Contribuzione spese casa di riposo della zio





Buongiorno ho bisogno del vs. parere legale con riferimento ad uno zio in casa di riposo.
1)Lo zio (celibe) fratello di mio padre, che è deceduto ancora nel 1976, è stato ricoverato (senza chiedere parere a nessuno dei nipoti) in casa di riposo dai due fratelli ancora in vita (fratello e sorella) pagando una retta di circa euro 3000,00 al mese. Lo zio prende di pensione circa euro 500,00 al mese (così di hanno riferito gli zii) ha due appartamenti di proprietà (molto vecchi e maltenuti) e quasi nulla soldi da parte circa 10.000,00 euro.
Premesso che uno dei due zii (il fratello) è anche tutore legale in quanto lo zio in casa di riposo si era messo a cedere in regalo le proprie proprietà (terreni agricoli) e quindi così è stato fermato e non ha più potuto vendere (regalando). Per di più lo zio in casa di riposo ha ereditato da una sorella (nubile) deceduta nel 2009 circa 35.000,00 euro che il fratello tutore dice di non sapere dove siano stati depositati e se ci siano ancora.
Ora i due fratelli in vita chiedono a me, mio fratello, mia madre ed altri cugini la divisione in parti uguali delle spese presso casa di riposto. In base all'art. 433 del codice civile mi sembra di capire che gli unici obbligati siano i fratelli ancora in vita, quando lo zio ha terminato le proprie sussistenze di proprietà.
Esatto?

2) Oppure per non essere obbligata devo rinunciare all'eredità e quindi al mantenimento attuale?

Attendo una sua gentile risposta. Cordiali saluti

RISPOSTA



1) Esatto.
L'articolo 433 del codice civile prevede un ordine di soggetti obbligati al mantenimento del parente in istato di bisogno.
I nipoti rispondono dell'obbligo “alimentare” soltanto in assenza di altri soggetti elencati in via prioritaria dalla norma di legge. Tra le altre cose, nel vostro caso, si tratta di nipoti collaterali e non di nipoti diretti!
I nipoti collaterali non sono affatto citati dall'articolo 433 del codice civile!
La richiesta di compartecipazione alle spese quindi, è assolutamente infondata in fatto ed in diritto. Confermo pertanto quello che hai scritto.
Non siete tenuti a partecipare alle spese in questione.
Non siete nemmeno tenuti a rispondere al fratello ancora in vita dello zio.

2) Non è possibile rinunciare all'eredità prima della morte del “de cuius”.
Un'eventuale rinuncia all'eredità, posta in essere prima della morte del “de cuius” sarebbe nulla ai sensi dell'articolo 458 del codice civile, secondo periodo, norma in materia di divieto di patti successori.
Art. 458 del codice civile- Divieto di patti successori.
Fatto salvo quanto disposto dagli articoli 768-bis e seguenti, è nulla ogni convenzione con cui taluno dispone della propria successione. È del pari nullo ogni atto col quale taluno dispone dei diritti che gli possono spettare su una successione non ancora aperta, o rinunzia ai medesimi .


Mi piace essere concreto … ecco come dovrebbe svolgersi il tutto nel rispetto della legge …
Il tutore presenta annualmente un rendiconto al giudice tutelare, indicando le entrate e le spese (con tanto di fatture-scontrino di spesa).
Se alla morte del “de cuius”, le spese saranno superiori alle entrate per euro 10.000 (faccio un esempio), prima di dividere l'asse ereditario del “de cuius”, il fratello creditore preleverà dall'eredità la somma di 10.000 euro, trattandosi di un debito dell'asse ereditario.
Dopo di che si procederà alla definizione delle quote di eredità spettanti a tutti gli eredi!

Sempre che le spese siano superiori alle entrate …
Se i beni immobili saranno venduti “bene” e non regalati, difficilmente le spese supereranno le entrate …
Ad ogni modo, affronterete questa problematica di tipo contabile, successivamente alla morte dello zio, ossia al momento della divisione dell'asse ereditario. In quel momento non sarete certamente obbligati a rinunciare all'eredità.
Non dovete rinunciare all'eredità né adesso né successivamente alla morte dello zio.

A disposizione per chiarimenti.

Cordiali saluti.

Fonti: