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Pro e Contro della comunione e separazione dei beni





Buongiorno, io e la mia compagna stiamo per sposarci, e dobbiamo decidere se proseguire su un regime di comunione, o di separazione di beni.

RISPOSTA

La sostanziale differenza tra la comunione dei beni o la separazione dei beni, riguarda fondamentalmente il regime giuridico dei beni che i coniugi acquisteranno una volta sposati. I beni di cui i coniugi erano proprietari prima del matrimonio infatti, resteranno di proprietà del singolo coniuge e non entreranno in comunione dei beni.
Così come non entreranno nella comunione legale, tutti gli altri beni elencati dall'articolo 179 del codice civile:
-i beni acquisiti successivamente al matrimonio per effetto di donazione o successione, quando nell'atto di liberalità o nel testamento non è specificato che essi sono attribuiti alla comunione;
-i beni di uso strettamente personale di ciascun coniuge ed i loro accessori;
-i beni che servono all'esercizio della professione del coniuge, tranne quelli destinati alla conduzione di una azienda facente parte della comunione;
-i beni ottenuti a titolo di risarcimento del danno nonché la pensione attinente alla perdita parziale o totale della capacità lavorativa;
-i beni acquisiti con il prezzo del trasferimento dei beni personali sopraelencati o col loro scambio, purché ciò sia espressamente dichiarato all'atto dell'acquisto;
L'acquisto di beni immobili, o di beni mobili registrati (auto, moto, barche), effettuato dopo il matrimonio, è escluso dalla comunione, quando tale esclusione risulti dall'atto di acquisto se di esso sia stato parte anche l'altro coniuge e quando il denaro utilizzato per l'acquisto è un bene personale del singolo coniuge.
Attenzione: in caso di cessazione della comunione legale, ad esempio per separazione/divorzio dei coniugi, i risparmi dall'attività lavorativa del singolo coniuge, entreranno in comunione e dovranno essere suddivisi al 50% tra i coniugi.
La comunione legale dei beni invece, non ha alcuna attinenza con la quantificazione dell'assegno di mantenimento in caso di separazione/divorzio, né con gli aspetti legati al decesso del coniuge e quindi alla sua successione ereditaria.



La mia compagna è straniera (paese extra Unione Europea).
Lavoriamo entrambi con salari equivalenti. Ci potreste spiegare i pro e i contro dei due regimi della comunione e separazione dei beni?
Cordiali saluti.

RISPOSTA

Sarò molto concreto nella mia spiegazione, considerato che siete due lavoratori dipendenti e questo semplifica molto la questione.
Avete intenzione di acquistare un immobile oppure un bene mobile registrato, dopo il vostro matrimonio?
In caso di comunione, l'immobile sarà intestato al 50% tra i due coniugi, tranne che al momento del rogito, con dichiarazione ricevuta dal notaio, uno dei due coniugi rinunci al suo 50%, in considerazione del fatto che per l'acquisto sarebbe stato utilizzato il denaro personale dell'altro coniuge.
Nella denegata ipotesi di separazione/divorzio?
Facciamo un esempio concreto.
Se tu avrai risparmiato 100.000 euro, dalla tua attività lavorativa, dovrai versare 50.000 euro a tua moglie.
Se tua moglie avrà risparmiato 10.000 euro, te ne dovrà versare soltanto 5.000 …
Diciamo che in caso di separazione/divorzio potrebbe manifestarsi questa iniquità …
Sia chiaro, se avete un conto corrente cointestato, dove vengono accreditati entrambi gli stipendi, tra la comunione e la separazione dei beni non ci sarà alcuna differenza sostanziale.
Per il resto, se tu fossi un imprenditore, ti consiglierei di sposarti in regime di separazione dei beni, in modo da tenere al riparo i beni che sarebbero rientrati nella comunione dai tuoi creditori personali, nel caso in cui l'attività imprenditoriale chiudesse in perdita. Mi pare di capire che l'aspetto dei rischi connessi ai creditori personali dei coniugi, in questa fattispecie, non vi interessa.
Le norme di riferimento sono gli articoli 177 e seguenti del codice civile.
Un particolare che forse non vi interessa concretamente: ai sensi dell'articolo 177 del codice civile, in caso di comunione dei beni, le aziende gestite da entrambi i coniugi e costituite dopo il matrimonio entrano a far parte della comunione. Penso che sia il caso di evidenziarlo semmai un coniuge volesse intraprendere un'attività imprenditoriale.
A disposizione per chiarimenti.
Cordiali saluti.

Fonti: