Riduzione del 50% base imponibile IMU, immobili in comodato a parenti di primo grado





Mia zia possiede una seconda casa data in comodato gratuito alla figlia maggiorenne e conseguentemente a questo mia zia beneficia di una riduzione sull'importo IMU relativo appunto alla seconda abitazione.
ora che mia mamma è vedova andrà a vivere nella seconda casa in questione (sufficientemente grande e strutturata per accogliere 2 persone), a titolo gratuito e senza alcuna stipula contrattuale ora il ns. dubbio è se, nel momento che mia mamma avrà stabilito residenza in questa seconda casa, ciò possa in qualche modo interferire con il comodato in essere tra madre e figlia ed avere conseguenze sui benefici IMU in essere.
spero essere stato chiaro

in attesa ringrazio e saluto

RISPOSTA



Sì, l'ufficio tributi potrebbe, in caso di controllo accurato, contestare l'agevolazione di cui alla legge di Stabilità 2016 (art. 1 comma 10 della Legge 208/2015), ossia la riduzione del 50% della base imponibile per gli alloggi, esclusi quelli in categoria catastale A/1, A/8 e A/9, concessi in comodato a parenti in primo grado (genitori/figli), in presenza dei seguenti requisiti:

-il contratto di comodato deve essere registrato presso l'Agenzia delle Entrate;
-il comodante, oltre alla casa concessa in comodato, può essere proprietario solo di un altro alloggio adibito a sua abitazione principale;
-il comodante non deve possedere in tutta ITALIA altri immobili ad uso abitativo anche in percentuale;
-il comodante deve risiedere anagraficamente e dimorare abitualmente nello stesso Comune in cui è situato l'immobile concesso in comodato;
-il comodatario deve risiedere anagraficamente e dimorare nell'immobile che gli viene concesso in comodato.

Si tratta di una norma di carattere eccezionale non applicabile oltre i casi previsti dal legislatore, ai sensi dell'articolo 14 delle preleggi.

Il contratto di comodato avente ad oggetto un immobile, può essere scritto oppure verbale. In questo caso, sussisterebbe oltre al contratto di comodato scritto con il figlio, anche un comodato verbale con la sorella della proprietaria. L'immobile sarebbe quindi concesso in comodato al figlio “ED” alla sorella della proprietaria.
La norma prevede che per ottenere l'agevolazione ai fini IMU, l'immobile debba essere concesso in comodato al figlio; tale norma non potrebbe essere estesa in via analogica a casi simili a quello previsto dal legislatore.

Tanto premesso, consiglio di risolvere la questione, invitando la mamma ad evitare di spostare la residenza presso l'immobile di proprietà della sorella, già concesso in comodato al figlio, ai sensi dell'art. 1 comma 10 della Legge 208/2015.

A disposizione per chiarimenti.

Cordiali saluti.

Fonti: