Esclusione candidato concorso pubblico che chiede fazzoletto ad altro candidato durante la prova scritta
Egr. avvocato, sono stato escluso dalla prova scritta di un concorso pubblico perché scoperto ad interloquire con il candidato che era seduto accanto a me.
Ovviamente l'esclusione ha riguardato entrambi i candidati.
Vorrei fare ricorso al TAR contro il provvedimento di esclusione dalla procedura concorsuale, giustificato per “violazione degli adempimenti richiesti ai candidati dalla commissione durante le prove scritte: i candidati Rossi e Bianchi interloquivano durante la prova scritta” (è questa la motivazione ufficiale della mia esclusione).
Vorrei fare ricorso al TAR, entro 60 giorni, con richiesta di sospensiva, al fine di partecipare alla prova orale, perché l'esclusione appare irragionevole e sproporzionata per i seguenti motivi.
Ho semplicemente richiesto al candidato seduto affianco a me, un fazzoletto di carta perché il naso perdeva sangue (dovevo tamponare la perdita di sangue dal naso). Tutto questo è accaduto all'improvviso, ovviamente senza alcun preavviso come spesso accade, probabilmente per un calo di pressione dovuto alla sala dove si svolgeva il concorso, priva di aria condizionata nonostante la giornata calda e afosa.
Il candidato seduto accanto mi ha dato il fazzoletto, mi ha chiesto se avessi bisogno di altro, e dieci secondi dopo è arrivato un componente della commissione che ci ha invitato ad alzarci ed accomodarci fuori, dopo avere preso nota della nostra identità dai documenti (carta d'identità elettronica) che erano posizionati sul banco, ben visibili alla commissione durante la prova scritta.
Ci sono gli estremi per un ricorso al TAR, affinché possa ripetere la prova scritta?
Si trattava di quiz a risposta multipla predefinita, con quattro risposte per domanda, di cui soltanto una corretta.
RISPOSTA
Ritengo che in questo caso, in via del tutto eccezionale, ci siano i presupposti per impugnare la vostra esclusione dalla prova scritta del concorso pubblico, con ricorso al TAR entro il termine di decadenza di 60 giorni, alla luce del principio generale dell'ordinamento giuridico dello “stato di necessità”, consacrato dall'articolo 54 del codice penale e dall'articolo 2045 del codice civile, ma applicabile in ogni ambito del diritto pubblico o privato.
È vero che sia il bando che le indicazioni dei commissari riportate sul “foglio istruzioni per la prova scritta” prevedevano il seguente divieto: “durante le prove scritte non è permesso ai concorrenti di comunicare tra loro verbalmente o per iscritto, ovvero di mettersi in relazione con altri, salvo che con gli incaricati della vigilanza o con i membri della commissione esaminatrice”.
È anche vero che la commissione esaminatrice non è obbligata a valutare il contenuto del dialogo intercorso tra i candidati, al fine di esprimere un giudizio di proporzionalità sulla loro esclusione. Secondo il giudice amministrativo infatti, “nulla, in termini di doveri istruttori o di valutazioni discrezionali ulteriori, è previsto in capo alla Commissione di concorso”, nel momento in cui sono accertate condotte, azioni e contegni non consentiti.
Consideriamo pure che statisticamente il TAR ha rigettato ricorsi come quello che stai prospettando, ritenendo addirittura le argomentazioni difensiva del candidato escluso “non meritevoli di alcun margine di apprezzamento” (Tar Lazio, sez. I, sentenza del 5 giugno 2017, n.6520).
Dobbiamo anche considerare che la perdita di sangue dal naso rappresenta un “pericolo attuale di un danno grave alla persona, perché non sappiamo quale potrebbero essere le conseguenze. Si tratta di un pericolo non volontariamente causato, né altrimenti evitabile, a maggior ragione se mi scrivi che il concorso si svolgeva in luogo privo di aria condizionata, in una afosa giornata estiva; soprattutto la condotta è stata proporzionata al pericolo nel senso che hai chiesto un fazzoletto e quel fazzoletto ti è stato dato senza che nulla di più possa essere stato detto o fatto, considerato che il commissario è piombato dieci secondi dopo …
Considera inoltre che senza l'utilizzo immediato di un fazzoletto di carta, il sangue avrebbe verosimilmente sporcato il foglio di carta utilizzato per la prova scritta, con conseguente esclusione dal concorso per segno di riconoscimento.
Vi consiglio di chiedere il verbale della prova scritta redatto dalla commissione esaminatrice, per verificare cosa è stato effettivamente verbalizzato e quando si è provveduto a verbalizzarlo (immediatamente dopo il termine della prova scritta oppure a distanza di tempo?); la richiesta deve avere la forma e la sostanza di un'istanza di accesso agli atti ai sensi degli articoli 22 e seguenti della legge n. 241/1990.
La suddetta verbalizzazione sarà decisiva per la formulazione del successivo ricorso al TAR con il quale invocherete lo stato di necessità, affinché vi possa essere concessa la ripetizione della prova.
A disposizione per chiarimenti.
Cordiali saluti.
