1 - Il vincitore di un concorso pubblico che rinuncia alla firma del contratto di lavoro non è escluso dalla graduatoria





Egr. avvocato, in considerazione di un vuoto normativo e della recente giurisprudenza amministrativa, il vincitore di un concorso pubblico che rinuncia alla firma del contratto di lavoro è escluso dalla graduatoria?
Ho partecipato ad un concorso presso un Comune per 2 posti da funzionario - istruttore direttivo tecnico, avendo il titolo di studio della laurea in ingegneria edile.
Il concorso era per due posti full time e mi sono classificato primo in graduatoria.
Sono stato convocato per la firma del contratto di lavoro per il prossimo gennaio 2024 e nella pec di convocazione è scritto che in caso di mancata presentazione senza giustificato motivo, sarò dichiarato decaduto?
Ma decaduto … da cosa?
Depennato dalla graduatoria dove mi sono classificato al primo posto e quindi vincitore di concorso, oppure dalla costituzione del rapporto di lavoro che mi viene proposto con effetti dal prossimo 2 gennaio?
Non ho intenzione di accettare l'assunzione per motivi personali e pertanto ritengo di non dovermi presentarmi per la firma del contratto individuale di lavoro, tuttavia vorrei capire se questa mia rinuncia alla sottoscrizione del contratto di lavoro comporterà in automatico anche la cancellazione dalla graduatoria.
Resto in attesa di riscontro.
Distinti saluti.

RISPOSTA

Recentemente anche il TAR Campania, sentenza n. 7033 del 2023 ha confermato, sulla stessa linea giurisprudenziale della precedente sentenza del TAR Abruzzo 125 del 2022 che il vincitore di un concorso pubblico che rinuncia alla firma del contratto di lavoro non è escluso dalla graduatoria, a condizione che il bando di concorso sia ambiguo relativamente a questo particolare aspetto, e naturalmente in assenza di una normativa di segno contrario (non soltanto la normativa nazionale che al momento non c'è, ma anche la normativa contenuta nel regolamento comunale per i concorsi pubblici oppure nel regolamento comunale per l'ordinamento degli uffici e dei servizi).

In presenza di questi due presupposti (bando di concorso ambiguo sul punto e assenza di una norma di legge oppure contenuta in un regolamento comunale), il vincitore di concorso che rinuncia all'assunzione

-non può essere depennato dalla graduatoria
-non può essere dichiarato decaduto dalla graduatoria
-deve essere interpellato nuovamente nel caso in cui il Comune intende nuovamente attingere a questa graduatoria, entro il termine di validità biennale della stessa, ai sensi dell'art. 35, comma 5 ter del T.U. sul pubblico impiego (decreto legislativo n. 165/2001)
-in ossequio all'articolo 1326 del codice civile, la rinuncia del vincitore deve intendersi come inefficacia rispetto alla proposta di firma di quello specifico contratto di lavoro, senza alcuna preclusione rispetto ad eventuali successive proposte assunzionali a seguito di attingimento – scorrimento della graduatoria
-non gli si può impedire di fregiarsi di un titolo valutabile anche in altri concorsi pubblici, come quello di vincitore di concorso che, in caso di cancellazione dalla graduatoria del vincitore, non sarebbe più dimostrabile “per tabulas”
-non gli si può impedire di essere assunto presso un Comune diverso da quello che ha espletato il concorso pubblico, in caso di successiva richiesta di utilizzo della graduatoria per uno scorrimento

A seguito della tua rinuncia, il Comune assumerà il secondo in graduatoria (vincitore del concorso a due posti) ed il terzo in graduatoria, ossia il primo degli idonei.
Se in futuro il Comune vorrà assumere altri funzionari tecnici, dovrà interpellare nuovamente il primo in graduatoria e soltanto in caso di una sua ulteriore rinuncia, convocare per la firma del contratto il terzo in graduatoria, ossia il secondo degli idonei. La chiamata successiva partirà sempre dal primo in graduatoria che ha rinunciato alla sola firma del contratto di lavoro, ma non alla permanenza in graduatoria.

In caso di depennamento dalla graduatoria, a seguito della tua rinuncia alla firma del contratto di lavoro, ti consiglio di procedere con ricorso al TAR.
È competente il TAR e non il Tribunale del lavoro, perché il rapporto di lavoro non ha avuto ancora origine e soprattutto perché l'interesse giuridico, concreto e attuale azionato dal ricorrente è l'interesse alla permanenza in graduatoria.
In materia di impugnazione del provvedimento amministrativo di cancellazione dalla graduatoria, sarà competente il TAR ai sensi dell'articolo 63 comma 4 del decreto legislativo n. 165/2001:
“4. Restano devolute alla giurisdizione del giudice amministrativo le controversie in materia di procedure concorsuali per l'assunzione dei dipendenti delle pubbliche amministrazioni, nonché, in sede di giurisdizione esclusiva, le controversie relative ai rapporti di lavoro di cui all'articolo 3, ivi comprese quelle attinenti ai diritti patrimoniali connessi”.

Secondo il TAR Abruzzo sentenza n. 125 del 2022, la misura della cancellazione dalla graduatoria del vincitore che rinuncia alla firma del contratto di lavoro, una volta convocato dalla Pubblica Amministrazione, è illegittima in quanto “atipica”.
Cosa significa misura atipica per il TAR Abruzzo?
Significa che non è prevista né dal bando di concorso né dalla legge.
Anzi l'ordinamento giuridico prevede una norma speciale per i docenti della scuola pubblica che, senza giustificato motivo, non si presentano per la sottoscrizione del contratto di lavoro, una volta convocati. Si tratta dell'articolo 1 comma 109 lettera a) della legge n. 107/2017: “La rinuncia all'assunzione nonché' la mancata accettazione in assenza di una valida e motivata giustificazione comportano la cancellazione dalla graduatoria di merito”.
Questa norma speciale si applica soltanto ai docenti pubblici, in ossequio al noto brocardo giuridico “ubi lex voluit dixit, ubi noluit tacuit” … dove la legge volle parlò, dove non volle tacque! Se il legislatore avesse voluto estendere questa norma speciale a tutto il pubblico impiego, non avrebbe dovuto fare altro che approvare una normativa di carattere generale … ma non lo ha mai fatto, almeno fino ad oggi!

Secondo il TAR Campania sentenza n. 7033 del 2023, la misura della cancellazione dalla graduatoria non è soltanto atipica ma sproporzionata, in ragione dell'interesse del vincitore a permanere nella stessa, anche se ha rinunciato alla sottoscrizione del contratto di lavoro, per motivi personali, familiari, lavorativi, di salute etc etc …

È evidente che considerare non soltanto atipica ma sproporzionata la misura della cancellazione dalla graduatoria del vincitore rinunciatario, è un rafforzamento del principio giurisprudenziale già contenuto nella precedente sentenza del TAR Abruzzo n. 125/2022.

Vorrei far notare che questa giurisprudenza potrebbe essere utilizzata impropriamente per finalità illecite, nonostante un'apparente e formale legittimità.
Facciamo allora un esempio di utilizzo illegale, anzi penalmente rilevante di questa linea di indirizzo del giudice amministrativo.
Il Comune Alfa bandisce un concorso da 1 posto di istruttore amministrativo part time al 30%.
Considerato che si tratta di un part time al 30% partecipano pochissimi candidati.
Il primo in graduatoria, ossia il vincitore, convocato per la sottoscrizione del contratto di lavoro part time al 30% rinuncia alla firma del contratto, ma rimane in graduatoria.
Il secondo in graduatoria viene pertanto assunto con un contratto part time al 30%.
L'anno successivo, lo stesso Comune, nel piano delle assunzioni contenuto nel PIAO, decide di assumere 1 istruttore amministrativo full time, ossia a tempo pieno.
Convoca per la sottoscrizione del contratto di lavoro sempre il primo in graduatoria, il quale un anno prima, aveva rinunciato al part time al 30%, previsto dal bando di concorso.
Il primo in graduatoria, in precedenza rinunciatario, si ritrova con un contratto di lavoro full time (36 ore settimanali), un anno dopo la sua rinuncia al part time al 30% …
Tutto formalmente regolare, peccato che il primo in graduatoria sia un amico nonché elettore del sindaco con il quale ha architettato questo illecito marchingegno per scoraggiare la partecipazione di massa al concorso, con previsione di un part time al 30%, salvo poi rinunciare al contratto di lavoro part time, con la consapevolezza che ci sarebbe stato, un anno dopo, un'altra chiamata questa volta per un contratto a tempo pieno!
E' proprio vero che fatta la legge, trovato l'inganno …
A disposizione per chiarimenti.
Cordiali saluti.

2 - Fac simile Ricorso al tar contro la cancellazione della graduatoria concorso





Egr. avvocato, sono risultata vincitrice di un concorso da funzionario amministrativo presso la Regione Lazio.
Ho chiesto di lavorare presso le sedi di Roma o Latina, per motivi familiari (figlio minore e padre con riconoscimento ex lege 104/1992 da assistere), tuttavia mi è stata assegnata la sede di Rieti. Ho rinunciato all'assunzione presso la sede di Rieti, precisando che era mio interesse restare in graduatoria, nel caso in cui si fossero liberati posti a Roma o Latina, sempre entro l'arco temporale di validità della graduatoria.
Successivamente, a seguito della rinuncia di altri vincitori, si sono liberati posti sia a Roma che a Latina, tuttavia la Regione Lazio, anziché interpellarmi nuovamente, ha chiesto di scorrere una graduatoria della Regione Abruzzo, per il profilo differente di funzionario amministrativo-contabile. Chiedo di predisporre un ricorso al TAR Lazio, per impugnare lo scorrimento illegittimo di questi tre idonei in graduatoria della Regione Abruzzo e soprattutto la mia illegittima cancellazione dalla graduatoria del concorso bandito dalla Regione Lazio.

RISPOSTA

Di seguito il ricorso al TAR Lazio, con istanza cautelare, alla luce delle recenti sentenza del TAR Campania e del TAR Abruzzo, favorevoli alle tue ragioni, finalizzato ad annullare la tua illegittima cancellazione dalla graduatoria del concorso bandito dalla Regione Lazio.
A disposizione per chiarimenti.
Cordiali saluti.

TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE PER IL LAZIO sede di ROMA

 

RICORRE



la dott.ssa xxxxxxxxx (CF: xxxxxxxxx) residente in Roma, rappresentata e difesa in virtù di procura da considerarsi in calce al presente atto dall’Avv. Giuseppe Bruno e con domicilio telematico eletto presso l’indirizzo di posta elettronica certificata del difensore: xxxxxx@yyyyyyyy.legalmail.it.



ricorrente



Contro: Regione Lazio in persona del legale rappresentante p.t.



resistente



nei confronti: degli idonei del concorso pubblico, per titoli ed esami, per la copertura di 23 posti, di personale non dirigenziale, a tempo pieno ed indeterminato, da inquadrare nell’Area III, posizione retributiva/fascia retributiva D1, o categorie o livelli equiparati, nel profilo di funzionario amministrativo-contabile, bandito dalla Regione Abruzzo;



per l’annullamento, previa sospensione del provvedimento, di estremi sconosciuti, con cui è stato autorizzata/disposta l’assegnazione in favore degli idonei della graduatoria del concorso “per la copertura di 23 posti di personale non dirigenziale, istruttore amministrativo - contabile, a tempo pieno ed indeterminato, da inquadrare nell’Area III, posizione retributiva/fascia retributiva D1, o categorie o livelli equiparati, nel profilo di funzionario amministrativo-contabile, della Regione Abruzzo, dei posti rimasti vacanti a seguito del primo interpello del concorso da 15 posti di personale non dirigenziale, a tempo pieno ed indeterminato, da inquadrare nell’Area III, posizione retributiva/fascia retributiva D1, o categorie o livelli equiparati, nel profilo di funzionario amministrativo, e di ogni altro atto presupposto, connesso, collegato e/o consequenziale, tra cui quello di cancellazione della ricorrente dalla graduatoria di detto concorso da funzionario amministrativo, con richiesta di remissione in termini per la notifica del ricorso ai controinteressati



* * *



1. La ricorrente ha partecipato al concorso pubblico, per titoli ed esami, per la copertura di 15 posti, a tempo pieno ed indeterminato, da inquadrare nell’Area III, posizione retributiva/fascia retributiva D1, o categorie o livelli equiparati, nel profilo di funzionario amministrativo, bandito dalla Regione Lazio.
A seguito dell’ammissione a detto concorso, la stessa ha superato la prova preselettiva (consistente in un test composto da quesiti a risposta multipla); la prova selettiva scritta, suddivisa in tre parti (risoluzione di quesiti a risposta multipla); la prova orale, consistente in un colloquio interdisciplinare volto ad accertare la preparazione e la capacità professionale dei candidati; dalla pubblicazione, in data 18/07/22, della graduatoria finale del suddetto concorso ha appreso di essere risultata tra i 15 candidati vincitori (collocatasi in posizione dodicesima). 2. Successivamente con provvedimento 28/07/22, la Direzione del personale della Regione Lazio ha comunicato le sedi di servizio disponibili e le modalità di scelta mediante piattaforma informatica e secondo l’ordine di collocazione in graduatoria. La ricorrente ha segnalato, come scelte prioritarie le seguenti sedi: Roma, Latina.
All’esito di ciò, con avviso pubblicato il 26/08/22 sono state rese note le assegnazioni di tutti i vincitori del concorso e la ricorrente è stata assegnata alla sede di Rieti, presso il quale era inviata a prendere servizio il successivo 15/09/22.
3. Siccome ragioni familiari le impedivano di prendere servizio presso la sede di Rieti, con nota trasmessa a mezzo pec il 14/09/22 ha comunicato “… di essere impossibilitata ad assumere l’incarico presso la sede di Rieti in quanto madre di un figlio minore, residente in Roma, nonché caregiver del padre, con riconoscimento ai sensi della legge 104/1992, con connotazione di gravità dell'handicap”.
La ricorrente, sempre con la pec del 14/09/22 precisava quanto segue: “Qualora ci fossero posti vacanti nelle sedi di Roma e Latina, potrei assumere tale incarico….”.
A tale comunicazione della ricorrente non seguiva alcun riscontro da parte della Regione Lazio. 4. È poi avvenuto che numerosi vincitori del concorso abbiano rinunciato per vari motivi ad assumere l’incarico, con conseguente vacanza di posti a Roma e Latina.
A fronte di ciò, però, in luogo di coprire tali sedi vacanti mediante l’utilizzo dei vincitori del suddetto concorso per “funzionario amministrativo”, la Regione Lazio ha stabilito di procedere all’utilizzo -mediante scorrimento-della graduatoria del diverso concorso da istruttore amministrativo-contabile, bandito dalla Regione Abruzzo, con prove concorsuali aventi ad oggetto materia differenti da quelle del concorso vinto dalla ricorrente.
E' stato dato avviso, con pubblicazione in data 17/11/2023 sul portale, del provvedimento di scorrimento degli idonei dalla graduatoria della Regione Abruzzo.
5. Da tale atto risulta l’assunzione di 3 unità da parte della Regione Lazio, a seguito della scorrimento della graduatoria concorsuale della Regione Abruzzo
6. Dal provvedimento con cui è stata disposto l’utilizzo delle graduatorie di altro concorso, di cui non si conosce il contenuto sostanziale, la ricorrente ha appreso la sua eliminazione dalla graduatoria, pertanto sin d’ora riservando motivi aggiunti alla conoscenza puntuale dell’atto di che trattasi, alla ricorrente non rimane che rivolgersi a codesto on.le TAR al quale chiede tutela per i seguenti motivi

I. Violazione e falsa applicazione del bando di concorso. Sviamento.

1. Il bando di concorso non prevede alcuna sanzione per la mancata accettazione della sede proposta, anzi testualmente prevede che “in caso di rinuncia all’assunzione da parte dei vincitori, o di dichiarazione di decadenza dei medesimi, subentreranno i successivi candidati utilmente collocati in ordine di graduatoria…”.
La ricorrente non ha rinunciato all’assunzione né risulta che sia mai stata dichiarata decaduta dalla graduatoria; pertanto la Regione Lazio, una volta residuati dei posti liberi presso le sedi di Roma e Latina, avrebbe dovuto correttamente tornare ad interpellare i concorrenti idonei per verificare la loro disponibilità a coprire tali vacanze.
Ciò non è avvenuto e la Regione Lazio ha depennato la ricorrente dalla graduatoria, impedendole di partecipare alla successiva fase di copertura dei posti, preferendole soggetti terzi idonei nella graduatoria di un concorso della Regione Abruzzo, per un profilo differente.

II. La decadenza dalla graduatoria è illegittima in considerazione:

- della sentenza 12/04/22 n. 125 della I sezione di L’Aquila del TAR Abruzzo, che ha chiarito come la cancellazione dalla graduatoria “… ha conseguenze pregiudizievoli per l’interesse della ricorrente perché fa conseguire alla sua rinuncia all’assunzione l’impedimento all’accesso a impieghi presso la stessa o altre amministrazioni nei tre anni di validità della graduatoria ….” e sia illegittima quando -come nel caso - “...né la legge, né il bando di concorso la prevedono come conseguenza della rinuncia all’assunzione – come invece è espressamente stabilito in altri comparti del pubblico impiego - art. 1, comma 109, lettera a) legge n. 107/2015, che disciplina l'accesso ai ruoli a tempo indeterminato del personale docente - …” con la conseguenza che se decadenza può esservi, la stessa è necessariamente limitata alla prima proposta di assunzione per i posti messi a concorso, “...non alle successive che, ove si rendano disponibili ulteriori posti dello stesso profilo, l’amministrazione potrà formulare previo scorrimento della graduatoria, nella quale dunque il vincitore rinunciatario ha interesse e titolo a permanere…”;

- della sentenza del TAR Campania n. 7033 del 2023, in ragione della quale il vincitore di un concorso pubblico che rinuncia alla firma del contratto di lavoro non è escluso dalla graduatoria, a condizione che il bando di concorso sia ambiguo relativamente a questo particolare aspetto, nonché in assenza di una normativa di segno contrario.

- della pec del 14/09/22, inviata al protocollo della Regione Lazio e rimasta senza riscontro, con cui la ricorrente precisava quanto segue: “Qualora ci fossero posti vacanti nelle sedi di Roma e Latina, potrei assumere tale incarico….”.

Da ciò l’illegittimità della cancellazione della ricorrente dalla graduatoria del concorso pubblico “de quo” e quantomeno nei limiti della posizione della ricorrente, della scelta della Regione Lazio di coprire i posti rimasti vacanti mediante utilizzo di graduatorie di concorsi altri e differenti.

 

Istanza cautelare



Il fumus boni iuris di fondatezza del presente ricorso ci pare evidente. Altrettanto certo è il grave ed irreparabile pregiudizio che discende dagli atti impugnati, perché al danno collegato alla mancata assunzione, si associa quello connesso all'impossibilità di una piena reintegrazione in forma specifica del danno conseguente alla perdita di professionalità legata alla mancata prestazione del servizio, non è risarcibile per equivalente.
Si chiede in via cautelare che, nell’ampio potere discrezionale che caratterizza l’esercizio del potere cautelare del giudice amministrativo, codesto on.le TAR voglia applicare una forma di tutela che ordini un secondo interpello in favore della ricorrente, ovvero congeli uno dei posti presso le sedi di Roma e Latina.

* * *



Allo stato non vi è certezza dell’esistenza di controinteressati, non risultando che vi siano soggetti che hanno effettuato la scelta di assumere servizio presso uno dei posti liberi esistenti presso le sedi di Roma e Latina.

Tanto consente alla deducente difesa di formulare le seguenti ulteriori istanze.



Ill.mo sig. Presidente



istanza ex art. 52 c.p.a. Decreto legislativo 2 luglio 2010, n. 104, alla luce di quanto sin qui detto, si chiede alla S.V. Ill.ma di voler individuare le forme speciali di notificazione del presente ricorso, idonee garantire il contraddittorio ed in tale prospettiva si formula istanza ex art. 116 c.p.a. finalizzata ad ottenere la condanna della Regione Lazio alla ostensione dei dati e degli atti necessari, ed a valle si chiede ex art. 37 c.p.a. La remissione in termini per la notifica ai controinteressati che saranno individuati.

* * *



Per tutti tali motivi e con espressa riserva di integrazione ed ampliamento



SI CHIEDE



l’annullamento, previa sospensione dell’efficacia, dei provvedimenti impugnati, con espressa richiesta di ascolto in sede di delibazione dell’istanza cautelare.

Si chiede altresì l’individuazione delle forme di notificazione del presente ricorso ai controinteressati e, pertanto, la condanna delle Amministrazioni resistenti alla ostensione dei dati e degli atti necessari, ed a valle si chiede la remissione in termini per la notifica ai controinteressati ex art. 37 c.p.a. che saranno individuati.

Con ogni riserva di diritto.



Il presente ricorso è soggetto a CU nella misura di € 325,00.

3 - Ricorso al TAR contro cancellazione idoneo dalla graduatoria concorso agenzia forestale regionale





Buongiorno Avvocato, Mi chiamo xxxxxxx e da settimane cerco di capire un problema che mi si è verificato in materia di concorsi pubblici.
Schematicamente elencherò il susseguirsi degli eventi:
1) Agenzia Forestale Regionale AFOR Umbria - bandisce concorso per 6 istruttori amministrativi Geometri
2) il sottoscritto risulta idoneo al n° 56
3) la graduatoria laore viene ceduta ad altri enti, tra cui il comune di Perugia,
4) partecipo alla manifestazione di interesse bandita dal Comune di Perugia e vengo assunto a tempo indeterminato
5) dopo 11 mesi mi dimetto a causa della tipologia di lavoro a cui mi avevano destinato ad eseguire
6) L'AFOR Umbria ha continuato a chiamare ed è arrivata alla mia posizione
7)Ho parlato con la dirigente del Personale AFOR Umbria e mi ha detto che sono stato depennato e che non potevo essere reintegrato nella graduatoria
8) ho chiesto un riferimento normativo che fondasse quel mio depennamento dalla graduatoria.
Risposta: "non lo sappiamo, questa è la prassi"

RISPOSTA

La prassi dell'ente comunale o regionale non è fonte del diritto.
Spesso il funzionario pubblico giustifica le sue decisioni con un banale “abbiamo sempre fatto così..”
Questa amara constatazione non può essere sufficiente per motivare un provvedimento amministrativo di cancellazione dalla graduatoria!
Sarebbe più opportuno domandarsi qual è l'orientamento della recente giurisprudenza amministrativa: recentemente anche il TAR Campania, sentenza n. 7033 del 2023 ha confermato, sulla stessa linea giurisprudenziale della precedente sentenza del TAR Abruzzo 125 del 2022 che il vincitore di un concorso pubblico che rinuncia alla firma del contratto di lavoro non deve essere cancellato dalla graduatoria.



Se analizzo tutti i documenti in mio possesso: convenzione tra agenzia AFOR Umbria e Comune di Perugia, la delibera del consiglio comunale con la quale adottano la convenzione, la manifestazione di interessa pubblicata dal comune, la mia accettazione alla manifestazione di interesse del comune di Perugia, la determina di assunzione del comune di Perugia, il contratto di assunzione a tempo indeterminato, non vi è alcuna traccia con la quale si annuncia allo scrivente che in caso di assunzione avrebbe perso il diritto alla permanenza nella graduatoria AFOR Umbria.

RISPOSTA

Si configurano esattamente i presupposti di cui alle suddette sentenze del TAR Campania e del TAR Abruzzo.



Ho chiesto delucidazioni anche all'ufficio personale del Comune di Perugia: l'impiegata sostiene che solitamente includono nel contratto una clausola con la quale l'utente assunto è consapevole che con l'assunzione perde il diritto alla permanenza in graduatoria.

RISPOSTA

Peccato che questa clausola contrattuale non sia stata inserita nel tuo contratto individuale di lavoro e non ce la possiamo inventare adesso …



Certa di aver inserito la summenzionata clausola anche nel mio contratto, è andata a leggerlo e si è resa conto che con il personale assunto da AFOR Umbria non hanno inserito alcuna clausola.

RISPOSTA

Il provvedimento amministrativo con il quale sei stato cancellato dalla graduatoria deve essere impugnato con ricorso al TAR Umbria.
Immagino che un dirigente dell'agenzia regionale ti abbia comunicato a mezzo pec, l'illegittimo depennamento dalla graduatoria concorsuale.



In sostanza nessuno mi ha mai informato che accettando avrei perso il diritto e tantomeno io non ho mai firmato alcun documento che presupponesse tale circostanza.
Secondo lei ho il diritto di essere reintegrato in graduatoria AFOR Umbria?
Grazie per la disponibilità

RISPOSTA

Certamente sì, alla luce della più recente giurisprudenza amministrativa.
Ti consiglio di procedere con ricorso al TAR Umbria entro 60 giorni decorrenti dalla notificazione, comunicazione o piena conoscenza dell'atto che si intende impugnare, ossia il provvedimento di cancellazione della graduatoria, con la seguente motivazioni di diritto:
Violazione e falsa applicazione del bando di concorso e della Convenzione tra Ente pubblici per l'utilizzo della graduatoria concorsuale. Sviamento”.
Nel ricorso farai riferimento non soltanto alla recente sentenza del TAR Campania, ma anche alla sentenza 12/04/22 n. 125 della I sezione di L’Aquila del TAR Abruzzo, che ha chiarito come la cancellazione dalla graduatoria “… ha conseguenze pregiudizievoli per l’interesse della ricorrente perché fa conseguire alla sua rinuncia all’assunzione l’impedimento all’accesso a impieghi presso la stessa o altre amministrazioni nei tre anni di validità della graduatoria ….” e sia illegittima quando -come nel caso - “...né la legge, né il bando di concorso la prevedono come conseguenza della rinuncia all’assunzione – come invece è espressamente stabilito in altri comparti del pubblico impiego - art. 1, comma 109, lettera a) legge n. 107/2015 -, che disciplina l'accesso ai ruoli a tempo indeterminato del personale docente …” con la conseguenza che se decadenza può esservi, la stessa è necessariamente limitata alla prima proposta di assunzione per i posti messi a concorso, “...non alle successive che, ove si rendano disponibili ulteriori posti dello stesso profilo, l’amministrazione potrà formulare previo scorrimento della graduatoria, nella quale dunque il vincitore rinunciatario ha interesse e titolo a permanere…”.
Attualmente in materia non si è ancora pronunciata l'Adunanza Plenaria della Corte dei Conti, pertanto non me la sento di garantirti che vincerai il contenzioso al 100%; tuttavia è altamente probabile che il TAR Umbria si collochi sulla stessa linea dei due TAR Abruzzo e Campania.
A disposizione per chiarimenti.
Cordiali saluti.

Fonti: