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Richiesta rimborso prestito personale ad un amico





Salve, nel corso del 2008 diedi del denaro a un amico consulente finanziario per una migliore remunerazione del capitale. Il tutto è tracciato da bonifici e assegni.
L'accordo non scritto era, comunque, che i soldi dovevano rimanere in prodotti finanziari sicuri e non rischiosi. Di fatto l'investimento si è rivelato fallace, il soggetto era impelagato in una catena di prestiti con vari amici e familiari, ad oggi mi ha restituito solo una parte dei soldi, con un ultimo versamento "RIMBORSO PRESTITO PERSONALE" sul mio conto bancario nel novembre 2013, quindi, sono passati più di 6 anni dall'ultimo pagamento.

 

RISPOSTA



La prescrizione del diritto di credito è decennale, ai sensi dell'articolo 2946 del codice civile. Sei ancora nei termini per agire nei confronti del tuo debitore.
Una domanda: il bonifico avente causale “rimborso prestito personale” è partito da un conto corrente bancario intestato al tuo amico, a sua moglie ovvero cointestato ad entrambi?
Ritengo che il bonifico sia partito dal conto corrente intestato alla moglie, giusto?



Il residuo netto che mi deve (senza interessi) è di circa 9.000 Euro. Da precisare ancora che il conto bancario di riferimento era quello intestato alla moglie, pertanto, la persona a cui o dato i soldi è la moglie non lui personalmente.

 

RISPOSTA



Il contratto di mutuo (prestito) è un contratto reale, ossia un contratto che si perfeziona semplicemente con la dazione del denaro, senza che sia indispensabile/necessario un contratto redatto per iscritto.
Di conseguenza, il tuo bonifico effettuato nel 2009 ed il bonifico avente causale “rimborso prestito personale” costituiscono prove sufficienti per dimostrare al giudice del tribunale civile, il tuo diritto di agire esecutivamente nei confronti del debitore.



Vorrei capire se è possibile agire legalmente per riavere i soldi dalla moglie. Inoltre, altra informazione, se vi è utile, la residenza del signor XXXX è a xxxxxxxx (RM), mentre, io risiedo a xxxxxxxx. Grazie

 

RISPOSTA



Certamente sì, con atto di citazione al tribunale civile della residenza del debitore.
Sì, è possibile agire direttamente nei confronti della moglie.
Resto in attesa di riscontro alla suindicata richiesta di chiarimenti, per concludere la presente consulenza.
A disposizione per chiarimenti.
Cordiali saluti.

Fonti: