Riparazione condizionatori smaltimento RAEE e gas refrigerante





Tizio ha una ditta Snc che si occupa di condizionatori quindi oltre alla riparazione avviene anche lo smontaggio e il trasporto degli stessi condizionatori presso il proprio laboratorio e successivamente si procede come da norme vigenti allo smaltimento.
La società è in possesso della categoria 2 bis e 3 bis ma a quanto pare se la ditta esegue uno smontaggio di un condizionatore il trasporto che avviene sempre con i propri mezzi non deve superare i 30 chilogrammi (2bis) peso che certamente un condizionatore supera.
Come comportarsi in questo caso?

 

RISPOSTA

 

Il problema del limite dei 30 Kg è facilmente risolvibile.
Se l’impresa dovesse superare tale limite giornaliero e volesse proseguire con l’attività nel corso della medesima giornata, essa dovrebbe necessariamente disporre di un’iscrizione “ordinaria” all’Albo (cat. 4 – 5). L’iscrizione all’Albo nazionale gestori ambientali di cui all'articolo 212 del testo unico, è articolata in categorie in relazione alla specifica tipologia di attività:
Categoria 4: raccolta e trasporto di rifiuti speciali non pericolosi.
Categoria 5: raccolta e trasporto di rifiuti speciali pericolosi.
Ecco cosa prevedono invece le categorie 2 bis e 3 bis:
Categoria 2bis: produttori iniziali di rifiuti non pericolosi che effettuano operazioni di raccolta e trasporto dei propri rifiuti, nonché i produttori iniziali di rifiuti pericolosi che effettuano operazioni di raccolta e trasporto dei propri rifiuti pericolosi in quantità non eccedenti trenta chilogrammi o trenta litri al giorno di cui all’articolo 212, comma 8, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152.
Categoria 3bis: distributori e installatori di apparecchiature elettriche ed elettroniche (AEE), trasportatori di rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche in nome dei distributori, installatori e gestori dei centri di assistenza tecnica di tali apparecchiature di cui al decreto del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare di concerto con i Ministri dello sviluppo economico e della salute, 8 marzo 2010, n. 65.
Vorrei evidenziare un particolare che mi sembra piuttosto importante: una volta eliminato il gas contenuto all'interno del condizionatore, ci si trova di fronte ad un rifiuto RAEE. Con questa sigla si identificano tutti i rifiuti che provengono da apparecchiature che dipendono per il loro corretto funzionamento dall’energia elettrica. Si tratta di rottami tecnologici, ad esempio piccoli e grandi elettrodomestici, apparecchiature informatiche e per le telecomunicazioni, apparecchiature di consumo, di illuminazione, strumenti elettrici ed elettronici, ecc. La gestione dei RAEE segue una procedura semplificata rispetto a quella dei normali rifiuti, ma resta comunque obbligatoria l’iscrizione all’apposita sezione dell’Albo Nazionale Gestori Ambientali per le attività di raccolta e trasporto dei RAEE domestici. Per il trasporto di questi rifiuti è poi sufficiente un documento di trasporto compilato, datato e firmato, oltre ad un documento di autocertificazione attestante la provenienza domestica dell’oggetto. Relativamente ai RAEE dobbiamo fare riferimento alla categoria 3 bis che non prevede il limite dei 30 Kg.
A mio parere, il limite dei 30 Kg è un falso problema, giacché si tratta di un RAEE, quindi occorre fare riferimento alla categoria 3 bis che non prevede limiti di peso.



A quanto sembra potrebbe esserci la possibilità per la società di trasportare sino a 6000 chilogrammi naturalmente rispettando tutte le norme (mezzo di proprietà, preposto alla guida il titolare o un dipendente, e che l'attività non sia economicamente prevalente per poter cosi valutare la macchina (condizionatore)nella propria sede per poter essere riparata, migliorata rielaborata o smaltita? perché il limite di 30 chilogrammi diventerebbe un vero problema.

 

RISPOSTA

 

Trattandosi di un RAEE non si applica il limite dei 30 Kg.
Ad ogni modo, il limite dei 30 Kg lo si supera acquisendo le categorie 4 e/o 5 relative all'iscrizione all'albo dei gestori ambientali.
Il riferimento ai 6000 Kg?
Si tratta di un riferimento non inerente alla problematica “de quo”, relativo allo SCHEMA DI ATTESTAZIONE DELL’IDONEITA’ DEI VEICOLI/CARROZZERIE MOBILI REDATTA AI SENSI DELL’ART. 15, COMMA 3, LETTERA A), DEL D.M. 3 GIUGNO 2014, N. 120 ed inerente al “veicolo immatricolato ad uso proprio esegue trasporti funzionali all’attività dell’impresa come risulta dall’iscrizione al Registro delle Imprese (per i veicoli aventi massa complessiva fino a 6000 kg)”.
A mio parere, il riferimento a 6000 Kg ha ben poco a che vedere con la presente consulenza.



La seconda domanda è nello smontaggio che deve avvenire per un condizionatore che contiene gas r22 (condizionatore funzionante) ma che il cliente vuole sostituire in questo caso essendoci gas r22 ci sono limitazioni diverse dalla normale procedura o può avvenire per mano della società e se sì con quale modalità può trasportalo presso la propria sede?

 

RISPOSTA

 

Per il trasporto in sede del gas r22, la ditta deve chiedere gli appositi recipienti (bombole e fusti) idonei allo stoccaggio e al trasporto dei gas esausti, da rigenerare o da smaltire, contraddistinti dall’adeguata etichettatura conforme alla normativa, al trasportatore autorizzato al conferimento del rifiuto speciale pericoloso presso il centro di raccolta, dove saranno trattati così come previsto dal D. lgs. 152/06. Per il trasporto in discarica dovrà rivolgersi al trasportatore autorizzato. Nel caso si tratti di sostanze lesive per l’ozono, il Centro di Raccolta dovrà essere autorizzato ai sensi della legge 549/93.
Ci sono centri di raccolta autorizzati dal Ministero dell’ambiente, al recupero e smaltimento di rifiuti speciali pericolosi gas frigorigeni identificati con il codice CER 140601*.
Il gestore del centro di raccolta provvederà a consegnarvi i recipienti, nonché al trasporto per lo smaltimento presso il centro autorizzato.



Pongo l'ultima mia riflessione se la società esegue lo smontaggio di un condizionatore può anche decidere successivamente averlo ben controllato nella propria sede che lo stesso diventi un rifiuto e quindi può portarlo nella propria sede per le verifiche e decidere successivamente averlo visionato se lo stesso diventa un rifiuto e quindi procedere al regolare smaltimento?
Attendo vostre comunicazioni e ringrazio anticipatamente come sempre.

 

RISPOSTA

 

Sì, in questo caso potrà procedere al regolare smaltimento, trattandosi di un RAEE (una volta smaltito correttamente il gas refrigerante, ossia il rifiuto speciale pericoloso).
E' anche possibile raggruppare un certo numero di macchine presso la propria sede, per poi provvedere allo smaltimento in un secondo momento. In questo caso deve essere compilato e tenuto presso gli uffici uno schedario numerato progressivamente dal quale risultino il nominativo e l’indirizzo del consumatore e la tipologia di RAEE. Lo schedario va conservato per tre anni dalla data dell’ultima registrazione.
A disposizione per chiarimenti.
Cordiali saluti.

Fonti: