Banca deve sbloccare conto corrente cointestato al “de cuius”, esposto Banca d'Italia e garante concorrenza e mercato





Buonasera il mio quesito è: esistono dei tempi fissati dalla legge entro cui un istituto di credito, ottenuta tutta la documentazione relativa alla successione di un defunto, deve sbloccare il conto corrente ed i titoli azionari dello stesso in favore degli eredi?
Qualora gli eredi rappresentino il carattere di urgenza, dovendo rientrare nelle città dove vivono per lavoro o altro, può la banca continuare a fare finta di niente e lasciare che il tempo trascorra infruttuosamente? Come posso io fare valere i miei diritti di fronte a questa situazione?
A chi posso e devo rivolgermi? Grazie anticipatamente

 

RISPOSTA



Al momento della morte dell'intestatario ovvero del cointestatario del conto corrente, occorre innanzitutto comunicare il decesso alla banca presso la quale è stato aperto il conto corrente. Oltre al certificato di morte, è necessario presentare alla banca:

• Atto di notorietà o dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà (quest'ultima è una dichiarazione resa e sottoscritta dall'interessato, con cui si attestano le circostanze della successione ereditaria; la sottoscrizione è autenticata dal cancelliere del Tribunale o dal notaio o da segretario comunale;
• Copia conforme del verbale di pubblicazione o di attivazione del testamento, nell’ipotesi vi sia testamento;
• Dichiarazione di successione presentata
all’Agenzia delle Entrate territorialmente competente, all’interno della quale deve essere indicato anche il saldo del conto corrente bancario, alla data dell'apertura della successione.

La banca deve sbloccare il conto corrente subito dopo il ricevimento della predetta documentazione, giacché non ci sarebbe alcun motivo per trattenere ulteriormente il denaro.
I costi del conto corrente, successivamente alla morte dell'intestatario dello stesso, continuano a gravare sugli eredi! L'ostracismo della banca pertanto, è privo di alcun fondamento giuridico!
Diciamo che il tempo trascorre infruttuosamente per gli eredi, ma fruttuosamente per la banca che continua a prelevare i costi mensili per la gestione del conto corrente bloccato alla morte del suo intestatario!!!
Consiglio di diffidare con raccomandata a/r e/o con pec la banca, all'immediata liquidazione delle somme di denaro accreditate sul conto corrente, giacché tutta la documentazione richiesta è stata regolarmente depositata, con l'espresso avvertimento che segnalerai l'ostracismo posto in essere dall'istituto di credito, alle autorità competenti.
In caso di mancato riscontro alla diffida, consiglio di inviare una segnalazione al Garante della concorrenza e del mercato ed un esposto alla Banca d'Italia:

Segnala on line – autorità garante della concorrenza e del mercato

Presentazione degli esposti – Banca d’Italia

Come precisato dalla Corte di Cassazione, sez. VI Civile – 2, ordinanza 21 settembre – 20 novembre 2017, n. 27417, la banca non può opporsi alla liquidazione della somma caduta in successione, eccependo il mancato assenso degli altri coeredi.

Infine, l'ultimo strumento giuridico da azionare è l'atto di citazione al tribunale civile, ai sensi dell'articolo 1772 I comma del codice civile, notificato alla banca al fine di instaurare un processo ordinario di cognizione, con richiesta di liquidazione delle somme oggetto di contenzioso, con gli interessi legali ed il risarcimento del danno cagionato fino al dì della sentenza.

Art. 1771 del codice civile - Richiesta di restituzione e obbligo di ritirare la cosa.
Il depositario deve restituire la cosa appena il depositante la richiede, salvo che sia convenuto un termine nell'interesse del depositario.
Il depositario può richiedere in qualunque tempo che il depositante riprenda la cosa, salvo che sia convenuto un termine nell'interesse del depositante. Anche se non è stato convenuto un termine, il giudice può concedere al depositante un termine congruo per ricevere la cosa.

Art. 1772 del codice civile - Pluralità di depositanti e di depositari.
Se più sono i depositanti di una cosa ed essi non si accordano circa la restituzione, questa deve farsi secondo le modalità stabilite dall'autorità giudiziaria.
La stessa norma si applica quando a un solo depositante succedono più eredi, se la cosa non è divisibile.
Se più sono i depositari, il depositante ha facoltà di chiedere la restituzione a quello tra essi che detiene la cosa. Questi deve darne pronta notizia agli altri.


A disposizione per chiarimenti.

Cordiali saluti.

Fonti: