Casi di non applicazione norme rappresentazione ereditaria





Buongiorno, è possibile avere il preventivo per una consulenza riguardo ad una eredità?

Ecco il quesito:

tempo fa è morto un cugino di mio padre.

Non ha genitori, figli, fratelli e zii, è vedovo e a sua volta la moglie defunta non ha genitori, figli, fratelli e zii.

Gli unici eredi sono i 2 cugini: mio padre (defunto) e la sorella di mio padre (mia zia).

Mio padre è morto 7 anni fa e mia zia sostiene che l’eredità
spetta soltanto a lei perché mio padre era già morto quando è deceduto il cugino.

 

RISPOSTA



Ha perfettamente ragione la zia!

In assenza di testamento, la zia è l'unica erede ai sensi dell'articolo 572 del codice civile, in quanto parente più prossima.

Art. 572 del codice civile - Successione di altri parenti.
Se alcuno muore senza lasciare prole, né genitori, né altri ascendenti, né fratelli o sorelle o loro discendenti, la successione si apre a favore del parente o dei parenti prossimi, senza distinzione di linea.
La successione non ha luogo tra i parenti oltre il sesto grado.


Non si applicano le norme sulla rappresentazione ereditaria, in quanto ai sensi del primo comma dell'articolo 468 del codice civile, “la rappresentazione ha luogo, nella linea retta, a favore dei discendenti dei figli anche adottivi, e, nella linea collaterale, a favore dei discendenti dei fratelli e delle sorelle del defunto”.

La definizione giuridica di rappresentazione è contenuta nell'articolo 467 del codice civile.

Art. 467 del codice civile - Nozione.
La rappresentazione fa subentrare i discendenti nel luogo e nel grado del loro ascendente, in tutti i casi in cui questi non può o non vuole accettare l'eredità o il legato.
Si ha rappresentazione nella successione testamentaria quando il testatore non ha provveduto per il caso in cui l'istituto non possa o non voglia accettare l'eredità o il legato, e sempre che non si tratti di legato di usufrutto o di altro diritto di natura personale.


Facciamo un esempio: se tuo padre, premorto rispetto al de cuius, fosse stato il fratello del de cuius, anziché suo cugino, tu avresti ereditato la sua quota per rappresentazione in linea collaterale.
La rappresentazione in linea collaterale si applica in favore dei discendenti dei fratelli (premorti) del de cuius; non si applica in favore dei discendenti dei cugini (premorti) del de cuius.
Anche nel caso in cui fossero applicabili le norme sulla rappresentazione, la moglie del soggetto premorto rispetto al de cuius, non avrebbe diritto ad una quota di eredità. La rappresentazione si applica in favore soltanto dei discendenti del soggetto premorto rispetto al de cuius.



È vero che tutta l’eredità spetta a mia zia o anche io ho diritto ad una quota in quanto erede di mio padre?

 

RISPOSTA



Spetta interamente alla zia, in quanto parente più prossimo del de cuius.



Non è che una parte dell’eredità spetta anche a mia madre in quanto vedova dell’erede?

 

RISPOSTA



Assolutamente no!
Non spetterebbe nemmeno se fossero paradossalmente applicabili le norme in materia di rappresentazione che favoriscono soltanto i discendenti del soggetto premorto rispetto al de cuius.



Nel caso che io, o mia madre, o a entrambe spetta una parte dell’eredità, entro quanto tempo dal decesso possiamo fa valere i nostri diritti?
Grazie e cordiali saluti

 

RISPOSTA



Teoricamente, il termine per accettare l'eredità è decennale e decorre dal decesso del “de cuius” (articolo 480 I comma del codice civile).
Non avete titolo tuttavia, per vantare alcun diritto ereditario nei confronti della successione “de quo”.

A disposizione per chiarimenti.

Cordiali saluti.

Fonti: