Contratti di convivenza tra persone eterosessuali diritto alla pensione di reversibilità del convivente





Buongiorno avvocato.
Siamo una coppia eterosessuale convivente da più di 15 anni con un figlio di circa tre anni e mezzo. Ufficialmente dal maggio 2019 viviamo nella solita casa quindi solita residenza.
Essendo mono reddito mio figlio è a carico mio nella busta paga ma NON la mia compagna perché non sposati.
Svariate informazioni non eccessivamente chiare dicono che bisogna formalizzare/registrare nel comune di residenza la convivenza di fatto.

RISPOSTA

Non si tratta di un obbligo; dobbiamo capire se la coppia ha interesse oppure no, a formalizzare una convenzione di convivenza.
La legge numero 76 del 2016 prevede il contratto di convivenza. “I conviventi di fatto possono disciplinare i rapporti patrimoniali relativi alla loro vita in comune con la sottoscrizione di un contratto di convivenza”.
I conviventi che siano soltanto tali e non uniti da alcun vincolo di matrimonio, possono dunque disciplinare alcuni aspetti della loro vita in comune.
Gli aspetti non patrimoniali non possono essere oggetto di un contratto di convivenza e sono dunque esclusi da questa disciplina.



La mia domanda è:
Formalizzata o registrata la nostra convivenza di fatto all’anagrafe nel comune di residenza come famiglia etero sessuale, se un giorno venissi a mancare, facciamo gli scongiuri naturalmente, la mia compagna e mio figlio avranno diritto ad una reversibilità pensionistica?

RISPOSTA

Se la finalità del vostro contratto di convivenza, è quella di maturare il diritto della tua compagna e di tuo figlio alla pensione di reversibilità, purtroppo avete la recente giurisprudenza della Cassazione che rema contro le vostra volontà.
Mi riferisco all'ordinanza della Corte di Cassazione n. 8241 del 14 marzo 2022; l'oggetto è la configurabilità del diritto alla pensione di reversibilità a favore del partner di una relazione affettiva stabile e di lunga durata con persona dello stesso sesso, svoltasi e conclusasi, a causa del decesso dell'altro partner, prima dell'entrata in vigore della legge Cirinnà n. 76 del 2016, che ha regolamentato le unioni civili tra persone dello stesso sesso.
La Cassazione scrive: “il legislatore nel 2016 ha colmato la lacuna presente nell'ordinamento italiano e già segnalata dalla Corte Edu (sentenza Oliari c. Italia del 21 luglio 2015), riconoscendo piena tutela alle coppie omoaffettive che siano parti della "unione civile" - che si costituisce attraverso una dichiarazione effettuata davanti all'ufficiale di stato civile e alla presenza di due testimoni - alle quali è esteso il diritto ai trattamenti previdenziali, ai sensi della L. n. 76 del 2016, art. 1, comma 20”.
Ai fini della pensione spettante ai superstiti, la Corte di Cassazione ha equiparato la coppia coniugata eterosessuale, alla coppia omoaffettiva legata ufficialmente dall'Unione Civile.
La Corte di Cassazione non si è spinta oltre, ad esempio parificando la coppia coniugata con la coppia eterosessuale legata da una convenzione di convivenza.



La legge Cirinnà agevola solamente le unioni civili omosessuali nel caso di reversibilità pensionistica, oppure anche le coppie di convivenza di fatto eterosessuali come nel nostro caso?

RISPOSTA

La legge Cirinnà non si pronuncia in materia di pensione spettante ai superstiti; la parificazione è stata effettuata dall'attuale giurisprudenza della Corte di Cassazione.



Esistono sentenze a favore delle coppie di convivenza di fatto eterosessuali nei confronti dell'INPS per accedere alla reversibilità?

RISPOSTA

Abbiamo per il momento, soltanto sentenze sfavorevoli, come la sentenza della Cassazione Civile, Sezione lavoro, 3 novembre 2016, n. 22318: “Il convivente more uxorio non ha diritto alla pensione di reversibilità in quanto l’attuale sistema previdenziale non contempla siffatta previsione, né tale vuoto normativo contrasta con gli artt. 2, 3 e 117 Costituzione per violazione dei principi della Cedu perché la convivenza, non assimilabile al vincolo di coniugio ex art. 29 Costituzione, non comporta il necessario riconoscimento del trattamento pensionistico di riversibilità, che non appartiene certo ai diritti inviolabili dell’uomo presidiati dall’art. 2 Cost. e dalla Cedu, né concreta un effettivo rapporto giuridico la cui preesistenza è condizione per l’attribuzione del beneficio previdenziale”.
La normativa in materia di erogazione delle pensione ai superstiti, contenuta nell’art. 1, comma 41, della Legge 8 agosto 1995, n. 335 e s.m.i, non ci aiuta, perché non cita i conviventi.
La differenza tra coppia omosessuale, legata da Unione Civile e coppia eterosessuale, legata da una convenzione di convivenza, è evidente!
La coppia omoaffettiva non può contrarre matrimonio … non potrebbe legarsi più di quanto abbia già fatto con l'Unione Civile.
Questo discorso tuttavia, non sarebbe applicabile alle coppia eterosessuali legate da una semplice convenzione di convivenza, le quali potrebbero anche sposarsi, se lo desiderassero …



Ha per caso dei suggerimenti?
Cordialmente

RISPOSTA

La giurisprudenza è sempre in divenire, pertanto non escludo che tra qualche anno, possa aprirsi favorevolmente anche ai contratti di convivenza tra le coppie eterosessuali.
Quali tipologia di contratti di convivenza potrebbero essere parificata ai matrimoni, dalla giurisprudenza della Corte di Cassazione, ai fini della pensione di reversibilità?
Contratti di convivenza che hanno avuto durata di diversi anni (meglio se decenni), vigenti al momento del decesso di un convivente, con un grado di protezione e tutela equiparabile a quello matrimoniale (espressa previsione dell'assistenza morale e materiale, come accade per il matrimonio, ad esempio, tramite la previsione di un mantenimento, in caso di cessazione della convivenza).
Consiglio inoltre, di fare testamento, nominando erede universale la tua compagna, nel rispetto della quota di legittima spettante ai tuoi figli, a conferma del tuo prioritario intento di “protezione” della tua compagna.
A mio parere, dinanzi ad un contratto di convivenza così fortemente orientato alla protezione del compagno/compagna economicamente più debole, anche nella denegata ipotesi in cui la convivenza dovesse terminare, la giurisprudenza non potrebbe fare altro che estendere analogicamente il diritto alla pensione spettante ai superstiti, anche alla coppia legata dalla convenzione.
A disposizione per chiarimenti.
Cordiali saluti.

Fonti: