Accettare la chiamata ereditaria anche decorsi i 10 anni dalla morte del de cuius





Nel 2008, il 10 ottobre, è deceduto mio padre lasciando eredi testamentari la coniuge, me e mio fratello. Il testamento olografo è stato pubblicato e registrato il 9 giugno dello stesso anno. Mia madre ha rinunciato all'eredità con atto registrato il 3.4.2010.
Nè io nè mio fratello abbiamo presentato la dichiarazione di successione e tantomeno proceduto all'intestazione dei beni. Abbiamo invece detenuto i beni immobiliari, in parte risiedendovi, provveduto alla manutenzione e soprattutto siamo intervenuti entrambi in un procedimento civile intrapreso nel 2013 da terzi a nostro carico in qualità di eredi giunto a compimento in Appello nel 2019.

RISPOSTA

Avete accettato l'eredità per fatti concludenti, ai sensi dell'articolo 476 del codice civile:
L'accettazione è tacita quando il chiamato all’eredità compie un atto che presuppone necessariamente la sua volontà di accettare e che non avrebbe il diritto di fare se non nella qualità di erede”.
Siete entrate in possesso dei beni immobili dell'asse ereditario, in quanto avete provveduto alle manutenzioni nonché alla difesa in giudizio dei diritti correlati agli stessi. Non possiamo parlare di semplice detenzione, ma di un vero e proprio possesso idoneo all'accettazione tacita dell'eredità.



Nel 2021 in relazione ad una procedura esecutiva immobiliare a carico di un terzo garantito da nostro padre con gravame ipotecario su uno dei propri immobili venimmo chiamati in giudizio ed il ricorrente intraprese nei nostri confronti un'azione per l'accertamento dell'accettazione tacita di eredità, azione vittoriosa in Appello con sentenza pubblicata il 21 novembre 2023.
I termini per il ricorso in Cassazione avverso quest'ultima sentenza di Appello scadono a breve, si tratterebbe dunque di chiarire se in caso di ricorso in questa sede contro il riconoscimento di accettazione tacita, qualora la sentenza di appello venisse cassata e non risultassimo dunque eredi, in quale condizione giuridica si troverebbe la successione dei beni di nostro padre?

RISPOSTA

Beni facenti parte di un'eredità ancora giacente.



Potrebbero ancora intervenire altri successori in linea diretta quali i nostri figli, eventualmente con beneficio di inventario? Vi ringrazio in anticipo della Vostra risposta mentre resto in attesa di conoscere quanto necessario per l'attivazione della Vostra consulenza.

RISPOSTA

Il termine decennale per l'accettazione dell'eredità, previsto dall'articolo 480 del codice civile, decorre per tutti dall'apertura della successione, ossia dalla morte del de cuius.
La giurisprudenza tuttavia lascia aperta una porta ai tuoi figli … è possibile accettare la chiamata ereditaria, anche decorsi i 10 anni dalla morte del de cuius, laddove la sua prescrizione non sia eccepita oppure opposta da terzi soggetti; il Tribunale di Treviso ha deciso che "il decorso del termine di prescrizione decennale di cui all'art. 480 codice civile, non impedisce al chiamato di procedere all'accettazione dell'eredità, in maniera espressa o tacita, a patto che nessun altro interessato eccepisca l'intervenuta prescrizione, che non può essere rilevata dal giudice d'ufficio". (Tribunale Treviso 06.05.2021 sentenza n. 837) Tanto premesso, i vostri figli possono accettare l'eredità anche se risulta decorso il termine decennale, a condizione che nessuno altro interessato eccepisca l'intervenuta prescrizione. Per “interessato” si intende un soggetto che avanza pretese e diritti reali nei confronti di questi beni immobili; non si intende un qualsiasi soggetto …
Questo orientamento giurisprudenziale è stato confermato anche dalla Corte di Cassazione civile, Sez. II, sentenza del 26/06/1987, n. 5633.
A disposizione per chiarimenti.
Cordiali saluti

Fonti: