Serie di contratti a tempo determinato per impedire pignoramento quinto dello stipendio





Sto pagando da 2 anni un pignoramento c/o terzi (il terzo è la ditta presso cui lavoro come dipendente). Non sono più proprietario di nulla a parte avere un lavoro come dipendente a tempo indeterminato. La mia domanda è la seguente: se dovessi dare le dimissioni dall'attuale ditta , il pignoramento cesserebbe dopo che il creditore ha incassato il quinto del mio TFR.

RISPOSTA

Esatto, confermo.
I limiti del pignoramento del Trattamento di Fine Rapporto sono individuati dall’articolo 545 del codice di procedura civile; per quanto attiene ai crediti di natura alimentare il limite è rappresentato da quanto autorizzato dal Presidente del Tribunale o dal giudice da questi delegato. Per quanto attiene ai crediti di altra natura il limite è rappresentato dalla misura del quinto.



Vorrei poi farmi riassumere dalla stessa ditta a tempo determinato con un contratto ad esempio a 6 mesi. Il creditore che è una finanziaria che ritirato il mio debito da una banca a questo punto dovrebbe ripresentare il precetto ed il pignoramento essendosi instaurato un nuovo contratto di assunzione stavolta però a tempo determinato.

RISPOSTA

Confermo al 100% la tua strategia di difesa dalle pretese del creditore.
Attenzione, perché il tuo creditore potrebbe anche pignorare il saldo del tuo conto corrente, sempre con la formula del pignoramento presso terzi.



Tutte le volte che questo contratto scadrà il creditore dovrà procedere con la stessa operazione affrontando perciò nuovi costi.

RISPOSTA

Sempre che il creditore non decida di pignorare il tuo conto corrente bancario o postale.
Per un lavoratore dipendente il pignoramento dei soldi depositati avverrà solo se la cifra sul conto corrente supera il triplo dell’ammontare dell’assegno sociale (1.381,26 euro). Il denaro che invece viene accreditato dopo la notifica di pignoramento può essere bloccato solo per un quinto. Dovresti anche evitare di avere un conto corrente intestato a te …



Tenga presente che il mio debito non riuscirò a pagarlo nemmeno se vivessi 100 anni (attualmente ne ho 60). Tutto ciò può funzionare da deterrente per il creditore e spingerlo a lasciare perdere dato che c'è il rischio che i costi da lui sostenuti possano non essere coperti dall'importo del mio quinto?

RISPOSTA

Sì, potrebbe fungere da deterrente … ma non dimentichiamo che il susseguirsi di contratti a tempo determinato ha un limite previsto dalla legge (Decreto Legislativo 15 giugno 2015, n. 81 - articoli 19-29).
La durata massima del contratto a tempo determinato è attualmente fissata in 12 mesi, con possibilità di estensione a 24 mesi, ma solo in presenza di almeno una delle seguenti condizioni (art. 19):
-esigenze temporanee e oggettive, estranee all'ordinaria attività;
-esigenze di sostituzione di altri lavoratori;
-esigenze connesse a incrementi temporanei, significativi e non programmabili, dell'attività ordinaria.
Il contratto a termine non può, quindi, avere una durata superiore a 24 mesi, comprensiva di proroghe o per successione di più contratti, fatte salve previsioni diverse dei contratti collettivi nazionali, territoriali o aziendali stipulati da associazioni sindacali comparativamente più rappresentative sul piano nazionale.
Il termine del contratto a tempo determinato può essere prorogato, con il consenso del lavoratore, solo quando la durata iniziale del contratto è inferiore a 24 mesi e, comunque, per un massimo di 4 volte nell'arco di 24 mesi, a prescindere dal numero dei contratti. Qualora il numero delle proroghe sia superiore, il contratto si trasforma in contratto a tempo indeterminato dalla data di decorrenza della quinta proroga (art. 21).



Tengo a precisare che il quinto attualmente pignorato ammonta a 400 € mensili. Grazie

RISPOSTA

La tua strategia ha un limite: quanto previsto dal decreto legislativo n. 81/2015, a proposito della durata massima del rapporto a termine e del numero massimo di proroghe.
Inoltre, sussisterebbe il rischio del pignoramento presso terzi del conto corrente intestato al debitore.
A disposizione per chiarimenti.
Cordiali saluti.

Fonti: