Versamento assegno mantenimento direttamente al figlio





Buongiorno, sono un padre divorziato e contribuisco regolarmente al mantenimento di mia figlia con l'assegno mensile, niente è dovuto all'ex moglie poiché ha un proprio lavoro ed è autosufficiente.
La figlia è stata affidata ad entrambi i genitori in maniera congiunta; ha raggiunto la maggiore età; è studentessa, non è ancora autosufficiente.
Madre e figlia vivono nella casa coniugale in comproprietà al 50% non c'è condominio ed il mutuo è già stato estinto. Con queste premesse, a dieci anni dalla separazione le domande che le pongo sono:
1) Adesso che mia figlia è diventata maggiorenne ha chiesto che venga versato direttamente a lei l'assegno di mantenimento
- La madre è favorevole
- E' sufficiente il consenso della madre oppure è necessario l'intervento di un'autorità?
2) La madre chiede che la figlia si renda partecipe alle spese della casa: alimenti; utenze domestiche nella misura del 50%
- Può la madre avanzare tale richiesta?
- Nel caso, esiste un parametro su cui basarsi per ripartire le spese nel loro nucleo familiare?
Cordiali saluti

RISPOSTA



1)La normativa sul punto è piuttosto carente ! In maniera piuttosto laconica, l'art. 337-septies del codice civile stabilisce che il giudice può disporre in favore dei figli maggiorenni non indipendenti economicamente, il pagamento di un assegno periodico, da versare - salvo diversa determinazione del giudice - direttamente all'avente diritto.

Attenzione, “il giudice PUO' disporre … “

Se vogliamo attenerci al dettato normativo, sarebbe necessario l'intervento dell'autorità giudiziaria.

Cosa accade invece nella prassi, con l'avallo della giurisprudenza ( vedi “ex multis” l'ordinanza della Cassazione civile, sez. I, 09/07/2018 n° 18008 )?

Si ritiene sufficiente un autonomo accordo scritto tra figlio maggiorenne convivente e genitore affidatario con prevalenza della prole, attraverso il quale si autorizza il genitore obbligato al mantenimento, a versare l'assegno direttamente al figlio maggiorenne.
Nell'accordo scritto di cui sopra, il figlio maggiorenne ed il genitore convivente dovranno determinare la misura in cui l'assegno, direttamente introitato dal figlio, dovrà essere parzialmente utilizzato per coprire quelle spese correnti necessarie al suo mantenimento che continueranno "in primis" a gravare sul genitore non più percettore dell’assegno.

Tanto per capirci, nel predetto accordo scritto dovrà essere indicata la misura percentuale con la quale il figlio maggiorenne dovrà sostenere la spesa per la bolletta dell'energia elettrica, anziché quella del gas.

2) Nell'accordo scritto di cui sopra, la madre e la figlia stabiliranno che l'assegno di mantenimento sarà incassato direttamente dalla figlia, tuttavia una determinata percentuale dell'assegno mensile in questione sarà utilizzata per coprire determinati costi “indivisibili”, legati alla loro convivenza all'interno dell'ex casa coniugale.
Non abbiamo parametri legali di riferimento; é tutto rimesso all'accordo tra la madre e la figlia. Se non troveranno un accordo sulla ripartizione della spese “indivisibili” … vorrà dire che la madre non autorizzerà il versamento dell'assegno di mantenimento direttamente alla figlia.

A disposizione per chiarimenti.

Cordiali saluti.

Fonti: