Agente polizia locale chiede ad una ragazza il numero di cellulare durante un controllo





Gentile avvocato, sono una ragazza di 21 anni e vorrei denunziare un agente di polizia municipale che ieri mi ha fermato ad un posto di controllo mentre ero alla guida della mia automobile.
Mi ha fatto notare che il parabrezza della mia vettura era rigato e che per una simile irregolarità avrebbe dovuto procedere con il verbale di contestazione.
Poi ha iniziato a chiedermi dove ero diretta, per quale motivo, qual è il mio lavoro etc etc … alla fine mi ha chiesto il numero di telefono cellulare e una volta che l'ha ottenuto, mi ha restituito patente e libretto e mi ha dato via libera, dicendomi “puoi andare, tutto ok …”.
Penso di essere stata vittima di un sopruso, perché il vigile non avrebbe potuto né dovuto chiedermi il numero di cellulare anziché i miei indirizzi social, mentre era in servizio, dopo avermi fatto notare che rischiavo una multa per il parabrezzo rigato!
Vorrei presentare una denunzia penale presso la Procura della Repubblica, ma vorrei capire quale reato ha commesso il vigile.
Grazie avvocato, resto in attesa della sua consulenza.

RISPOSTA

L'agente di polizia locale ha commesso il reato di induzione indebita a dare o promettere utilità, punito dall'articolo 319-quater del codice penale: “il pubblico ufficiale o l'incaricato di pubblico servizio che, abusando della sua qualità o dei suoi poteri, induce taluno a dare o a promettere indebitamente, a lui o a un terzo, denaro o altra utilità è punito con la reclusione da sei anni a dieci anni e sei mesi”. Oltre alla condanna alla reclusione, il vigile rischia l'interdizione dai pubblici uffici.
Secondo la Corte di Cassazione, VI sezione penale, sentenza 25 giugno 2026, n. 23596, ai fini della configurabilità del reato di induzione indebita a dare o promettere utilità, il concetto di "utilità" comprende qualsiasi vantaggio per la persona, materiale o morale, patrimoniale o non patrimoniale, oggettivamente apprezzabile, ivi compresa la creazione di un rapporto personale con la vittima perseguita dal pubblico agente attraverso l'acquisizione dei contatti della stessa.
E' irrilevante ai fini della configurazione del reato, il fatto che il vigile non ti abbia ancora contattato sul tuo cellulare, perché ad essere rilevante è la funzione strumentale del numero di cellulare all'instaurazione di una relazione personale con la persona offesa, indotta a tale comportamento dalla posizione di soggezione determinata dall'abuso della qualità del pubblico agente.
Il vigile non ha invece commesso il reato di omissione di atti d'ufficio, perché se è vero che avrebbe dovuto elevare la contravvenzione per il parabrezza rigato, è anche vero che non si tratta di atto che deve essere compiuto senza ritardo per ragioni di giustizia, sicurezza pubblica, ordine pubblico, igiene e sanità, come previsto dall'articolo 328, comma 1, del codice penale.
A disposizione per chiarimenti.
Cordiali saluti.

Fonti:

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