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Decorrenza della prescrizione dei crediti retributivi del pubblico dipendente indennità di reperibilità e straordinario





Egr. avvocato, vorrei chiederle una consulenza in materia di prescrizione dei crediti retributivi nel pubblico impiego.
Ho lavorato presso un ente locale per 36 mesi, con contratto a tempo determinato, presso l'Anagrafe Stato Civile per poi essere stabilizzato ai sensi dell'articolo 20 comma 1 del decreto legislativo n. 75/2017 (legge Madia) nel mese di febbraio 2021.
Il Comune non mi ha mai pagato né l'indennità di reperibilità né lo straordinario, nonostante dovessi essere reperibile per autorizzare le tumulazioni delle salme di sabato e di domenica. Vorrei capire il termine di prescrizione dei crediti nel pubblico impiego (in riferimento alla mia situazione) e soprattutto qual è il momento in cui inizia la decorrenza del periodo utile alla prescrizione del credito del lavoratore dipendente?
Il termine di prescrizione è sospeso fino alla cessazione del rapporto di lavoro anche nel pubblico impiego, così come nel privato.
Oppure non è sospeso a causa della stabilità reale dei pubblici dipendenti che possono essere licenziati soltanto in modo motivato, in ragione di condotte disciplinarmente o penalmente rilevanti?
Grazie e resto in attesa della sua consulenza.

RISPOSTA

Il tempo necessario a prescrivere è pari a 5 anni decorrenti dal giorno dell'insorgenza del credito relativo all'indennità di reperibilità oppure al compenso per il lavoro straordinario debitamente e preventivamente autorizzato dal tuo dirigente.
Il combinato normativo predisposto dagli articoli 2935 e 2948 – punto n. 4 del codice civile, individua in cinque anni il termine prescrizionale per far valere i crediti retributivi, da parte del dipendente, nei confronti del datore di lavoro – Pubblica Amministrazione.
Al contrario del rapporto di lavoro privato, la decorrenza iniziale della prescrizione non è il momento della cessazione del rapporto di lavoro, sia per i dipendenti pubblici assunti a tempo indeterminato che per i dipendenti pubblici assunti con contratto a termine.
Non si applica al pubblico impiego l'impostazione protezionistica tipica della prescrizione dei crediti dei dipendenti delle aziende private.
Secondo la giurisprudenza di Cassazione infatti (Cass. sentenza 9 giugno 2016, n. 11868; Cass. sentenza 6 ottobre 2017, n. 23424), l'affievolimento dell’art. 18 dello Statuto dei Lavoratori (legge 300 del 1970), non si è esteso sino al pubblico impiego.
Non essendoci nessun timore di licenziamento ingiustificato da parte del pubblico dipendente, conseguenza, nel pubblico impiego, la decorrenza del termine prescrizionale, utile a far valere i diritti retributivi del lavoratore, ha inizio da quando questi possono essere effettivamente azionati dinanzi al tribunale del lavoro e quindi in costanza di rapporto, senza alcuna sospensione fino alla cessazione del rapporto di lavoro.
Nonostante la privatizzazione del pubblico impiego, secondo la Corte di Cassazione, Sezioni Unite Civili, sentenza n.36197 del 28 dicembre 2023, “la prescrizione dei crediti retributivi dei lavoratori nel pubblico impiego contrattualizzato decorre sempre – tanto in caso di rapporto a tempo indeterminato, tanto di rapporto a tempo determinato, così come di successione di rapporti a tempo determinato – in costanza di rapporto (dal momento di loro progressiva insorgenza) o dalla sua cessazione (per quelli originati da essa), attesa l’inconfigurabilità di un metus del lavoratore nei confronti della pubblica amministrazione”.
Questo inizio della decorrenza per la prescrizione quinquennale dei crediti dei pubblici dipendenti, si applica anche in caso di rapporto a termine, come da granitica giurisprudenza della Corte di Cassazione (vedi le sentenze delle Sezioni Unite n. 1268 del 1976 e n. 575 del 2003). Tanto premesso, ti invito a ricorrere senza indugio al Tribunale del lavoro, per ottenere il pagamento dei compensi e delle indennità dovute, giacché il periodo di prescrizione decorre normalmente anche durante la pendenza del rapporto di lavoro con il tuo Ente Pubblico – datore di lavoro.
A disposizione per chiarimenti.
Cordiali saluti.

Fonti: