Revoca mantenimento figlia maggiorenne che inizia stabile convivenza con il fidanzato





PREMESSE: a) sono un genitore divorziato da una quindicina di anni. Mi sono poi civilmente risposato.
b) dal primo matrimonio ho avuto 2 figli c) ho regolarmente provveduto al loro mantenimento fissato dal tribunale (studi compresi) SITUAZIONE IN OGGETTO:
a) la figlia di 28 anni, si sta laureando. Non ha ancora un lavoro indipendente.
b) ha deciso da circa un anno di andare a vivere, in un appartamento in affitto, con il suo compagno che lavora presso un centro commerciale da più di tre anni con contratto a tempo indeterminato quindi autosufficiente.

DOMANDA:
a) devo continuare a pagare il mantenimento alla figlia?
b) è il compagno che deve provvedere ora alle sue necessità ?

Vi chiedo, nella vostra risposta, di far riferimenti concreti a leggi in essere o a precedenti sentenze alle quali posso far riferimento diversamente ritenete nulla la mia richiesta. Resto in attesa Grazie della vostra gentile attenzione

RISPOSTA



Per rispondere alla tua richiesta di consulenza, dobbiamo fare riferimento alle argomentazioni giuridiche contenute nelle sentenze della Cassazione n. 1830/2011 e n. 24498/2006, considerato che la norma di legge in materia di mantenimento del figlio maggiorenne (articolo 337 septies del codice civile) è abbastanza laconica.

Articolo 337 septies del codice civile
Il giudice, valutate le circostanze, può disporre in favore dei figli maggiorenni non indipendenti economicamente il pagamento di un assegno periodico. Tale assegno, salvo diversa determinazione del giudice, è versato direttamente all'avente diritto.

Secondo le predette sentenze della Cassazione non rileva, ai fini dell’esclusione dell’assegno di mantenimento in favore della prole, la costituzione di un nucleo familiare, salvo che non si tratti “di una nuova entità familiare autonoma e finanziariamente indipendente” a seguito di matrimonio oppure a seguito dell'instaurarsi di una stabile convivenza in altro autonomo nucleo familiare.

DOMANDA: tua figlia insieme al suo compagno, hanno formato una nuova entità autonoma e finanziariamente indipendente ? Tutto ciò a prescindere dalla circostanza se hanno contratto o meno matrimonio civile o concordatario.

La giurisprudenza di Cassazione prevede alcuni casi in cui il diritto al mantenimento del figlio maggiorenne viene meno, e precisamente:
- Quando il figlio non sia in grado di provvedere alle proprie esigenze per colpa;
- Quando il figlio non si ponga in condizione o rifiuti di procurarsi un proprio reddito, mediante l’espletamento di attività lavorativa;
- Quando il figlio viva in altri nuclei famigliari o comunitari, o abbia raggiunto un’età tale da far presumere la sua capacità di provvedere a sé stesso.

Tanto premesso, la convivenza instauratasi tra i due ragazzi è connotata da un minimo di ufficialità giuridica?
Tua figlia ha spostato la sua residenza presso l'abitazione presa in locazione dal compagno ? Il contratto di locazione è intestato anche a tua figlia?
Hanno forse stipulato una convenzione di convivenza? I contratti di convivenza sono accordi con cui la coppia definisce le regole della propria convivenza, attraverso la regolamentazione dei rapporti patrimoniali della stessa ed alcuni limitati aspetti dei rapporti personali (ad es. la designazione dell'amministratore di sostegno). L’accordo può essere usato anche per disciplinare le conseguenze patrimoniali della cessazione della convivenza.
I ragazzi hanno dichiarato quanto meno all'ufficiale di anagrafe e di stato civile di risiedere in convivenza anagrafica, legati da un vincolo di affetto?

Oppure tua figlia risulta ancora residente presso la ex casa familiare, insieme a sua madre?!

Se è vero che il matrimonio del figlio non esclude in automatico il suo diritto ad essere mantenuto dai genitori, in quanto occorre la prova dell’intervenuta indipendenza economica anche attraverso il lavoro svolto dal coniuge, è anche vero che una convivenza potrebbe escludere l'assegno di mantenimento, se di carattere stabile ed autonoma finanziariamente.

Mi eccepirai: allora mia figlia potrebbe in mala fede mantenere la residenza presso l'ex casa familiare, per continuare a percepire il mantenimento dal padre?!
In tal caso, dovresti rivolgerti ad un'agenzia di investigazioni private, per dimostrare la stabilità e l'indipendenza economica della convivenza intrapresa da tua figlia!
Ad ogni modo, la cessazione dell'obbligo di mantenimento in favore della figlia maggiorenne, dovrà essere decretata dal giudice del tribunale civile; ti consiglio di ricorrere al giudice del tribunale civile, soltanto nel caso in cui si tratti di convivenza connotata da una certa ufficialità di natura giuridica.
La corresponsione dell'assegno non può essere interrotta di tua iniziativa, unilateralmente, in nessun caso.

A disposizione per chiarimenti – approfondimenti.

Cordiali saluti.

Fonti: