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Scritto da Bruno Giuseppe, Avvocato

Richiesta di comando per dipendenti pubblici: normativa e sostituzione secondo la legge 104





Salve, sono un Dirigente Veterinario, lavoro in AUSL dell'Emilia Romagna e per motivi personali/familiari ho richiesto il comando presso la ASL di Benevento nel medesimo profilo professionale, richiesta motivata da legge 104 art.3 comma 3.
Da Benevento ho già ottenuto risposta positiva mentre l'AUSL presso cui lavoro mi ha comunicato che concederà il nulla osta soltanto se riesco a fornire loro riferimenti normativi e legislativi precisi (riguardo alla sostituzione dei comandi) in base ai quali potranno richiedere la mia sostituzione in organico.
Gradirei un vostro prezioso aiuto nel reperire queste informazioni.
Cordialmente,

RISPOSTA

Queste informazioni sono contenute nella Deliberazione n. 39/2014 della Corte dei Conti della Regione Sardegna, in risposta ad un quesito di un ente locale (comune di Quartucciu) sulla facoltà di assumere personale a tempo determinato per sostituire dipendenti in comando presso un altro ente pubblico. Secondo l’articolo 36 del decreto legislativo n. 165/2001, le assunzioni a tempo determinato sono legittime esclusivamente nel caso in cui siano dettate da esigenze temporanee ed eccezionali, pena la nullità del contratto ed il determinarsi di responsabilità erariale a carico del dirigente.

Procediamo con ordine, citando le norme applicabili alla presente fattispecie:

1)la posizione di comando del pubblico dipendente non determina la creazione di un nuovo rapporto di impiego, in sostituzione di quello precedente, ma semplicemente una modifica del solo rapporto di servizio.

3)Il primo comma dell’art. 56 del Testo unico delle disposizioni concernenti lo statuto degli impiegati civili dello Stato, approvato con D.P.R. 10 gennaio 1957, n. 3, prevede che “L'impiegato di ruolo può essere comandato a prestare servizio presso altra amministrazione statale o presso enti pubblici, esclusi quelli sottoposti alla vigilanza dell'amministrazione cui l'impiegato appartiene”; ... che “ Il comando è disposto, per tempo determinato e in via eccezionale, per riconosciute esigenze di servizio o quando sia richiesta una speciale competenza”.

4)Riguardo la pertinenza degli oneri per il trattamento economico del personale comandato, l’art. 57, comma 3, dello stesso DPR n. 3 del 1957, prevede quanto segue “Alla spesa del personale comandato presso enti pubblici provvede direttamente ed a proprio carico l'ente presso cui detto personale va a prestare servizio. L'ente è, altresì, tenuto a versare all'amministrazione statale cui il personale stesso appartiene l'importo dei contributi e delle ritenute sul trattamento economico previsti dalla legge”.

5) Il comma 12 dell’art. 70 del D.Lgs. n. 165 del 2001 prevede quanto segue: “In tutti i casi, anche se previsti da normative speciali, nei quali enti pubblici territoriali, enti pubblici non economici o altre amministrazioni pubbliche, dotate di autonomia finanziaria sono tenute ad autorizzare l’utilizzazione da parte di altre pubbliche amministrazioni di proprio personale, in posizione di comando, di fuori ruolo, o in altra analoga posizione, l'amministrazione che utilizza il personale rimborsa all'amministrazione di appartenenza l'onere relativo al trattamento fondamentale”.

6)L’art. 36 del decreto legislativo 165/2001 (testo unico pubblico impiego) prevede, “per rispondere ad esigenze temporanee ed eccezionali”, il ricorso a “forme contrattuali flessibili di assunzione e di impiego del personale previste dal codice civile e dalle leggi sui rapporti di lavoro subordinati nell’impresa, nel rispetto delle procedure di reclutamento vigenti”.

Il ricorso alle assunzioni a tempo determinato è quindi subordinato alla sussistenza del requisito della temporaneità e dell'eccezionalità dell’esigenza della Pubblica Amministrazione.

Veniamo adesso al caso che ti riguarda, evidenziando quello che ha scritto la Corte dei Conti: “Per quanto concerne in particolare l’ipotesi specifica di assunzione a tempo determinato finalizzata alla sostituzione del dipendente in comando presso altra pubblica Amministrazione, rappresentata dall’Ente richiedente, è imprescindibile che sia ravvisabile la presenza del duplice requisito della temporaneità e dell’eccezionalità dell’esigenza richiesto dal legislatore per il legittimo ricorso a tale tipologia di assunzioni. È necessario, tuttavia, che l’Ente locale verifichi in concreto che l’assunzione a tempo determinato rispetti i limiti finanziari in materia di spesa del personale.
Tanto premesso, secondo la Corte dei Conti, resta ferma la piena ed esclusiva discrezionalità dell’Ente nel procedere o meno all’assunzione in oggetto (assunzione a tempo determinato per sostituire il dipendente comandato presso altra P.A.) e le eventuali conseguenti responsabilità in capo ai dirigenti, in caso di violazione di detti limiti e vincoli.

A disposizione per chiarimenti.

Cordiali saluti.

Fonti:

  • DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 10 gennaio 1957, n. 3 Testo unico delle disposizioni concernenti lo statuto degli impiegati civili dello Stato.
  • DECRETO LEGISLATIVO 30 marzo 2001, n. 165 Norme generali sull'ordinamento del lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche.
 

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