Successione donazione quota BFP buono fruttifero postale con pari facoltà di riscossione





Buonasera sono rimasto in possesso di un buono postale fruttifero fatto da mio suocero per mia moglie nel 1991.
Gli intestatari del buono risultano mia moglie e i genitori ora tutti defunti. Il buono era un regalo di mio suocero per mia moglie anche se all'atto della sottoscrizione aveva fatto inserire il suo nome e quello di sua moglie, mia suocera con pari facoltà di riscossione.

RISPOSTA

Si tratta pertanto di un BFP cointestato a tre intestatari diversi, con pari facoltà di rimborso.



Naturalmente il buono è rimasto a me e ai miei due figli come eredi di mia moglie.

RISPOSTA

Pertanto, in questo momento storico, sono deceduti sia i tuoi suoceri che tua moglie.
La sequenze temporale dei decessi dei cointestatari del BFP è di fondamentale importanza: immagino che siano deceduti dapprima i tuoi suoceri e poi tua moglie.



Secondo un direttore di ufficio postale ci vorrebbe una procura notarile da parte dei fratelli di mia moglie che sarebbero gli altri eredi dei miei suoceri, con la quale potrei incassare la somma.

RISPOSTA

Il direttore dell'ufficio postale ha perfettamente ragione; non si tratta di un mero formalismo, ma di una questione di sostanza, legata alla successione delle quote dei tuoi suoceri.
Considera che quella quota di 1/3 del BFP, sia di tuo suocero che di tua suocera, è stata ereditata in parte anche dai tuoi cognati. Considera che non risulta in nessun modo che il BFP sia stato donato per intero a tua moglie.
Ferma restando la pari facoltà di rimborso, una volta che il rimborso sarà stato effettuato da Poste Italiane, i tuoi cognati avranno titolo per chiedere la loro parte.
Quale parte?
Dipende se i tuoi suoceri hanno fatto testamento oppure sono deceduti senza fare testamento.



Io non ho quasi rapporti con uno dei due cognati. Non potrei fare una dichiarazione, accollandomi nel caso tutte le responsabilità penale, in cui dichiaro che il buono era destinato a mia moglie,

RISPOSTA

Assolutamente no!
Il BFP risulta essere stato cointestato. Un'eventuale donazione delle quote dei tuoi suoceri, in favore di tua moglie, dovrebbe risultare da un atto pubblico notarile.
Le donazioni devono essere fatte per atto pubblico a pena di nullità, ai sensi dell'articolo 782 del codice civile: “La donazione deve essere fatta per atto pubblico, sotto pena di nullità. Se ha per oggetto cose mobili, essa non è valida che per quelle specificate con indicazione del loro valore nell'atto medesimo della donazione, ovvero in una nota a parte sottoscritta dal donante, dal donatario e dal notaio”.
Non potresti autocertificare quest'atto di liberalità in favore di tua moglie, fatto dai suoi genitori, giacché non risulta da nessun documento, nemmeno con la forma di scrittura privata.



Loro non c'entrano niente in quanto a loro volta avevano avuto in dono ognuno altri buoni postali.

RISPOSTA

Capisco perfettamente il tuo stato d'animo, ma una donazione di quote di BFP dovrebbe essere fatta per atto pubblico notarile.
In assenza di qualsiasi valido documento che attesti questa donazione in favore di tua moglie, il BFP si presume nella titolarità di tutti e tre i sottoscrittori.



Questo, ripeto era in possesso di mia moglie, loro sanno che ognuno avrebbe incassato quelli in loro possesso.
Grazie

RISPOSTA

Il semplice possesso del BFP non fa prova di nulla.
Occorre fare riferimento alla cointestazione del BFP, la quale potrebbe essere disconosciuta soltanto da un atto di donazione, con la forma di atto pubblico a firma del notaio, da parte dei tuoi suoceri, in favore di tua moglie.
Temo che i tuoi cognati, una volta interpellati per la firma della procura notarile, chiederanno di incassare una parte del riscosso.
A disposizione per chiarimenti. Cordiali saluti.

Fonti: