Divisione amichevole di un immobile in comunione indivisa tra germani





Con atto di vendita in data 05/07/1983, notaio E.R., i germani P. R. e P. C. acquistano in comune e pro indiviso per la quota di ½ ciascuno, il diritto di piena proprietà sul piccolo appezzamento di terreno agricolo.
Con atto di divisione in data 26/04/1999, notaio: "(...) si stabilisce che il terreno sul quale i sottoscritti R. e C. P. hanno successivamente edificato l'intero fabbricato, in comune e indiviso in ragione di ½ (un mezzo) ciascuno (...)" "(...) che per gli stessi sottoscritti germani P., per attribuirsi ciascuno di loro porzioni distinte di detta massa di beni, intendono procedere a divisione amichevole della suddescritta massa tra di loro comune (…)"
Art. 5) "I condividenti restano sin d'ora immessi nel possesso legale delle porzioni come sopra rispettivamente attribuite loro di cui, da oggi, faranno propri i frutti e ne sopporteranno i relativi oneri.
La divisione segue e si intende accettata e fatta nello stato di fatto e di diritto in cui attualmente si trovano i cespiti in oggetto, ben noto ai condividenti che rinunziano ad ogni eccezione." Il 23/06/2008 con atto di citazione ai germani la proprietaria di un appezzamento di terreno confinante chiede la verifica dei confini.
Con sentenza di primo grado del 11/03/2020 il giudice esclude, come da richiesta, il germano P. R., che a seguito del precedente atto di divisione non è più confinante con l'attrice.
Decide che non c'è stato acquisizione di superficie ma sconfinamento (traslazione) sul terreno dell'attrice per ml 1,27 (superficie mq 19), per tutta la larghezza del fondo. A seguito della sentenza il terreno di mq 640, per lo sconfinamento (traslazione) e non acquisizione di maggiore superficie, diventa inferiore di ml -1,27 e di superficie mq – 19. Quindi il fabbricato centrale (villetta a schiera) risulta costruito non più centralmente essendo il terreno lato R. sempre mq 320 e quello di C. mq 301 (320 - 19)
La P. C. non possiede il 50% del terreno, come da atto notaio E.R. e successivo notaio L.
Può fare ricorso contro il germano R. e chiedere il risarcimento avendo la sentenza diminuito la superficie dell'appezzamento solo a carico della C. P.?

 

RISPOSTA

 

ASSOLUTAMENTE NO, NEL MODO PIU' ASSOLUTO NO!
NELL'ANNO 1999, I DUE GERMANI HANNO DIVISO LA PROPRIETA' IMMOBILIARE INDIVISO IN DUE PORZIONI DELIMINATE MATERIALMENTE.
NON A CASO, IL GERMANO R., COME DA SUA RICHIESTA, E' STATO ESTROMESSO DAL GIUDIZIO NON AVENDO ALCUN TITOLO PER ESSERE CONSIDERATO PARTE PROCESSUALE.
COSA SIGNIFICA ESSERE ESTROMESSO DAL GIUDIZIO CIVILE?
SIGNIFICA NON AVERE L'INTERESSE A RESISTERE IN GIUDIZIO, COME DA ARTICOLO 100 DEL CODICE DI PROCEDURA CIVILE: “Per proporre una domanda o per contraddire alla stessa è necessario avervi interesse”.
L'interesse ad agire oppure a resistere in giudizio è l'interesse a conseguire un'utilità oppure un vantaggio non ottenibile senza l'intervento del giudice. L'interesse deve essere personale, attuale ed infine, concreto. Se una parte viene estromessa dal processo civile … significa che non ha interesse a resistere … quindi significa che la sentenza di quel processo non potrà riguardarlo nemmeno in minima parte !!!

La sentenza ha forza di legge soltanto tra le parti nei confronti delle quali è stata emessa!
Le sentenze valgono ed esplicano effetti solo per le parti coinvolte nel processo.
Quando una sentenza passa in giudicato, il suo effetto più immediato è quello di obbligare le parti a osservare quanto deciso dal giudice. Si verificano quindi gli effetti del giudicato sostanziale, che sono quelli indicati dall'art. 2909 del codice civile, in base al quale "l'accertamento contenuto nella sentenza passata in giudicato fa stato a ogni effetto tra le parti, i loro eredi o aventi causa".
ATTENZIONE: … TRA LE PARTI, I LORO EREDI O AVENTI CAUSA!



Ci sono i termini legali per fare ricorso?

 

RISPOSTA

 

Assolutamente no, visto che R. è stato estromesso dal giudizio, stante la carenza dell'interesse a resistere.
La sentenza passata in giudicato non ha alcun effetto nei confronti di R., in quanto non è stata emessa nei suoi confronti!



Resto in attesa e colgo l'occasione per inviare cordiali saluti

 

RISPOSTA

 

Se mi posso permettere di darti un consiglio, ricorrere contro il germano R., significherebbe soltanto bruciare altro denaro in parcelle di avvocati e spese giudiziarie e vario titolo.
Gli effetti di quella sentenza non potrebbero in alcun modo essere azionati nei confronti di un soggetto che è stato estromesso dal processo per carenza di interesse a resistere, ai sensi dell'articolo 100 del codice di procedura civile.

A disposizione per chiarimenti.

Cordiali saluti.

Fonti: