Dimissioni per giusta causa e certificato di burnout ritmi lavorativi illeciti ai quali è stato sottoposto il dipendente





Buonasera, avrei bisogno di un consulto, sono un operatore socio sanitario e lavoro presso una struttura privata (RSA) in Abruzzo.
Attualmente ho un contratto ANASTE, sono inquadrato al 4 livello a tempo indeterminato e assunto dal 01/11/2024.
In questo momento sono in malattia con diagnosi di stato ansioso depressivo e sono in attesa della prima visita psichiatrica in data 8/11/2025.
Volevo capire se ci fossero i margini per presentare le dimissioni per giusta causa una volta ottenuto il certificato di burnout dallo specialista.
Vi ringrazio per l'attenzione e attendo un vostro riscontro.

RISPOSTA

Il dipendente può rassegnare le dimissioni durante la malattia, tuttavia le sue dimissioni avranno efficacia solo una volta guarito e ripreso il rapporto di lavoro, ai fini del rispetto del preavviso. Il preavviso di dimissioni inizierà il suo decorso dal momento in cui il lavoratore avrà cessato la sua malattia e sarà rientrato in servizio.
Fatta questa premessa, risponderò alla tua domanda: il certificato di burnout è un valido presupposto per presentare le dimissioni per giusta causa?
Secondo l'articolo 2119 del codice civile, il lavoratore può recedere dal contratto di lavoro, se il contratto è a tempo indeterminato, qualora si verifichi una causa che non consenta la prosecuzione, anche provvisoria, del rapporto.
Le giuste cause che non consentono la prosecuzione del rapporto di lavoro, sono indicate dalla giurisprudenza e dalla circolare INPS n. 163/2003.
Non è il burnout in quanto tale a consentirti di rassegnare le dimissioni per giusta causa, ma gli esasperati ritmi lavorativi ai quali sei stato illecitamente sottoposto; oppure il demansionamento subito anziché il mobbing.
Ai sensi dell'articolo 28 del D. Lgs. 81/2008, la valutazione dei rischi sul lavoro “deve riguardare tutti i rischi per la sicurezza e la salute dei lavoratori, ivi compresi quelli riguardanti gruppi di lavoratori esposti a rischi particolari, tra cui anche quelli collegati allo stress lavoro-correlato”. Tanto premesso, puoi rassegnare le dimissioni per giusta causa, in ragione non tanto del burnout ma dei ritmi lavorativi illeciti ai quali sei stato sottoposto.
Così facendo non dovresti rispettare il preavviso di dimissioni ed avresti diritto all’indennità sostitutiva del preavviso e alla NASPI.
Cosa accadrebbe se datore di lavoro e l’INPS non riconoscessero la giusta causa di dimissioni?
Saresti costretto ad adire le vie legali, con ricorso al tribunale del lavoro.
Consiglio al medico specialista di indicare espressamente nel certificato la causa del burnout, ossia determinate fonti di stress presenti sul luogo di lavoro, che il datore di lavoro avrebbe dovuto rimuovere o contenere negli effetti ma non l'ha fatto, nonostante gli obblighi di cui all'articolo 28 del D. Lgs. 81/2008.
A disposizione per chiarimenti.
Cordiali saluti.

Fonti:

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