Proposta di transazione al lavoratore dipendente: forfettizzare l'importo degli straordinari e riposi compensativo per l'anno in corso
Buonasera, l'azienda per cui lavoro come stagionale da quattro anni, a fine contratto propone un atto transattivo in cui calcola un valore forfettario gli straordinari svolti, negli anni passati questa cifra era molto più alta rispetto a quella proposta per questa stagione, parliamo di una differenza di più settecento euro rispetto la stagione passata, al momento questa comunicazione mi è arrivata per via telefonica, tramite la segreteria della struttura, a cui ho naturalmente espresso il mio disappunto.
RISPOSTA
In linea generale, l'articolo 2113 del codice civile prevede quanto segue, in riferimento alle transazioni sottoposte al lavoratore dipendente, in pendenza del rapporto di lavoro: “Le rinunzie e le transazioni, che hanno per oggetto diritti del prestatore di lavoro derivanti da disposizioni inderogabili della legge e dei contratti o accordi collettivi concernenti i rapporti di cui all'articolo 409 del codice di procedura civile, non sono valide.
L'impugnazione deve essere proposta, a pena di decadenza, entro sei mesi dalla data di cessazione del rapporto o dalla data della rinunzia o della transazione, se queste sono intervenute dopo la cessazione medesima”.
Le transazioni aventi ad oggetto la rinunzia del lavoratore ai suoi diritti economici, spettanti in ragione di norme di legge oppure alla luce del suo contratto di lavoro, non sono valide e possono essere impugnate dal dipendente, a pena di decadenza, entro sei mesi dal momento in cui il rapporto di lavoro sarà cessato.
La transazione è valida soltanto se sottoscritta “in sede sindacale”, ossia alla presenza del tuo rappresentante sindacale di riferimento.
Non è sufficiente scrivere nel testo della transazione che il dipendente ha sentito il suo rappresentante sindacale prima di sottoscrivere la rinunzia ai suoi diritti, così come proposto nell'atto transattivo che ti hanno trasmesso in modo informale.
La transazione deve essere firmata da ambo gli interessati alla presenza del sindacalista di fiducia della lavoratrice dipendente.
Hanno risposto che mi avrebbero fatto parlare con il direttore, quindi io per ora non ho firmato nessun accordo.
RISPOSTA
… anche perché se l'avessi firmato in assenza del tuo rappresentante sindacale, questo accordo sarebbe stato invalido ed impugnabile, una volta cessato il tuo rapporto di lavoro con quest'azienda. Ti chiedono non soltanto di forfettizzare l'importo relativo agli straordinari, ma anche di rinunziare alle differenze retributive per le mansioni di livello superiore che avresti svolto, al trattamento di fine rapporto, alle spese per trasferte, alle mensilità aggiuntive etc etc
Non solo: per l'anno in corso accetterai di sostituire il pagamento dello straordinario con il riposo compensativo e se il riposo compensativo dovesse risultare minore rispetto alle ore di straordinario, dichiarerai di non avere nulla più a pretendere!
Si tratta di una proposta davvero indecente …
Adesso visto la situazione, esiste qualcosa che io possa fare a livello giuridico per obbligare l'azienda ad alzare la proposta?
RISPOSTA
Minacciare di intraprendere una causa civile dinanzi al tribunale del lavoro.
Tramite questo atto transattivo, il datore di lavoro intende mettersi al sicuro da eventuali cause instaurate dai suoi dipendenti, concedendo un misero tozzo di pane …
Se il dipendente si rifiuta di firmare un accordo a queste condizioni, minacciando di adire le vie legali non soltanto per lo straordinario ma anche per tutti gli altri diritti economici ai quali ti si chiede di rinunciare, è lecito attendersi una controproposta più conveniente per te, da parte del tuo datore di lavoro.
Nel caso non fosse fattibile, che altre opzioni sono possibili?
RISPOSTA
Un contenzioso instaurato tramite ricorso al tribunale del lavoro, per ottenere l'integrale pagamento di tutte le spettanze che ti sono dovute per il lavoro svolto.
La ringrazio a prescindere, cordialmente.
RISPOSTA
È necessario quanto meno minacciare la presentazione di un ricorso al tribunale del lavoro, per suscitare quella fisiologica reazione del datore di lavoro, consistente in un congruo rialzo della posta in palio, al fine di chiudere ogni vertenza con la sottoscrizione di questo atto transattivo. Si tratta di condizioni transattive molto penalizzanti, addirittura poco rispettose della dignità professionale del lavoratore dipendente.
A disposizione per chiarimenti.
Cordiali saluti.
Fonti:
- Art. 2113 del codice civile
