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Differenza tra diffamazione e ingiuria assenza dell'offeso che non può difendersi sul momento





Gentile avvocato, mi chiamo Eleonora, sono una ragazza universitaria e sono stata pubblicamente diffamata durante l'ultima assemblea condominiale, convocata per l'approvazione dei lavori straordinari del superbonus 110%.
Ho chiesto la parola per esprimere la mia contrarietà alla sottoscrizione del contratto di appalto, considerato che dall'anno prossimo la detrazione fiscale non sarà più del 110% e, all'improvviso sono stata interrotta da un altro condomino, quello che abita al piano interiore al mio, che mi ha apostrofata come di seguito esposto: “sei una puttana, pensa ad andare a letto con il tuo amante dell'ultimo piano e lasciaci fare il cappotto termico”.
Premesso che questa offesa al mio decoro ed alla mia integrità morale deve essere rispedita al mittente, perché non ho nessun amante, meno che mai all'ultimo piano del condominio, mi chiedo

a)se si tratta di diffamazione?
b)se posso procedere con querela penale per diffamazione?
c)entro quanti giorni, a pena di decadenza, la querela per diffamazione dovrà essere presentata?
d)se posso chiedere un risarcimento dei danni morali?
e)dopo quanto anni si prescrive il reato di diffamazione?

Il condomino non ha offeso soltanto me; ha diffamato anche il condomino dell'ultimo piano che era assente e che mi aveva delegato per esprimere voto contrario ai lavori, in suo nome e per suo conto.
Si tratta del mio professore universitario di biologia molecolare, un uomo sposato e con figli che non penso che abbia mai avuto un'amante … certamente non ho mai avuto una relazione affettiva con lui. Questo condomino dell'ultimo piano aveva soltanto la colpa di avermi delegata per esprimere un voto contrario, al momento della votazione in assemblea.

Mi chiedo questo condomino dell'ultimo piano, accusato di essere il mio amante, possa anche lui procedere con querela penale per diffamazione, ai sensi dell'articolo 595 del codice penale.
Grazie avvocato!

RISPOSTA

Attenzione perché l'assenza dell'offeso al momento della diffamazione, è un elemento costitutivo del reato di cui all'articolo 595 del codice penale; anzi, l'assenza dell'offeso al momento della dichiarazione lesiva per la sua reputazione, è l'effettivo discrimine tra il reato di diffamazione e la fattispecie depenalizzata del reato di ingiuria, di cui al precedente articolo 594 del codice penale.

Il reato di diffamazione si configura in presenza di tre elementi oggettivamente riscontrabili: l’assenza dell’offeso al momento della diffamazione; questo requisito lo si deduce implicitamente dall’inciso “fuori dei casi indicati dall’articolo precedente (ingiuria)” indicato nell’art. 595 del codice penale.

Si configura diffamazione anche se l'offeso è presente, in caso di impossibilità per la persona offesa di percepire direttamente l’addebito diffamatorio per il quale non può difendersi o ritorcere l’offesa nell’immediato; oppure l'offeso, pur essendo presente, non è in condizione di esprimersi, per difendere il proprio onore. L'unica eccezione giurisprudenziale al principio dell'assenza dell'offeso al momento della diffamazione è “l'invio di e-mail a contenuto offensivo anche nell'eventualità in cui tra i destinatari del messaggio di posta elettronica ci sia la persona offesa” (Cassazione penale, Sez. V, sentenza del 04/03/2021, n. 13252).

Il reato di diffamazione è stato da sempre considerato più grave dell'ingiuria, proprio perché il diffamato, al contrario dell'ingiuriato, non può difendersi sul momento, in quanto assente oppure oggettivamente impedito a controbattere.

Tanto premesso, il condomino dell'ultimo piano, essendo assente all'assemblea condominiale, può presentare querela per diffamazione, entro tre mesi dal giorno della notizia del fatto che costituisce il reato, ai sensi dell'articolo 124 del codice penale.

Il reato si prescrive dopo sei anni, ai sensi dell'articolo 157 del codice penale, essendo la pena massima edittale prevista per la diffamazione, inferiore appunto a sei anni: “la prescrizione estingue il reato decorso il tempo corrispondente al massimo della pena edittale stabilita dalla legge e comunque un tempo non inferiore a sei anni se si tratta di delitto”.

Il diffamato può chiedere un risarcimento dei danni morali, ai sensi dell'articolo 2059 del codice civile.
Il risarcimento dei danni morali può essere anche chiesto direttamente all'autorità giudiziaria civile, entro i termini di prescrizione di cui all'articolo 2947 III comma del codice civile: “In ogni caso, se il fatto è considerato dalla legge come reato e per il reato è stabilita una prescrizione più lunga, questa si applica anche all'azione civile”.

Cosa potresti fare invece tu, considerato che eri presente al momento della dichiarazione lesiva della tua reputazione?
Il reato di ingiuria è stato depenalizzato dal decreto legislativo n. 7/2016, pertanto ti consiglio di procedere con richiesta di risarcimento dei danni morali all'autorità giudiziaria civile (giudice di pace oppure tribunale civile, a seconda del valore del risarcimento richiesto).
Oltre a versare un risarcimento in tuo favore, questo condomino che ti ha apostrofata in quel modo, sarà condannato ad una sanzione pecuniaria civile (multa) da 100 euro a 8.000 euro da versare alla cassa delle ammende. Se l’offesa consiste nell’attribuzione di un fatto determinato oppure se il fatto è commesso in presenza di più persone, la sanzione va da 200 euro a 12.000 euro.

A disposizione per chiarimenti.
Cordiali saluti.

Fonti: