4 Consulenze:
1 - Domande concorso pubblico ambigue a tranello annullamento graduatoria con ricorso al TAR
Egr. avvocato, ho partecipato ad una preselezione a quiz relativa ad un concorso pubblico presso un Ministero. Passavano alla prova successiva i primi 100 classificati nella graduatoria provvisoria, mi sono classificato in posizione 101 per avere sbagliato una sola risposta.
La domanda era la seguente:
Quali tra i seguenti capoluoghi di provincia si trova in montagna?
a) Foggia
b) Isernia
c) Enna
d) Belluno
La mia risposta è stata Belluno, tuttavia sulla base della valutazione della Commissione esaminatrice, la risposta corretta era Enna, in quanto situata a 931 metri sul livello del mare.
A mio parere, la domanda è formulata male, in quanto ambigua e priva di elementi specifici. La commissione avrebbe dovuto formulare la seguente domande più specifica: quali dei seguenti capoluoghi di provincia, si trova ad una maggiore altitudine sul livello del mare?
Parlare di montagna, può significare che sei vicino alle dolomiti, anche se la città è collocata soltanto a 300 metri sul livello del mare.
È possibile impugnare la mia esclusione dal concorso, sulla base delle mie considerazioni?
RISPOSTA
Sì, è possibile procedere con ricorso al TAR per impugnare la tua esclusione dalla prova a quiz del concorso.
Secondo il Consiglio di Stato, sezione IV, sentenza 2 luglio 2024, n. 5840, “In relazione alle prove di un pubblico concorso, ove la prova sia articolata su risposte multiple, corre l’obbligo per l’amministrazione di una formulazione chiara, non incompleta né ambigua della domanda, che a sua volta deve contemplare una sola risposta indubitabilmente esatta”.
La prova a quiz è impugnabile ogni volta in cui la commissione esaminatrice del concorso pubblico scrive domande per tendere “tranelli” anziché domande ambigue e confondenti.
La risposta richiesta al candidato deve essere quella incontestabile dal punto di vista scientifico e non la risposta approssimativamente più accettabile.
Nella tua fattispecie, la discrezionalità amministrativa della commissione è stata utilizzata in modo talmente abnorme, da legittimare il TAR ad entrare nel merito della correttezza delle domande formulate ai candidati.
Ti consiglio di procedere con ricorso al TAR, in considerazione della più recente giurisprudenza di Cassazione.
2 - Risposta a quiz a risposta multipla con riferimento ad una norma di legge
Egr. avvocato ho partecipato ad un concorso con prova preselettiva a quiz a risposta multipla per un posto da istruttore amministrativo presso la mia Provincia di residenza.
Ho dovuto rispondere alla seguente domanda:
Ai sensi dell'articolo 1325 del codice civile, i requisiti del contratto sono:
a)l'accordo delle parti, la causa, l'oggetto, la forma, quando risulta che è prescritta dalla legge sotto pena di nullità
b)l'accordo delle parti, la causa, l'oggetto, la forma,
c)l'accordo delle parti e l'oggetto
d)la causa e l'elemento psicologico dei contraenti
Ho barrato la lettera b), ma la risposta corretta è quella contrassegnata con la lettera a).
Cosa ne pensa, avvocato?
Ha ragione la commissione esaminatrice?
RISPOSTA
Ha ragione la commissione esaminatrice, la risposta corretta è quella di cui alla lettera a).
Secondo la sentenza del TAR Lazio-Roma, sezione IV-ter, del 6 settembre 2024, n. 16145, “quando il quesito a risposta multipla fa espresso riferimento ad una norma di legge (con formule tipo: in base all’art. …; secondo quanto disposto dall’art. …; a norma di …; ecc.) la sola risposta corretta è quella perfettamente coincidente con il dettato normativo.
In questo caso, la sola risposta perfettamente coincidente con l'articolo 1325 del codice civile, è quella di cui alla lettera a).
I candidati non possono chiedere l'annullamento della prova preselettiva, tramite ricorso al TAR, invocando la presenza di risposte “parzialmente corrette” o “parzialmente errate”.
A disposizione per chiarimenti.
Cordiali saluti
3 - La randomizzazione dei quiz a risposta multipla nei concorsi pubblici per consentite “batterie” diverse per i vari turni di prova.
Egr. avvocato la mia domanda è molto semplice: è legittima la randomizzazione dei quiz a risposta multipla nei concorsi pubblici per consentite “batterie” diverse per i vari turni di prova?
A quali condizioni è legittima?
Parliamo ovviamente di concorsi pubblici con prove preselettive, caratterizzati da un alto numero di partecipanti, motivo per cui si rende necessario suddividere i candidati in diverse batterie, tramite turni di prova da tenersi nell'arco di diversi giorni (anche settimane).
RISPOSTA
Secondo il TAR Campania-Salerno, sezione III, sentenza 11 ottobre 2024, n. 1851, la commissione di concorso può legittimamente decidere di procedere con la somministrazione di “batterie” di quiz (ferma restando la previsione di tale modalità nella lex specialis) differenti per i vari turni di convocazione dei candidati, attraverso la “randomizzazione” dei quesiti. Sono legittime le “batterie” diverse di candidati, nei vari turni di prova, a condizione che:
a)questa modalità di svolgimento della prova preselettiva sia stata prevista nel bando del concorso (lex specialis della selezione)
b)le domande siano randomizzate e somministrate nelle varie batterie di candidati, senza alcun interferenza discrezionale della commissione, ma in ragione di un sorteggio effettuato da un software informatico
c)deve essere eliminata qualsiasi valutazione discrezionale nella correzione dei quiz da parte della commissione di concorso
d)i quiz diversificati a risposta multipla devono avere punteggi predeterminati in caso di risposta esatta corretta oppure di mancata indicazione della risposta,
e)la correzione delle risposte ai quiz deve essere un'operazione immediata ed automatica, salvaguardando l'anonimato del candidato.
Del resto, questa modalità di svolgimento delle prove preselettiva è proprio quello che avviene nella quasi totalità di concorsi pubblici a livello nazionale oppure locale.
A disposizione per chiarimenti.
Cordiali saluti.
4 - Ricorso al TAR ripetizione prova scritta, domande a risposta aperta diverse dalle previsioni del bando di concorso
Gentile avvocato, ho partecipato ad un concorso pubblico presso un Ente locale.
Il bando prevedeva come prova scritta, una serie di domande a risposta aperta, per la precisione 4 quiz a risposta discorsiva, di cui due di ragionamento logico-deduttivo e due in materia di diritto civile ed amministrativo.
In realtà, il giorno della prova scritta, le domande erano tutte in materia di diritto civile, amministrativo e diritto degli enti locali.
Non ho superato la prova scritta e quindi non mi hanno convocato per la prova orale. Vorrei impugnare la non ammissione alla prova orale, considerato che sono ancora nei termini per il ricorso al TAR; mi hanno notificato il mancato superamento della prova scritta soltanto dieci giorni fa.
Ci sono i presupposti per un ricorso al TAR?
Se vincessi il processo di competenza del giudice amministrativo, sarei ammesso all'orale oppure si dovrebbe ripetere la prova scritta, in conformità alle previsioni del bando di concorso?
Avvocato, la ringrazio in anticipo.
RISPOSTA
Sussistono tutti i presupposti per un ricorso al TAR e qualora ottenessi una sentenza di accoglimento del tuo ricorso, la prova scritta dovrebbe essere ripetuta in conformità con le previsioni del bando che rappresenta la “lex specialis” della procedura selettiva.
Secondo la sentenza del TAR Lazio-Roma, sezione IV-ter, con la sentenza 13 marzo 2025, n. 5305, nell'ipotesi in cui il bando di concorso prevede espressamente che la prova scritta sarà costituita da un determinato numero di domande situazionali ed un altro numero di domande di ragionamento logico-deduttivo è illegittima la somministrazione di un diverso numero di quesiti per le anzidette tipologie.
L’amministrazione dovrà ripetere la prova d’esame per i ricorrenti, tuttavia non potrà consentirti di essere convocato direttamente alla prova orale, sulla base di “abbuoni” correlati alle risposte eccedenti il numero di domande in materia giuridica, rispetto alle previsioni del bando di concorso. In concreto, il tuo ricorso al TAR non potrebbe essere finalizzato ad ottenere una votazione più alta, idonea a farti dichiarare idoneo per sostenere la prova finale, quella orale.
Il ricorrente al TAR, in caso di sentenza favorevole, dovrà ripetere la prova scritta limitatamente alle due domande di ragionamento logico-deduttivo mancanti, nel corso di una seduta di prova scritta stabilita ad hoc, da svolgersi con tempi e modalità adeguati alle necessità di risoluzione dei due quesiti ai quali rispondere.
Secondo la giurisprudenza amministrativa, le previsioni del bando, in materia di prove selettive, costituiscono sia un vincolo per l’amministrazione che la regola di concorso sulla quale i candidati fanno affidamento ai fini della loro preparazione alla prova.
A disposizione per chiarimenti. Cordiali saluti.
Fonti:
- Art. 1325 del codice civile
