Rinuncia eredità della moglie figlia biologica disconoscimento paternità test DNA





Mia madre è morta da circa sette anni fa. Mio padre ha fatto la rinuncia alla quota di legittima dell’eredità di mia madre presso la Cancelleria del Tribunale. Io e mia sorella abbiamo ereditato tutto quello che era intestato a mia madre, conti bancari a lei intestati, la quota del 50% degli immobili essendo in comunione dei beni con mio padre.
Alcuni mesi fa si è presentata una signora che sostiene di essere la figlia naturale di mio padre, avuta prima di sposare mia madre, ma mai riconosciuta da mio padre, che sostiene di averlo saputo dalla madre della signora anche quest'ultima deceduta, al momento in cui rimase incinta circa 43 anni fa e che la stessa, gli riferì che l'avrebbe fatta riconoscere dal di lei marito.

RISPOSTA

Mi sembra di capire che la presunta figlia naturale di tuo padre, sia stata già riconosciuta dal marito della madre. Questa signora ha agito per il disconoscimento della paternità del marito della madre ? La presunzione di paternità dell’articolo 231 del codice civile ovvero “il marito è il padre del figlio nato in costanza di matrimonio”, non è assoluta ma relativa, ossia opera fino a prova contraria che appunto può essere fornita tramite l'esercizio di un’azione specifica denominata “disconoscimento della paternità.
L’articolo 243 bis del codice civile prevede quanto segue: “L’azione di disconoscimento di paternità del figlio nato nel matrimonio può essere esercitata dal marito, dalla madre e dal figlio medesimo. Chi esercita l’azione è ammesso a provare che non sussiste rapporto di filiazione tra il figlio e il presunto padre. La sola dichiarazione della madre non esclude la paternità”. Tale azione di disconoscimento è finalizzata ad accertare la non esistenza di un rapporto biologico tra il figlio e il presunto padre. Da parte del figlio maggiorenne l’azione di disconoscimento può essere proposta in qualsiasi momento ed è imprescrittibile.



La signora ora ha richiesto il riconoscimento tramite il DNA. Il mio quesito è il seguente: nel caso in cui questa persona dovesse risultare effettivamente la figlia naturale di mio padre, può vantare dei diritti sull'eredità di mia madre e/o impugnare la rinuncia fatta da mio padre che è ancora in vita e reclamare eventuali aiuti economici dato che " ufficialmente" risulta nulla tenente?
Grazie

RISPOSTA

Si tratta di una successione per legge, in assenza di testamento, giusto?
Secondo l'articolo 522 del codice civile, la quota di eredità che sarebbe spettata a vostro padre, relativamente alla successione della mamma, è devoluta in favore di coloro che avrebbero concorso con il rinunziante (ossia in favore dei due figli del "de cuius").
Si configura pertanto accrescimento della vostra quota ereditaria (anzi devoluzione della quota nella successione legittima, per la precisione), in assenza dei presupposti della rappresentazione (art. 467 e seguenti del codice civile) che non opera in favore dei discendenti del coniuge del “de cuius” che non vuole accettare l'eredità (rinuncia ai sensi dell'articolo 519 del codice civile).
La signora pertanto non può vantare diritti sull'eredità di vostra madre, né impugnare la rinunzia all'eredità di vostro padre.
Al momento della morte di vostro padre, avrà diritto alla quota di legittima in favore dei figli, ai sensi dell'articolo 537 II comma del codice civile (quota di 2/3 diviso 3 figli = 22,222% dell'asse ereditario).
Può reclamare eventuali aiuti economici?
Certamente non potrebbe chiedere gli “arretrati” visto e considerato che ha avuto un “padre” ed una madre …
Se disabile ovvero oggettivamente impossibilitata a lavorare quindi a produrre reddito sufficiente per il suo sostentamento, potrebbe chiedere l'assegno alimentare mensile nei confronti del padre biologico ai sensi degli articoli 433 e seguenti del codice civile.
Se invece è in grado di lavorare (in passato ha lavorato tuttavia è momentaneamente senza lavoro), essendo maggiorenne, non ha diritto di chiedere nessun “aiuto” economico al genitore.
A disposizione per chiarimenti.
Cordiali saluti.

Fonti: