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Scritto da Bruno Giuseppe, Avvocato

Diffamazione su Facebook conviene accettare la transazione?





Ho ricevuto la lettera di un avvocato, in nome e per conto di un noto giornalista televisivo e radiofonico che ho diffamato con un post su Facebook; gli ho dato semplicemente del pagliaccio mediatico.
Nella lettera di diffida, l'avvocato mi chiede innanzitutto di eliminare il post diffamatorio, di scrivere un’e-mail di scuse nei confronti del suo assistito, nonché di effettuare un bonifico di 1000 euro per il suo intervento professionale sul suo conto corrente. In cambio di tutto ciò il suo assistito rinuncerebbe a qualsiasi richiesta di risarcimento dei danni morali.
L'avvocato ha allegato il testo della querela per diffamazione ex art. 595 del codice penale che è stata già presentata in procura della Repubblica ma che, in caso di accordo transattivo, sarebbe oggetto di remissione da parte del querelante, ai sensi dell'articolo 152 del codice penale.
Mi conviene accettare la proposta transattiva e chiedere ufficialmente scusa?
Mi conviene pagare il compenso per l'avvocato del noto giornalista?
Se fossi condannato per diffamazione, a quanto potrebbe ammontare il risarcimento danni?

RISPOSTA

Sì, ti conviene eliminare il post che hai messo su Facebook, chiedere scusa al noto giornalista con un'apposita e-mail, ma soprattutto ti conviene pagare il compenso per il suo avvocato pari a 1.000 euro, poiché una condanna al risarcimento per i danni morali cagionati dal post diffamatorio sarebbe certamente superiore a quell'importo.
Quale potrebbe essere l'importo del risarcimento danni per una diffamazione sul web?
Sicuramente non meno di 5.000 euro, oltre alla condanna alle spese legali.
Considera che se l'offesa / diffamazione ha scarsa risonanza mediatica, il risarcimento generalmente non può essere superiore a 2.500 euro (Tribunale civile Avellino sentenza n. 138 del 29 gennaio 2025).
In questo caso tuttavia, stante la notorietà del giornalista, il risarcimento danni si aggirerebbe tra 5.000 euro e 7.000 euro.
In alcuni casi il risarcimento potrebbe anche arrivare a 15.000 euro, ad esempio in caso di diffamazione ad un appartenente alle forze dell'ordine che ha ricevuto offese gravissime sul web (Tribunale di Vicenza con la sentenza n. 1673/2020).
In caso di campagna denigratoria sui social, ripetuta e protratta nel tempo contro, il risarcimento potrebbe essere quantificato anche in 50.000 euro. Se la denigrazione è dettata da odio razziale, religioso, politico, il risarcimento potrebbe anche superare questa somma già importante.
Per quanto la prassi dei personaggi pubblici di chiedere un risarcimento danni a perfetti sconosciuti che hanno pubblicato offese nei loro confronti sul web, in alcuni casi possa persino sembrare eccessiva secondo l'opinione comune, ti consiglio di accettare questa proposta transattiva, versando l'importo richiesto pari a 1.000 euro all'avvocato e chiedendo la trasmissione dell'atto di remissione della querela, una volta che avrai accettato le loro condizioni.
A disposizione per chiarimenti.
Cordiali saluti.

Fonti:

  • Art. 595 e 152 del codice penale
 

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