Revoca consenso dipendente comunale al comando presso il giudice di pace





Gentilissimi Avvocati, sono un dipendente di un comune area istruttori amministrativi.
Mi permetto di contattarvi per richiedere una consulenza legale riguardante la mia situazione lavorativa attuale. Sono attualmente in comando presso gli uffici del Giudice di Pace di xxxxxxxx, a seguito di una convenzione tra enti. Svolgo mansioni di cancelliere, ma ho riscontrato che, sia per carico di lavoro che per condizioni economiche, la mia permanenza in comando non è vantaggiosa. Quattro mesi fa, ho formalmente richiesto il rientro al mio ente di appartenenza, revocando il consenso al comando. Tuttavia, ad oggi, non ho ricevuto una risposta ufficiale, ma solo riscontri informali che indicano l'intenzione dell'ente di non revocare il comando per rispettare la convenzione.

RISPOSTA

Immagino che sia stata firmata una convenzione per la gestione in forma associata del nuovo ufficio unico accorpato del giudice di pace.
Sulla base di questa convenzione, i Comuni firmatari comandano uno o più dipendenti presso gli uffici del giudice di pace, per un determinato arco temporale.
Nel caso in cui, per qualsiasi sopravvenuta evenienza, non fosse più possibile il comando di uno o più dipendenti presso gli uffici del giudice di pace, il Comune contestualmente alla revoca del comando, dovrebbe prontamente individuare e comandare presso il Giudice di Pace, altro personale avente medesimi requisiti ed inquadramento professionale.
E' ovvio che gli uffici del giudice di pace non si possono chiudere dall'oggi al domani, per carenza del personale di cancelleria! Il comando presso il giudice di pace, ai sensi dell’articolo 56 del D.P.R. n. 3/1957, prevede che il dipendente comandato debba essere sentito, senza la necessità di ottenere il suo preventivo assenso. Secondo la corte di cassazione, “ai fini della legittimità del comando o distacco non vi è necessità né di una previsione contrattuale che lo autorizzi né dell’assenso preventivo del lavoratore interessato” (Cassazione Civile, sez. Lavoro, sentenza del 7 novembre 2000, n. 14458).



Le mie domande sono le seguenti:
1. Il mio diritto come lavoratore prevale su una convenzione tra enti?

RISPOSTA

Assolutamente no.
Il comando presso il giudice di pace non necessita nemmeno del tuo consenso preventivo né della tua autorizzazione.



2. Ho diritto al rientro avendo revocato il mio consenso?

RISPOSTA

Assolutamente no.
Devi portare al termine il periodo di comando, tranne che il Comune discrezionalmente, decida di revocare in anticipo il tuo comando, individuando un altro “comandato” che possa prendere il tuo posto.



3. Quali sono i tempi ragionevoli di risposta che l'ente dovrebbe rispettare?

RISPOSTA

Ci sono esigenze prioritarie relative agli uffici giudiziari che non possono chiudere per assenza di personale.
Tranne che non ci sia un collega, nella dotazione organica del comune, disposto volontariamente a prendere il tuo posto, in qualità di comandato all'ufficio del giudice di pace, dovrai portare a termine il tuo comando, come previsto nella convenzione tra enti comunali.



4. In quanto RSU, non si stanno violando anche i miei diritti riguardanti le prerogative delle RSU?

RISPOSTA

Assolutamente no.
L’art. 22 dello statuto dei lavoratori (legge n. 300/1970) prevede che i dirigenti di RSU possano essere trasferiti da un’unità produttiva ad un’altra, solo previo nulla osta del sindacato di appartenenza.
Questo non significa che hai diritto di revocare il comando a tuo piacimento …
Se il comando è stato effettuato legittimamente, acquisito il consenso iniziale del sindacato di appartenenza, non potresti eccepire una condotta antisindacale del datore di lavoro, per la semplice circostanza di avere cambiato idea, durante lo svolgimento del servizio presso il giudice di pace.



5. Quali sanzioni potrebbe incorrere il mio ente di appartenenza per questa situazione, e come posso farle valere?

RISPOSTA

Lo status di RSU non ti consente di rivendicare la revoca del comando, una volta che è stato legittimamente acquisito il consenso iniziale del sindacato di appartenenza.
Il tuo datore di lavoro non rischia alcuna sanzione per condotta antisindacale.



6. Quali termini dovrei indicare per richiedere il mio immediato rientro? Vi ringrazio anticipatamente per la vostra disponibilità e attendo un vostro riscontro.
Cordiali saluti,

RISPOSTA

Non hai diritto di pretendere il rientro né tanto meno la revoca del tuo comando.
Devi rispettare il periodo di comando e, soltanto al termine dello stesso, rientrerai in servizio presso l'ufficio comunale.
Tranne che non ci sia un collega, nella dotazione organica del comune, disposto volontariamente a prendere il tuo posto, in qualità di comandato all'ufficio del giudice di pace … e che l'Ente Comunale sia favorevole a questa “sostituzione”.
A disposizione per chiarimenti.
Cordiali saluti.

Fonti:

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