Rischio salute lavoratori, azienda abbassa la temperatura laboratorio confezionamento carne, misure di prevenzione





Volevo gentilmente chiedere una consulenza in ambito lavorativo. Io lavoro come addetto alla produzione in un laboratorio di confezionamento carne alla XXXXXXXXX, e da qualche mese hanno abbassato le temperature, normalmente stavamo tra i 6 e 7 gradi ora andiamo ben al di sotto dei 5 gradi addirittura arriviamo a 2.5 ho anche delle foto.

RISPOSTA

Avere abbassato le temperature all'interno del laboratorio di confezionamento della carne (perché sono state abbassate? È forse cambiata la tipologia di carne lavorata?), ha comportato un incremento del rischio per la salute dei dipendenti di cui il datore di lavoro deve tenere conto. Lavorare in ambienti refrigerati come un laboratorio per il confezionamento della carne, “può comportare effetti dannosi alla salute in quanto vengono ad essere alterati i meccanismi di difesa broncopolmonari nei confronti dei comuni agenti biologici (di tipo virale, ad esempio) presenti normalmente nell’ambiente esterno”. L’impiego di indumenti di protezione termica “è necessario ma non sufficiente alla difesa dell’organismo, soprattutto laddove a permanenze prolungate in ambiente freddo si alternano stazionamenti a temperature elevate (come può accadere nella stagione estiva). Anche l’apparato muscolo-scheletrico può risentire di tali alternanze ambientali, ancor più se caratterizzate da elevati livelli di umidità”.
In riferimento all'incremento del livello di rischio, sono stati previsti interventi di prevenzione ulteriori per i lavoratori?
Quali interventi di prevenzione?
a)Brevi ma più frequenti permanenze in ambiente “normale” ed in periodi di recupero adeguati a temperatura confortevole; indici accettabili in ambiente isotermico dovranno essere corretti in senso cautelativo per queste situazioni lavorative.
b)Utilizzo di indumenti di protezione termica più efficaci
Il vostro Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS) deve scrivere una pec al Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione (RSPP), nominato dal datore di lavoro, chiedendo un aggiornamento delle misure di prevenzione in ragione della diminuzione della temperatura all'interno del laboratorio. La PEC del RLS deve essere inviata per competenza al RSPP e per opportuna conoscenza all'Ispettorato del Lavoro ed all'Azienda sanitaria territoriale (ASL, USL etc etc).
Esempio di aggiornamento delle misure?
Se prima dovevate trascorrere 10 minuti ogni 60 minuti in un ambiente “normale”, adesso lo farete ogni 40 minuti.
Il vostro RLS chiederà di prendere visione del DVR (documento valutazioni rischi) in riferimento al paragrafo dei rischi dovuti alla temperatura dell'ambiente di lavoro nonché delle misure di prevenzione. Si dovrebbe aggiornare anche il DVR, in riferimento a questo cambio sensibile di temperatura.



Ovviamente abbiamo già segnalato la cosa ai responsabili ma nulla si muove nonostante le ripetute domande.

RISPOSTA

Non basta una semplice segnalazione, ma occorre una pec come quella che vi ho suggerito.



È scontato che lavorare in quelle condizioni è pesante e i geloni ai piedi e mani sono quotidiani, in aggiunta vogliano anche farci fare le pulizie con tanto di lance d'acqua ad alta pressione quindi al freddo e al bagnato.

RISPOSTA

Siete stati assunti come addetti alla produzione e non come addetti alla pulizia.
Peraltro le mansioni di addetto alla pulizia non sono confacenti al livello economico attribuito al momento della vostra assunzione come addetti alla produzione.
Le mansioni di pulizia sono svolte da dipendenti assunti con il settimo livello.
Anche in questo caso: quali misure di prevenzione sono state previste in riferimento a queste mansioni aggiuntive, ammesso e non concesso che le mansioni aggiuntive siano legittime?



Noi siamo nel settore commercio con più di 15 dipendenti, per quanto volevo chiedere se è possibile chiedere l'indennità lavoro e lavoro usurante oltre ovviamente ad indumenti più adeguati.

RISPOSTA

Escludo che si possa chiedere l'indennità di lavoro usurante.
Il CCNL Commercio non prevede un'indennità specifica per lavoro usurante.
Avete diritto di pretendere che il vostro lavoro non sia usurante.
Gli indumenti più adeguati anziché le pause più ricorrenti devono essere previste nel DVR tra le misure di prevenzione dei rischi per la salute dei dipendenti.
A prescindere dal DVR, non potete svolgere mansioni proprie di un dipendente assunto con il settimo livello, come quelle di pulizia degli ambienti di lavoro.



Altro quesito, capita che nei festivi bisogna lavorare ma anche loro dicono che non è obbligatorio anche se chi non va viene visto male, ma alla fine chi si presenta e chi no sono sempre le stesse persone. Come bisogna comportarsi?
Ringrazio e saluto cordialmente

RISPOSTA

Anche in questo caso, lavorare nei festivi non può essere imposto come un obbligo.
Se viene imposto come una facoltà, non si può eccepire nulla nei confronti del datore di lavoro, fermo restando il diritto al riposo settimanale di cui all'articolo 2109 I comma del codice civile: “Il prestatore di lavoro ha diritto ad un giorno di riposo ogni settimana, di regola in coincidenza con la domenica”.
A disposizione per chiarimenti.
Cordiali saluti.

Fonti:

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