Criterio della dimensione dell'unità immobiliare sottostante ai fini posizionamento pannelli fotovoltaici





Risiedo in un condominio di 20 unità immobiliari suddivise in due blocchi, uno dei quali è costituito da 5 villette a schiera indipendenti ed aventi in comune con l'altro blocco solo le parti comuni.

RISPOSTA

Mi sembra pertanto di capire che si tratti di un condominio orizzontale.



Premesso che il tetto delle villette, di due falde esposte una a est e una a ovest, per regolamento condominiale era ed è parte comune e non è mai stata stabilita una ripartizione della superficie del tetto in funzione delle unità immobiliari verticalmente sottostanti, nel 2009 ho fatto richiesta di installazione dei pannelli solari e per l'acqua calda ottenendone l'approvazione deliberata in assemblea condominiale.
Oggi, avendo le villette a schiera richiesto (ad esclusione del sottoscritto che già aveva provveduto per proprio conto) l'installazione dell'impianto fotovoltaico in base alle agevolazioni del Superbonus 110%, l'appaltatore ha inviato un progetto di suddivisione del tetto nel quale si prevede che la superficie spettante a ciascun condomino per l'installazione dei pannelli solari sia equivalente alla dimensione dell'unità immobiliare sottostante o forse alla sua quota millesimale.

RISPOSTA

Si prevede il criterio della dimensione dell'unità immobiliare sottostante oppure il criterio delle tabelle millesimali? Il criterio della dimensione dell'unità immobiliare sottostante non è previsto né dalla legge, né dal regolamento condominiale!
Pertanto, un simile criterio “speciale” potrebbe essere adottato soltanto con l'unanimità di tutti i condomini interessati!
Il criterio delle tabelle millesimali fa riferimento ovviamente all'articolo 1123 del codice civile nonché agli articoli 1102 e 1103 del codice civile.
Art. 1123 del codice civile - Ripartizione delle spese.
Le spese necessarie per la conservazione e per il godimento delle parti comuni dell'edificio, per la prestazione dei servizi nell'interesse comune e per le innovazioni deliberate dalla maggioranza sono sostenute dai condomini in misura proporzionale al valore della proprietà di ciascuno, salvo diversa convenzione.
Se si tratta di cose destinate a servire i condomini in misura diversa, le spese sono ripartite in proporzione dell'uso che ciascuno può farne.
Qualora un edificio abbia più scale, cortili, lastrici solari, opere o impianti destinati a servire una parte dell'intero fabbricato, le spese relative alla loro manutenzione sono a carico del gruppo di condomini che ne trae utilità.
Art. 1102 del codice civile - Uso della cosa comune.
Ciascun partecipante può servirsi della cosa comune, purché non ne alteri la destinazione e non impedisca agli altri partecipanti di farne parimenti uso secondo il loro diritto. A tal fine può apportare a proprie spese le modificazioni necessarie per il miglior godimento della cosa.
Art. 1103 del codice civile - Disposizione della quota.
Ciascun partecipante può disporre del suo diritto e cedere ad altri il godimento della cosa nei limiti della sua quota.



Sta di fatto che, nel rispetto dell'art. 1102 in quanto a suo tempo il tetto era privo di ogni altra installazione, ho fatto installare tutti i pannelli sulla falda ovest e oggi, sulla base di quanto appena sopra specificato, potrei trovarmi nella condizione di doverli parzialmente rimuovere.

RISPOSTA

Assolutamente no!
Leggiamo con attenzione il comma 2 dell'articolo 1102 del codice civile: “il partecipante non può estendere il suo diritto sulla cosa comune in danno degli altri partecipanti, se non compie atti idonei a mutare il titolo del suo possesso”.
Sono stati posti in essere atti idonei a mutare il titolo del tuo possesso, ossia la tua richiesta presentata nel 2009 nonché la successiva delibera assembleare!
La delibera assembleare ha forse autorizzato i tuoi pannelli fotovoltaici “a termine”?
La delibera assembleare ha forse previsto la decadenza dell'autorizzazione in caso di presentazione di progetto da parte dell'intera compagine assembleare?
Non hanno un valido titolo giuridico per obbligarti a togliere parzialmente i pannelli fotovoltaici dal tetto comune, stante la precedente delibera di autorizzazione.



In sostanza il quesito è:
1) posso legittimamente oppormi all'eventuale rimozione e spostamento anche parziale dei miei pannelli?
2) in caso negativo, e trattandosi di una decisione dell'appaltatore senza che -a mio giudizio- ve ne siano i presupposti, a spese di chi ricadrebbero i costi? Rimango in attesa di vostro parere e invio cordiali saluti.

RISPOSTA

Puoi opporti, in ragione di una delibera autorizzatoria che non era né a termine né sotto condizione risolutiva.
I nuovi pannelli dovranno coesistere con quelli installati in precedenza: “prior in tempore, potior in iure”, "primo nel tempo, più forte in diritto".
A disposizione per chiarimenti.
Cordiali saluti.

Fonti: