scultura, della pittura, dell'arte del disegno, della incisione e delle arti figurative similari, compresa la scenografia, anche se applicate all'industria, sempreche' il loro valore artistico sia scindibile dal carattere industriale del prodotto al quale sono associate".



2)Un dipendente pubblico a tempo indeterminato full time può vendere i quadri da lui creati e dipinti come opere d'ingegno, non si tratta di vendere il diritto d'autore ma di vendere il quadro fisico all'acquirente?

RISPOSTA

Certamente sì.
Si tratta di utilizzo della propria opera dell'ingegno, con finalità di lucro, tramite cessione della stessa. È consentita ai sensi dell'articolo 53 comma 6 lettera b) del decreto legislativo n. 165/2001. Non sei nemmeno obbligato ad aprire la partita Iva.



3)in caso di risposta affermativa è necessario chiede un’autorizzazione all'ASL o basta una comunicazione?

RISPOSTA

La semplice comunicazione, soltanto se prevista nei regolamenti interni della ASL.
Mi sento di escludere qualsiasi forma di conflitto d'interessi con il lavoro da infermiere, pertanto in assenza di espressa previsione regolamentare dell'Azienda Pubblica, non sarebbe necessaria neppure la preventiva comunicazione.



4)come si può inquadrare la vendita da un punto fiscale , emettendo una ricevuta per prestazione occasionale?

RISPOSTA

Esatto.
In allegato il fac simile.
Nel caso in cui l’artista non sia un professionista, è possibile denunciare la vendita dell’opera come vendita occasionale, senza obbligo, quindi, di apertura della partita iva. Inoltre, se l’ammontare delle vendite non supera i 5.000,00 € annui, l’artista non avrà obblighi previdenziali. La ricevuta dovrà poi essere considerata in fase di dichiarazione dei redditi.
Se nello stesso anno solare, dovesse superare quota 5.000,00€, l'artista potrà sempre rilasciare una semplice ricevuta per vendita occasionale, ma dovrà versare i contributi previdenziali sull’eccedenza dei 5.000,00€.
Il superamento della soglia annua di € 5.000 infatti, fa sorgere l’obbligo di iscrizione alla gestione separata INPS, con il conseguente versamento dei contributi previdenziali.
ATTENZIONE: qualora il soggetto che corrisponde il compenso ricopra la funzione di sostituto d’imposta (es. società commerciali, di persone o di capitali), l’importo è soggetto ad una ritenuta a titolo di acconto nella misura del 20%. Tale importo dovrà essere versato dal sostituto (società cliente) entro il 16 del mese successivo e certificato all’artista mediante la presentazione del Modello di Certificazione Unica. Pertanto, al momento dell’emissione della ricevuta per la prestazione occasionale il percettore-artista deve fornire la seguente dichiarazione:
Dichiaro di essere esonerato dall’obbligo della fatturazione in quanto trattasi di prestazione occasionale ai sensi dell’art. 5 del D.P.R. 633/72.
Il compenso non è assoggettato a contributo previdenziale in quanto nel corso dell’anno solare il totale dei compensi ricevuti a titolo di collaborazione occasionale non supera i 5.000,00 euro
.”



5) trattandosi di opere dell'ingegno si può superare il limite di 5000 euro annui previsto per le prestazioni occasionali?

RISPOSTA

Sì, a condizione che non diventi un'attività continuativa, perché se così fosse, l'artista dovrebbe aprire la partita Iva … e tu non potresti aprirla, essendo un pubblico dipendente full time.



6)il reddito percepito dall'eventuale vendita dei quadri va inserito nella dichiarazione dei redditi alla voce redditi diversi, pagando lo scaglione Irpef previsto, oppure per le opere d'ingegno e prevista una tassazione diversa?

RISPOSTA

Il reddito conseguito dall’artista «non professionista» rientra nella categoria dei redditi diversi «derivanti da attività di lavoro autonomo non esercitate abitualmente» (art. 67, co. 1, lettera l) TUIR - DPR 22 dicembre 1986, n. 917); si paga l'Irpef a seconda del relativo scaglione di reddito. Il reddito conseguito dall'artista professionista con partita Iva, rientra nella categoria dei redditi da lavoro autonomo, ai sensi dell’art. 53, comma 2, lett. b) del TUIR: “I compensi percepiti dall’autore dell’opera (sia essa legata alle scienze, alla letteratura, alla musica, arti figurative, architettura, teatro, cinematografia, ecc), a titolo di corrispettivo per la cessione o la concessione in uso di un’opera dell’ingegno tutelata dalle norme sul diritto d’autore, se non sono conseguiti nell’esercizio d’impresa commerciale, ai fini delle imposte sui redditi, sono classificati come redditi di lavoro autonomo”. L’articolo 54, comma 8, del TUIR prevede una tassazione al netto di alcune deduzioni forfettarie. In particolare:
ETA’ DELL’AUTORE DEDUZIONE FORFETTARIA IRPEF
Fino ai 35 anni 40%
Dai 35 anni 25%

Questa deduzioni si applicano soltanto all'artista professionista con partita Iva che appunto dichiara redditi da lavoro autonomo. Tu invece dichiarerai redditi diversi, essendo un artista occasionale.



7)Infine se si superano i 5000 euro annui è necessario pagare anche i contributi Inps?
Rimango a disposizione per qualsiasi cosa.
Cordiali saluti

RISPOSTA

Sarai tenuto all'iscrizione alla Gestione Separata INPS, dovendo pagare i contributi calcolati sulla differenza tra quanto incassato a titolo di compenso ed il limite di 5.000 euro annui.
A disposizione per chiarimenti.
Cordiali saluti.

Fonti: