Dovere del medico di agevolare il compimento del piano terapeutico e garantire al cittadino la continuità delle cure





Buongiorno, scrivo per conto di mia madre per avere informazioni su quali sono i diritti di un paziente in cura con uno specialista del servizio sanitario nazionale e dunque cosa possiamo pretendere dal medico specialista. Cerco di descrivere in breve (poi eventualmente, laddove necessario, entrerò nello specifico): la paziente, ovvero mia madre 78enne con disabilità grave riconosciuta, su indicazione del medico di base, ha prenotato una visita cardiologica in seguito a dei risultati non ottimali riscontrati su analisi del sangue di routine. Tralasciando lo schifo nel vedere prenotata la visita dopo 1 mese dalla richiesta per pura fortuna, spostata la prima volta, la seconda volta invece neanche ci hanno avvertiti e abbiamo scoperto l'assenza del medico direttamente in ospedale il giorno della visita (a mia madre disabile avrei risparmiato questa fatica inutile) e che dunque avremmo dovuto riprogrammare la visita dopo mesi, vista l'urgenza nel cercare di capire la problematica abbiamo provato a prenotare la visita in intramoenia e magicamente dopo un paio di giorni c'era la disponibilità del medico.
Visita effettuata nella stessa stanza con gli stessi strumenti e dallo stesso dottore che però non era in veste pubblica ma privata (personalmente questa pratica mi fa rabbrividire) e fortunatamente sono state trovate le problematiche (scompenso cardiaco e fibrillazione atriale) dallo specialista (che a parte il comportamento, è veramente bravo nella sua materia) che ha indicato il piano terapeutico da iniziare immediatamente. Purtroppo la prescrizione di alcuni farmaci era però possibile solo passando tramite SSN e tale medico ha indicato un suo collega da contattare il lunedì della settimana seguente (il giorno della visita era di venerdì) in quanto purtroppo lui andava in ferie.
Due dei tre farmaci da lui indicati siamo riusciti a farceli prescrivere con molta fatica e dopo diversi giorni dal collega in quanto non era di turno il lunedì ma soprattutto non sapeva nulla (non gli era stato comunicato nulla e non gli era neanche stato lasciato il referto, dunque abbiamo dovuto fornire tutto noi).
Per il terzo farmaco invece abbiamo dovuto attendere il suo ritorno dalle ferie e anche tanti giorni dopo aver fatto varie sollecitazioni telefoniche (ci ha lasciato il suo numero di cellulare sul referto per rimanere in contatto perché comunque per le patologie riscontrate è un paziente che va seguito).

RISPOSTA

Mi sembra di avere capito che nonostante importanti difficoltà, siete riusciti ad ottenere i tre farmaci.



Va specificato che comunque era coperta con punture di eparina (però un conto 1 mese di 2 punture al giorno, un conto 1 pasticca al giorno...si poteva evitare secondo me).

RISPOSTA

Diciamo che fino a questo punto della tua narrazione, non si intravedono particolare responsabilità mediche, in capo allo specialista.



Dopo una breve descrizione della situazione, arrivo al dunque della problematica: il piano terapeutico prevedeva un ultimo step da effettuare ovvero andava poi programmata il procedimento di cardioversione con ricovero in ospedale di 1 o al massimo un paio di giorni.

RISPOSTA

Immagino che il piano terapeutico abbia anche indicato un termine entro il quale programmare il ricovero in ospedale.



L'ultima volta che ci eravamo sentiti (sempre con molta fatica), il medico specialista ci aveva detto di contattarlo appena dopo ferragosto per programmare tale operazione.

RISPOSTA

Vorrei avere conferma che il ricovero in ospedale non può essere programmato, senza l'intervento dello specialista, pur essendo stato indicato nel piano terapeutico.



Purtroppo ad oggi è diventato completamente irreperibile, non risponde a chiamate, a messaggi, abbiamo lasciato i nostri contatti per essere richiamati, abbiamo chiamato più volte anche in ospedale quando di turno, sono passato personalmente in ospedale ma niente, ogni volta o non risponde o fa dire dalla segretaria (o infermiera non so chi siano) che al momento è impegnato e non può rispondere.
Sinceramente non sappiamo più cosa possiamo fare oltre ovviamente ad essere "spaventati" perché dobbiamo portare a termine le cure indicate.
Addirittura una volta come "battuta" (non so quanto lo fosse) il medico specialista ha fatto dire al telefono "se vogliono parlare con me prendano un appuntamento intramoenia" (fatto secondo me gravissimo detto da un dottore del SSN).

RISPOSTA

Il medico specialista deve porre in essere tutti gli adempimenti consequenziali al piano terapeutico. In concreto, deve attivare questo ricovero per il procedimento di cardioversione.



Aggiungo anche che questa "irreperibilità" è diventata vincolante per mia madre in quanto, la prossima settimana, deve fare dal dentista l'estrazione di alcuni denti e che, viste le medicine che prende per le patologie riscontrate, il dentista, ma soprattutto mia madre, dobbiamo sapere come comportarsi i giorni precedenti all'intervento per evitare problemi durante l'estrazione (uno dei farmaci prescritti è il NAO ovvero anticoagulante).

RISPOSTA

Il medico è obbligato ad indicarti le controindicazioni dei farmaci, ossia se possono essere assunti prima della seduta dal dentista.
Anzi, il medico avrebbe dovuto fornire queste indicazioni, già al termine della prima visita a pagamento.



Inoltre, la cardioversione è diventata vincolante anche perché mia madre deve programmare delle infiltrazioni (ha molti dolori perché soffre di artrosi) e non possiamo programmarle finché non verrà fatta la cardioversione.

RISPOSTA

In concreto, cosa dovrebbe fare il medico specialista per agevolare il ricovero della mamma?
Mi confermi che senza l'intervento dello specialista non sarebbe possibile ricoverare la mamma?



Chiedo gentilmente un vostro consulto anche per capire quali sono i doveri del medico specialista in modo da capire cosa possiamo pretendere da lui (per il momento preferiamo provare ad ultimare tutte le cure piuttosto che cambiare specialista e ricominciare da capo tutta la routine).
A disposizione per ulteriori informazioni
Ringrazio anticipatamente
Cordiali saluti

RISPOSTA

Il dovere di agevolare il compimento di tutto quello che è previsto nel piano terapeutico. Quale sarebbe la fonte normativa di questo preciso dovere?
Gli articoli 18 e 20 del codice deontologico dell'ordine dei medici:
Art. 18 Competenza professionale
Il medico deve garantire impegno e competenza professionale, non assumendo obblighi che non sia in condizione di soddisfare.
Egli deve affrontare i problemi diagnostici con il massimo scrupolo, dedicandovi il tempo necessario per un approfondito colloquio e per un adeguato esame obiettivo, avvalendosi delle indagini ritenute necessarie.
Nel rilasciare le prescrizioni diagnostiche, terapeutiche e riabilitative deve fornire, in termini comprensibili e documentati, tutte le idonee informazioni e verificarne, per quanto possibile, la corretta esecuzione.
Il medico che si trovi di fronte a situazioni cliniche, alle quali non sia in grado di provvedere efficacemente, deve indicare al paziente le specifiche competenze necessarie al caso in esame.

Art. 20 Continuità delle cure
Il medico deve garantire al cittadino la continuità delle cure.
In caso di indisponibilità, di impedimento o del venir meno del rapporto di fiducia deve assicurare la propria sostituzione, informandone il cittadino e, se richiesto, affidandolo a colleghi di adeguata competenza.
Il medico non può abbandonare il malato ritenuto inguaribile, ma deve continuare ad assisterlo anche al solo fine di lenirne la sofferenza fisica e psichica.

-Il medico deve fornire tutte le idonee informazioni e verificarne, per quanto possibile, la corretta esecuzione.
-Il medico deve garantire al cittadino la continuità delle cure.
A disposizione per chiarimenti.
Cordiali saluti.

Fonti:

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