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Assistenza genitore se ha risparmi alla posta o in banca non è in istato di bisogno





Buongiorno, si espone in via preliminare la situazione relativa al genitore anziano e necessitante di assistenza:
GENITORE: uomo, età 92 anni, parzialmente autosufficiente e di salute precaria, vedovo, unico componente del nucleo familiare, pensionato, NON proprietario di immobili o di altri redditi;
FIGLIO 1: uomo, coniugato, nucleo familiare di due persone, lavoratore autonomo, moglie pensionata;
FIGLIO 2: donna, coniugata, nucleo familiare di due persone, casalinga non titolare di redditi, marito pensionato con necessità di assistenza continua.
Il genitore in oggetto necessita di assistenza continua, materiale ed economica, e questo ha creato divergenze e contrasti tra i due figli circa le modalità di sostentamento e cura del genitore e le modalità di ripartizione dei compiti e delle spese.

RISPOSTA

Le norme di legge di riferimento sono gli articoli 433 e seguenti del codice civile.
In particolare mi riferisco ai seguenti articoli del codice civile:
Art. 438 del codice civile. (Misura degli alimenti).
Gli alimenti possono essere chiesti solo da chi versa in istato di bisogno e non e' in grado di provvedere al proprio mantenimento.
Essi devono essere assegnati in proporzione del bisogno di chi li domanda e delle condizioni economiche di chi deve somministrarli. Non devono tuttavia superare quanto sia necessario per la vita dell'alimentando, avuto però riguardo alla sua posizione sociale.
Art. 441 del codice civile. (Concorso di obbligati).
Se piu' persone sono obbligate nello stesso grado alla prestazione degli alimenti, tutte devono concorrere alla prestazione stessa, ciascuna in proporzione delle proprie condizioni economiche.
Art. 443 del codice civile. (Modo di somministrazione degli alimenti).
Chi deve somministrare gli alimenti ha la scelta di adempiere questa obbligazione o mediante un assegno alimentare corrisposto in periodi anticipati, o accogliendo e mantenendo nella propria casa colui che vi ha diritto.
L'autorità giudiziaria può però, secondo le circostanze, determinare il modo di somministrazione.



Tanto premesso, si pongono i seguenti quesiti: 1 - la figlia donna, casalinga non titolare di redditi, è obbligata alla corresponsione degli alimenti ed eventualmente in quale misura o modalità?

RISPOSTA

In minima parte sarà obbligata alla corresponsione degli alimenti, “accogliendo e mantenendo nella propria casa” suo padre, in determinati e limitati periodi del mese oppure della settimana.
È ovvio che il giudice civile non potrebbe condannarla al versamento di un assegno mensile “alimentare”, non essendo titolare di redditi.



La particolare situazione familiare del marito, invalido civile al 100% con necessità di assistenza continua, può esonerarla dall'obbligo di assistenza al genitore, considerata anche la presenza dell'altro figlio?

RISPOSTA

No.
In minima parte (ad esempio una settimana al mese) dovrà accogliere suo padre in casa, per accudirlo e provvedere alla sua assistenza.
Non potrebbe essere considerata esente al 100% dagli obblighi di assistenza nei confronti del padre.



È obbligata ad assistere prima il marito o il genitore?

RISPOSTA

Per una settimana al mese, assisterà in via prioritaria suo padre, eventualmente ricorrendo alle prestazioni di una badante per il marito (marito che è comunque titolare di reddito). Penso che questa possa essere la decisione più probabile che un giudice potrebbe adottare.



2 - il marito della figlia donna (genero della persona da assistere) è obbligato alla corresponsione degli alimenti in quanto la moglie (figlia della persona da assistere) non percepisce redditi?

RISPOSTA

No, perché c'è il figlio 1.
Inoltre sua figlia provvederà agli alimenti, con la modalità “alternativa”.



Anche in presenza dell'altro figlio percettore di redditi propri?

RISPOSTA

Esatto!
I figli sono indicati prima del genero/nuora dall'articolo 433 del codice civile.



3 - nel calcolo delle capacità economiche vengono considerati solo i redditi personali dei figli o anche quelli complessivi dei rispettivi nuclei familiari?

RISPOSTA

Solo quelli dei figli, tuttavia leggiamo con attenzione l'articolo 443 I comma del codice civile:
Chi deve somministrare gli alimenti ha la scelta di adempiere questa obbligazione o mediante un assegno alimentare corrisposto in periodi anticipati, o accogliendo e mantenendo nella propria casa colui che vi ha diritto”.



4 - se il genitore possiede dei risparmi, vanno usati prima questi prima di ricorrere al mantenimento da parte dei figli?

RISPOSTA

Ovviamente sì, perché ha diritto agli alimenti soltanto chi è in istato di bisogno, ai sensi dell'articolo 438 I comma del codice civile.
Il genitore che ha risparmi alle Poste oppure in Banca, non potrebbe essere un soggetto in istato di bisogno.
Sarà in istato di bisogno, soltanto quando i risparmi saranno finiti, a causa di una lunga assistenza.



5 - i figli possono ricorrere all'autorità giudiziaria per risolvere le controversie sorte tra di loro circa le modalità di assistenza del genitore?

RISPOSTA

Certamente sì.



Considerato che i soggetti risiedono tutti in comuni diversi, quale sarebbe il Tribunale competente?
In attesa, si ringrazia e si porgono cordiali saluti.

RISPOSTA

Il foro del convenuto in giudizio, ai sensi dell'articolo 18 del codice di procedura civile.
Facciamo un esempio: se il figlio citerà in giudizio sua sorella, sarà il tribunale competente territorialmente in ragione della residenza della sorella convenuta in giudizio.
A disposizione per chiarimenti.
Cordiali saluti.

Fonti: