Truffa colloquio di lavoro con prestigioso ente che eroga formazione





Buongiorno,
Sono stato contattato su Linkedin da un sedicente Direttore (siriano) di un prestigioso ente che eroga formazione con sede a Londra e che sta aprendo una filiale a Milano per un colloquio per delle posizioni, fra cui quella di traduttore arabo-inglese. Ho inviato a quella persona, oltre al mio indirizzo mail, anche il mio CV. Ieri mi sono presentato all'appuntamento online per il colloquio ma non si è presentato nessuno. A questo punto ho cercato su Google riscontro della possibilità di una truffa in merito a questo ente, e dopo una ricerca approfondita, ne ho avuto conferma. Sembra trattarsi di un'attività di copertura di operazioni di riciclaggio poste in essere da una donna siriana. Non ho firmato alcun contratto né comunicato i miei dati bancari. Hanno in mano il mio CV con il mio indirizzo di residenza e domicilio e il mio numero di telefono e il mio indirizzo mail. Posso finire coinvolto per questi motivi in situazioni spiacevoli o penalmente rilevanti?

Grazie.

RISPOSTA

Puoi stare tranquillo, non rischi nulla né dal punto di vista penale né da quello civile, sulla base di quanto mi hai raccontato nella tua email.
Ti spiego perché in modo chiaro.
Tu hai semplicemente risposto a un'offerta di lavoro, inviando il tuo CV e i tuoi recapiti, senza firmare alcun contratto, senza comunicare coordinate bancarie e senza svolgere nemmeno un minuto di attività per questo ente. Non si è nemmeno svolto il colloquio, perché dall'altra parte nessuno si è collegato.
Il diritto penale si basa sul principio di responsabilità personale (art. 27 Costituzione): per essere coinvolto in un reato (come il riciclaggio) devi aver tenuto un comportamento attivo e consapevole finalizzato a commetterlo o a favorirlo. L'invio di un CV in buona fede a un sedicente datore di lavoro, per quanto questo possa poi rivelarsi una copertura per attività illecite, non integra alcun reato né fa scattare una responsabilità penale a tuo carico. Non hai mai messo a disposizione la tua professionalità per operazioni sospette né hai mai accettato di partecipare a qualcosa di illecito.
I tuoi dati personali (nome, indirizzo, telefono, email, percorso professionale) sono in mano a questi soggetti, ma questo ti espone al massimo a un rischio di utilizzo fraudolento dei dati stessi (furto d'identità, tentativi di phishing, ecc.). In quel caso, però, saresti vittima e non responsabile di alcunché. Se notassi in futuro un uso anomalo dei tuoi dati - ad esempio contratti o account aperti a tuo nome senza il tuo consenso - potrai (e dovresti) sporgere denuncia penale alla polizia postale, ma la tua posizione resterebbe quella di persona offesa e non di indagato.
Non hai alcun obbligo giuridico di segnalare la vicenda alle autorità, vista la tua totale estraneità ai fatti illeciti. Tuttavia, se vuoi contribuire a fermare queste attività, puoi valutare di inoltrare una segnalazione alla Polizia Postale, allegando i link che hai trovato e spiegando l'accaduto, ma è una tua libera scelta, non un dovere.

In sintesi:
a)Non hai commesso alcun reato.
b)Non sei indagato né lo diventerai per questa storia.
c)Non sei vincolato contrattualmente in alcun modo.
d)I tuoi dati potrebbero essere usati illecitamente da terzi, ma in quel caso la tutela sarà a tuo favore.
Tieni solo monitorata la situazione per eventuali usi anomali della tua identità e conserva traccia di queste comunicazioni (i messaggi su Linkedin, le mail inviate, i link che mi hai girato) per qualsiasi evenienza futura.
A disposizione per chiarimenti.
Cordiali saluti.

Fonti:

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