Accettazione, rinuncia eredità, ricorso al tribunale per abbreviare il termine decennale per l'accettazione dell'eredità





Egregio staff la mia domanda è: il 16 settembre 2018 è morta la mamma ed in successione siamo andati, io con residenza in Italia e mio fratello italiano con residenza in Lettonia, sposato con due figli.

RISPOSTA



Siccome il “de cuius” è cittadino italiano, residente in Italia al momento del suo decesso, ed i vari cespiti del suo asse ereditario sono ubicati in Italia, alla successione ereditaria “de quo” si applicherà la normativa italiana, ossia il codice civile.



Adesso vorrei vendere l'appartamento con mio fratello non so come fare nel senso non so se lui abbia accettato la successione o no, io a dicembre 2018 alla agenzia delle entrate x la successione ho presentato anche i suoi documenti con relativa residenza.

RISPOSTA



La dichiarazione di successione può essere presentata anche soltanto da un erede. La semplice presentazione della dichiarazione di successione non equivale ad accettazione dell'eredità del “de cuius”. Puoi avvalerti di quanto previsto dall'articolo 481 del codice civile:

Art. 481 del codice civile - Fissazione di un termine per l'accettazione.
Chiunque vi ha interesse può chiedere che l'autorità giudiziaria fissi un termine entro il quale il chiamato dichiari se accetta o rinunzia all'eredità. Trascorso questo termine senza che abbia fatto la dichiarazione, il chiamato perde il diritto di accettare.

L'eredità si può accettare/rinunciare entro 10 anni dalla morte del “de cuius” (articolo 480 I comma del codice civile). Chiunque comunque abbia un interesse ad abbreviare il termine decennale, può chiedere al Giudice della successione di fissare un termine entro il quale i chiamati all'eredita devono dichiarare se vogliono accettare o rinunciare alla stessa. Qualora il chiamato non effettui (o renda) la dichiarazione entro il termine fissato, perde il diritto di accettare. L'assistenza di un avvocato difensore è facoltativa. Il Tribunale civile competente per territorio è quello del luogo dove si è aperta la successione.



Mi chiedevo se lui per agevolare la vendita potrebbe rinunciare alla eredità (che sarebbe anche favorevole).
Cosa dovrei fare se eventualmente fosse possibile????
Certo di un vostro riscontro cordiali saluti.

RISPOSTA



Una domanda: sei in buoni rapporti con tuo fratello? Sei in contatto con lui? Rispondo alla tua domanda: sì, la rinuncia all'eredità da parte di tuo fratello, ai sensi dell'articolo 519 del codice civile, agevolerebbe non di poco la vendita dell'immobile. Soltanto che dovrebbero rinunciare anche i suoi figli.

I figli di tuo fratello sono maggiorenni oppure minorenni? Se fossero minorenni, il padre dovrebbe essere autorizzato dal giudice del tribunale civile, a rinunciare all'eredità, in nome e per conto dei figli minori, sempre che l'accettazione dell'eredità sia sfavorevole per loro (ossia l'asse ereditario sia composto in prevalenza da debiti).

Mi sembra di capire che l'asse ereditario sia favorevole, nel senso che si tratta di un asse ereditario dove i cespiti sono di valore superiore rispetto ai debiti.

Di conseguenza, in caso di figli minori, il giudice non autorizzerebbe mai una rinuncia all'eredità da parte loro!

Art. 519 del codice civile - Dichiarazione di rinunzia.

La rinunzia all'eredità deve farsi con dichiarazione, ricevuta da un notaio o dal cancelliere del tribunale del circondario in cui si è aperta la successione, e inserita nel registro delle successioni. La rinunzia fatta gratuitamente a favore di tutti coloro ai quali si sarebbe devoluta la quota del rinunziante non ha effetto finché, a cura di alcuna delle parti, non siano osservate le forme indicate nel comma precedente.

Resto in attesa di un tuo riscontro per concludere la presente consulenza.

A disposizione per chiarimenti.

Cordiali saluti.

Fonti: