Premorienza beneficiario polizza vita erede testamentario legittimo





Vi scrivo perchè avrei bisogno di una consulenza relativa ad un contratto di assicurazione caso morte.
Nel mese di settembre 2020 è mancata la zia di mia madre, la quale aveva redatto un testamento olografo nel quale nominava eredi mia madre e altri 5 nipoti. Oltre a fabbricati e terreni la zia ha disposto che tutti i beni mobili fossero suddivisi tra i 7 nipoti in parti uguali.
Il "bene non immobile" più rilevante, anche se escluso dall'asse ereditario, era una polizza sulla vita che indicava come beneficiari "caso morte" gli "eredi testamentari o legittimi". Dato che uno degli eredi (nipote) morì in data antecedente al de cuius (la zia) e non era sposato nè aveva figli (ma solo la madre e 3 fratelli), può essere considerato erede della zia e conseguentemente vedere ripartiti i beni immobili e mobili, a lui assegnati pro quota dal testamento, tra i suoi eredi legittimi?
Dato che l'indicazione dei beneficiari della polizza vita riguardava gli "eredi testamentari o legittimi", a chi va la quota del nipote premorto alla zia? La banca in un primo momento aveva liquidato la somma relativa alla polizza tra i beneficiari ancora in vita ma adesso rivuole parte della somma sostenendo che la quota del nipote premorto al de cuius vada ripartita tra gli eredi legittimi dello stesso nipote. E' legittimo? Riporto, ad adiuvandum, una frase estrapolata dalla recente sentenza della Cassazione (Cass. Num. 9948/2021 III Sez. civile) pagg. 10 e 11: "Sicché si è ritenuto che qualora, in ipotesi, il contratto preveda che l'indennizzo debba essere corrisposto agli "eredi legittimi o testamentari", tale designazione concretizza una mera indicazione del criterio per la individuazione dei beneficiari, i quali sono coloro che rivestono, al momento della morte del contraente, la qualità di chiamati all'eredità, senza che rilevi la (successiva) rinunzia o accettazione dell'eredità da parte dei medesimi". Se non capisco male, in base alla citata sentenza, il beneficiario della polizza è colui che assume la qualità di chiamato all'eredità al momento della morte del contraente. Ma se al momento della morte del contraente (la zia, de cuius) la persona indicata come erede nel testamento (uno dei nipoti) è già morto, può assumere la qualità di chiamato all'eredità e quindi essere considerato beneficiario della polizza (diritto trasmissibile ai suoi eredi legittimi)? Vi ringrazio anticipatamente per la risposta che vorrete fornirmi. Distinti saluti

RISPOSTA

Sempre la sentenza della Corte di Cassazione n. 9948/2021 distingue tra l'ipotesi di premorienza del terzo beneficiario della polizza vita (polizza indicante gli eredi testamentari o legittimi quali beneficiari) da quella di rinuncia all'eredità, sempre in considerazione delle norma contenuta nell'articolo 1920 III comma del codice civile: “per effetto della designazione il terzo acquista un diritto proprio ai vantaggi dell'assicurazione”.
Nel caso in cui il beneficiario della polizza rinunci all'eredità del contraente, tale rinunzia è irrilevante ai fini della titolarità dell'indennizzo che scaturisce dalla polizza.
Discorso diverso in caso di premorienza del beneficiario della polizza, rispetto al “de cuius” - contraente.

La Corte di Cassazione precisa che in caso di premorienza del beneficiario si applica in via analogica, la disciplina del contratto in favore di terzo ed in particolare dell’art. 1412, comma secondo, del codice civile che prevede l’eseguibilità della prestazione in favore degli eredi del terzo, in caso di premorienza di quest’ultimo, a meno che il beneficio non sia stato revocato o lo stipulante non abbia disposto diversamente.

Tanto premesso, la banca ha ragione: la quota di indennizzo del nipote premorto alla zia, deve essere attribuita agli eredi del beneficiario.

A disposizione per chiarimenti.

Cordiali saluti.

Fonti: