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- Scritto da Bruno Giuseppe, Avvocato
Concorso nel reato uccisione di animali
Egr. avvocato, mangiare un gatto è reato?
Mi riferisco ovviamente al nostro paese, consapevole che all'estero, in altri paesi, mangiare un gatto non è reato.
Le chiedo di rispondere in riferimento a queste tre situazioni che si potrebbero verificare:
1)Tizio viene invitato a cena da alcuni amici. Gli offrono da mangiare porzioni di gatto arrostito senza che lui ne abbia consapevolezza. Tizio dopo avere assaggiato il gatto chiede di cosa si tratta. Gli rispondono che è carne di gatto, ma Tizio continua a mangiarla, senza sollevare eccezioni.
2)Tizio si mette d'accordo con i suoi amici Caio e Mevio per una cena a base di carne di gatto. Tizio e Caio incaricano Mevio di ammazzare due o tre gatti: sarà poi Caio a cucinarli.
Tizio ha commesso un reato?
3)Tizio ammazza un gatto per poi cucinarlo e mangiarlo.
4)Tizio alleva gatti in condizioni insopportabili per le caratteristiche etologiche dell'animale, per poi ammazzarli e cucinarli.
Per quali reati risponde Tizio in questi quattro esempi?
RISPOSTA
I reati che si possono configurare in caso di uccisione di un gatto a scopo alimentare, per la successiva macellazione (la macellazione “casalinga” del gatto è vietata anche dal punto di vista sanitario) sono i seguenti:
Uccisione di animali di cui all'articolo 544-bis del codice penale: non vi è infatti alcuna necessità di uccidere un animale d'affezione per scopo alimentare.
Maltrattamento di animali di cui all'articolo 544-ter del codice penale: questo reato è punito con la reclusione da sei mesi a due anni e con la multa da 5.000 a 30.000 euro.
Di per sé, mangiare un gatto non configura reato nemmeno in Italia, ma dobbiamo considerare il caso di colui che si siede a tavola per mangiare questa tipologia di carne, avendo partecipato quanto meno moralmente alla sua uccisione, istigandola oppure determinando o rafforzando la volontà criminosa di chi ha materialmente ammazzato il gatto. In questo caso risponderebbe di concorso nel reato di uccisione di animali, secondo gli articoli 110 e seguenti del codice penale.
Fatta questa premessa esaminiamo i quattro esempi:
nell'esempio n. 1, Tizio non commette alcun reato perché si limita a mangiare il gatto senza minimamente fornire una partecipazione morale alla sua uccisione da parte dei suoi amici, non essendo stato coinvolto nella programmazione ed esecuzione del reato.
Non commette reato nemmeno quando continua a mangiare il gatto nella piena consapevolezza che si tratta proprio di un gatto … avendolo saputo dagli altri commensali.
Nell'esempio n. 2 Tizio risponderà in concorso con Caio e Mevio dell'uccisione del gatto, avendo fornito una partecipazione morale alla commissione del reato.
I tre amici hanno infatti programmato l'uccisione del gatto, stabilendo addirittura i ruoli che ciascuno avrebbe avuto fino al momento della consumazione a cena.
Nell'esempio n. 3 Tizio risponderà del reato di uccisione di animali d'affezione.
Nell'esempio n. 4 Tizio, oltre a rispondere del reato di uccisione di animale, sarà perseguito e condannato anche per il reato di maltrattamento di animali di cui all'articolo 544-ter del codice penale.
A disposizione per chiarimenti.
Cordiali saluti.
Fonti:
- Art. 544-bis del codice penale